Una nuova dimensione in politica

postato il 11 dic 2017
Una nuova dimensione in politica

Terza puntata

Dunque si vota il 4 marzo ma Gentiloni non si dimette e oggi si dice che queste elezioni saranno “primarie della nazione” dopo 5 anni in cui si sono succeduti prima di lui Letta e Renzi, sempre PD, perché nessuno avrebbe i numeri per fare un governo e si andrebbe prima dell’estate a rivotare come ci spiega Berlusconi. Nel 2008 c’era la stessa situazione in cui si diceva che nessuno avrebbe vinto e si sarebbe tornati subito al voto ed invece Berlusconi vinse a sorpresa. Nell’ultimo anno e mezzo fu scalzato dall’Ue a favore di Monti, imposto con il beneplacito di Napolitano. Quindi proseguiamo il confronto senza affanno amiche mie.

Pubblico qui il sito del partito femminista svedese, gentilmente tradotto da un’amica, poiché molte mi hanno chiesto anche in telefonate o mail private cosa succede in Scandinavia e Finlandia e l’ultimo commento sul mio post precedente, quello dell’amica Luisa Rizzitelli, che invita a firmare un ennesimo appello e commenta alla fine  (questa volta comincio da lì) che non siamo pronte, non abbiamo tempo e non abbiamo risorse economiche e le donne ricche non sono disponibili a finanziare come invece fanno gli uomini, merita una risposta visto che va al cuore del problema.

Franca Balsamo invece va subito alla proposta di una lista di donne e fa già i nomi che le piacciono. Franca io ho già dato, mi sono ritirata a 65 anni dalle istituzioni e credo che tutte e tutti dovrebbero darsi un limite. Berlusconi è patetico ma anche Grasso non mi sembra proprio la figura più nuova ed esperta da buttare a guidare un nuovo partito. Magistrati, avvocati, sindacalisti e politici di professione sono ormai la gran parte di questo parlamento disastroso in cui la maggior parte ha cambiato casacca. Invece gli eletti 5stelle sono giovani ma mancano di spessore politico, sembra che non leggano e non approfondiscano mai nulla, salvo rare eccezioni. Laura Castelli, capogruppo alla Camera, eletta a Torino, ha fatto una figura non proprio brillante da Lilly Gruber dimostrando che non ci sono idee o non c’è autonomia o comunque non c’è chiarezza su che fare.

Infatti per gente come noi non è difficile fare né una lista né un programma Franca, sono d’accordo con te. Ma è quasi impossibile raccogliere le firme e presentarsi con questa legge elettorale capestro fatta apposta per impedire di fare qualunque cosa che non sia decisa dalle segreterie degli attuali partiti. Stasera su invito di un ragazzo che partecipa al tavolo lavoro di Nudm faccio un salto alla riunione organizzativa di je so pazzo, partiti anche loro da Napoli con una mission impossibile, che in 15 g hanno fatto 5o assemblee in tutta Italia, dove anche tra giovani poche sono le ragazze che hanno preso la parola, hanno scritto un programma molto di sinistra che non ho ancora letto e si chiamano un un nome che spero sia provvisorio, perchè come dice il mio amico Viale che li appoggia, è proprio brutto e vecchio: Potere al popolo.Vi racconterò. Al fondo vi scrivo il programma che mi hanno mandato, tanto per farci quattro conti.Sul sito potete anche portare contributi.

Paolam è anche lei convinta che non possiamo più restare la società delle estranee  di fronte al quadro desolante di un nuovo partito, in cui sperava , che dà l’immagine di un partito di soli maschi o dell’altro che ancora sostiene di essere di centro sinistra, è al governo da parecchi anni senza essere passato da elezioni e anche adesso si è inventato un marchingegno per non dimettere Gentiloni durante le elezioni, nel caso non ci fosse nessuno che ha la maggioranza ci riproverebbero a rimanere a galla. Questo schiererà ancora donne immagine? Così le chiama Paola ma Lorenzin, Boschi, Madia, e la ministra all’istruzione con la licenza media sono ben solide e messe lì a fare le politiche più sporche. Altro che immagine. Anche lei dice che non c’è altra via che fare un partito di donne. Gianfranco, un vecchio collega, ha scritto che una lista di sole donne la voterebbe. Ma non sarebbe di sicuro di sole donne anche perché ormai le leggi elettorali pari opportunità lo impediscono!

MariaCristina Migliore è contenta del partito in cui è attivista, il M5S che vuole prendere il palazzo e dell’equilibrio di genere che pratica per ora e chiede che significa per noi prendere il palazzo. Vuole cambiare le regole e i processi che lo fanno funzionare e ha bisogno di parlarne con noi e capire come passare dalla democrazia rappresentativa a una democrazia partecipata. Ho parlato per più di un’ora ieri con Paola, molto presente in FB su femministe, che mi diceva della necessità di superare i dualismi che ci riconducono all’isteria ma credo che continuerà a farci presente lì che cosa pensa. Le svedesi infatti hanno fondato e dirigono il partito che in pochi anni ha raggiunto il 30% di presenze maschili, proprio come NUDM non esclude uomini amici e rispettosi. Un’altra cara Paola, con un importante ruolo in una istituzione ha inviato una bellissima lettera alla Boldrini, lamentando la solitudine e i ricatti a cui è sottoposta sia nel suo lavoro che nel suo ruolo. Dice che siamo  diventate tutte brave teoriche ma  non pratichiamo il materialismo (mater) nella politica. Dice che le sue amiche le chiedono di fermarsi perché la schiacceranno perché non si è fatta corrompere e non è collusa in un sistema corrotto. “Ci schiacceranno tutte se continuiamo così” .

Quindi amiche mie, non basta tenerci strette come ribadisce anche Edda Billi. Dobbiamo progettare qualcosa di molto concreto che ci porti, prima o poi, a prendere il palazzo. O ci faremo schiacciare. Ne va della nostra sopravvivