Equità di genere: in piazza l’11dicembre

7 December 2011

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Care amiche voglio ringraziarvi per la riunione di ieri sera che per me è stata molto importante. Mi metto a disposizione per cosa è necessario per la buona riuscita della manifestazione di SNOQ che ritengo un momento importantissimo di visibilità e organizzazione per le donne italiane. Riassumo brevemente i nodi politici che ho attualizzato alla manovra ma che rincorro da tutta la mia vita con il movimento delle donne, con la mie esperienze istituzionali in parlamento e come vicesindaco a Moncalieri, con dieci anni di lavoro come consigliera di parità:
Equità di genere significa agire diversamente sulle pensioni per non fare pagare il gran peso della manovra alle donne che ne escono come le più penalizzate. A queste condizioni e senza ammortizzatori sociali aumenterà la povertà già pesante delle donne e molte di loro non saranno messe in grado di arrivare alla pensione. Indicizzare le pensioni fino a duemila euro è equità: le donne hanno le pensioni più basse. Apprezzo che

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NON SIAMO POTERI FORTI: la faccia educata della lobby che governa il mondo

18 November 2011

Ecco il governo che dovrebbe salvare l’Italia e l’Europa dal fallimento. Visto i ministri e le ministre che hanno firmato e si sono presentate/i in Parlamento per raccoglierne la fiducia con un aplomb a cui l’armata Brancaleone che sosteneva gli interessi dell’acchiappatutto Berlusconi ci aveva disabituato.
Abbiamo sentito la rispondenza del programma di governo alle richieste [...]

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Le donne possono salvare il mondo imitando la lumaca?

19 October 2011

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Ieri pomeriggio ho partecipato a Villa 5, con le amiche del Centro Donna che l’hanno organizzato, a un piacevole e interessante incontro ” La strategia della lumaca” per discutere in che cosa consiste oggi vivere semplicemente, come vivevano i contadini in economia di sussistenza, stando in città. Bisogna vivere semplicemente per permettere agli altri semplicemente di vivere era la premessa ghandiana al confronto.
Conduceva il dibattito Cinzia Picchioni, autrice del libro “semplicità volontaria”, che ci ha fatto giocare a calcolare l’impronta ecologica che ciascuno di noi, a seconda delle abitudini di vita, produce in una settimana.
Certo il calcolo era approssimativo e non scientifico ma ha stimolato un confronto tra i partecipanti.
Stamani mi è capitato in mano un vecchio articolo di Amartya Sen del 2000, in occasione della pubblicazione del suo libro “Lo sviluppo è libertà, Perchè non c’è crescita senza democrazia”. Come sappiamo il premio Nobel intende lo sviluppo come espansione delle libertà delle persone

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C’è bisogno di un nuovo pensiero per non annegare

18 October 2011

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L’afasia incalza di fronte ai deja-vu che ci rincorrono da ogni parte, manca anche la voglia di ridiscutere di non-violenza dopo domenica e in vista della prossima manifestazione in Val-Susa, del corteo negato a Fiom, delle donne uccise dai loro compagni, della parola negata dall’arroganza di chi ritiene di avere anche solo un briciolo di potere. Quali le cause di questa anomalia italiana che permette a una classe dirigente politica, spesso vergognosa nei suoi comportamenti, immorale e ignorante, di restare al potere, ad un’opposizione di frantumarsi continuamente e non significare più, non solo di non agire per far cadere una maggioranza delegittimata da tutti, anche da confindustria,dalla Banca d’Italia e dalla BCE, dalla CEI, ma proprio di non riuscire ad esserci nemmeno quando scende con grandi numeri in piazza?
La crisi del modello occidentale di politica e di sviluppo si vede ovunque,

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Una proposta a donne ed ecologisti x superare la crisi

12 July 2011

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Mi sembra interessante diffondere questo testo, perchè non tentiamo di fare proposte che, tenuto conto della diversità di popolazione e territorio, possano essere portate avanti anche in Italia in questa fase drammatica?

STORIE DI ORDINARIA RIVOLUZIONE… Di Marco Pala

Qualcuno crede ancora che non vi sia censura al giorno d’oggi? Allora perchè, se da un lato siamo stati informati su tutto quello che sta succedendo in Egitto, dall’altro i mass-media non hanno sprecato una sola parola su ciò che sta accadendo in Islanda?
Il popolo islandese è riuscito a far dimettere un governo al completo; sono state nazionalizzate le principali banche commerciali; i cittadini hanno deciso all’unanimità di dichiarare l’insolvenza del debito che le stesse banche avevano sottoscritto con la Gran Bretagna e con l’Olanda, forti dell’inadeguatezza della loro politica finanziaria; infine, è stata creata un’assemblea popolare per riscrivere l’intera Costituzione. Il tutto in maniera pacifica. Una vera e propria Rivoluzione contro il potere che aveva condotto l’Islanda verso il recente collasso economico.

Sicuramente vi starete chiedendo perchè questi eventi non siano stati resi pubblici durante gli ultimi due anni. La risposta ci conduce verso un’altra domanda, ancora più mortificante: cosa accadrebbe se il resto dei cittadini europei prendessero esempio dai “concittadini” islandesi?
Ecco brevemente la cronologia dei fatti:
• 2008 – A Settembre viene nazionalizzata la più importante banca dell’Islanda, la Glitnir Bank. La moneta crolla e la Borsa sospende tutte le attività: il paese viene dichiarato in bancarotta.
• 2009 – A Gennaio le proteste dei cittadini di fronte al Parlamento provocano le dimissioni del Primo

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E adesso al lavoro: documentazione per puntoG

14 June 2011

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Vinte le elezioni
Vinti i referendum
Adesso dobbiamo fare proposte concrete a partire dai temi più urgenti: cominciamo con il Lavoro
Per le donne e per i giovani è importante capire verso quali settori indirizzare le loro energie
Per chi l’ha perso o rischia di perderlo è fondamentale sapere come riconvertirsi.
Oggi la green Economy va rilanciata a tutto campo anche con investimenti nelle grandi cittòà in cui la destra ha perso. Avete notato il balzo in alto delle quotazioni in borsa di aziende per l’energia alternativa?
Il decreto sulle rinnovabili del 3 marzo è già previsto che vada rivisto in questo mese. Tutti, a partire dai nuovi sindaci e i sindaci del comuni virtuosi, dai promotori del referendum, dai partiti che hanno dato indicazioni di votare per il Si contro il nucleare ( di cui dopo due referendum che l’hanno buttato fuori dal nostro paese non vogliamo più sentire parlare) a tutte e tutti noi, dobbiamo fare pressioni in ogni sede perchè si apra la nuova fase di incentivazione delle rinnovabili: solare, fotovoltaico e geotermico.

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Referendum e le donne

10 June 2011

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Mentre ricordo che il Papa finalmente fa parlare un pò la sua parte femminile quando afferma che: “L’ecologia umana è un imperativo e deve essere priorità politica ed economica” e che questo semplice assunto necessita di un totale ribaltamento dei valori e degli obiettivi di questa politica maschile, prvaricatrice ed egiosta, che ingessa nel cemento, nel rischio radioattivo, nella proprietà dei beni comuni e nella manipolazione genetiche il suo potere, pubblico volentieri l’articolo di Monica che porta argomentazioni chiare al SI delle donne sui referendum:
Che genere di voto
di Monica Lanfranco
Si può affermare che il voto referendario ha un genere sessuato, anche laddove il quesito non riguardi direttamente questioni che attengono alla libertà di scelta in materia riproduttiva, di orientamento e di legame tra i sessi, e quindi di relazione

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Verso la convention ecologista a Roma: la sessualità maschile

15 May 2011

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Nei gruppi di lavoro proposti per il confronto sul programma del nuovo soggetto politico, tutti molto interessanti ed attuali, non è previsto un tema politico/culturale e sociale che mi sta particolarmente a cuore, su cui le donne hanno speso anni di discussioni che hanno aumentato di molto la propria autodeterminazione ma che non hanno spostato i comportamenti maschili nell’arco di decenni e neppure in diverse aree geografiche perchè si rproduce sempre uguale a se stesso in ogni parte del mondo, più o meno tollerato dalle leggi ma comunque spesso condiviso dalle coscienze, o dagli inconsci, maschili di ogni livello sociale.
Parlo della sessualità degli uomini, che in Parlamento ho definito “grezza” e ripetitiva, come modello molto evidente che ci viene sbattuto in faccia ad ogni pubblicità e in quasi tutti gli spettacoli di intrattenimento delle TV di stato come di quelle commerciali, tra cui anche da questo punto di vista, non esiste ormai differenza.

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Le ragioni del grande successo dei nuovi ecologisti in Germania

4 May 2011

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Qualche pomeriggio fa ho partecipato alla presentazione del libro: La Germania rosso-verde. Stabilità e crisi di un sistema politico (1998-2005) a cura di E.Bosco e J.Schmid, organizzata dall’Istituto Salvemini e dal dipartimento di scienze sociali. Ho assistito ad interventi nostalgici di una socialdemocrazia ambientale ormai sepolta per la grave crisi della Spd, che non resse alle riforme sul Mdl, fisco, sanità, assistenza e pensioni imposte dalla “Agenda 2010″, contestate dalla base e dal sindacato.
Da tutti i commentatori il ruolo dei Verdi veniva pressochè dimenticato finchè, alla fine del dibattito fu necessario cercare di spiegare come mai, a differenza della SPD, i Verdi erano in grande ascesa, avevano ottenuto la maggioranza in un lander importante dove avrebbero di conseguenza governato per la prima volta dirigendo il gioco.
La prima ragione che Schmid ricordò è che avevano assunto nel partito

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Bin Laden e figlio morti. Figlio e nipoti di Gheddafi sepolti

2 May 2011

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Alle quattro di questa notte un gruppo di quindici militari dei reparti speciali statunitensi hanno ucciso Bin Laden, un suo figlio e altre tre persone sorprese in una villa fortezza a 90 Km al nord di Islamabad in Pakistan.
Giustizia è fatta ha dichiarato il presidente Obama che ha riaffermato la sua linea contro il terrorismo con cui aveva criticato il suo predecessore perchè non si scatenano le guerre ma si muove l’intelligence per vincerlo.
Ha ribadito che lo scontro non è non sarà mai con l’Islam, ma contro Al Qaeda e la sua ideologia violenta, che non rispetta i diritti umani ed ha ucciso civili, donne e bambini anche musulmani. La Clinton si è detta certa che il terrorismo non finirà con questa morte e che limpegno in Afganistan continuerà, si è appellata ai talebani perchè accettino il processo di pace e si possa procedere speditamente ad una strategia di transizione.
Berlusconi ha dichiarato che si tratta di una grande vittoria del bene contro il male e tutti gli altri capi di stato, salvo Hamas, hanno mostrato la loro soddisfazione.

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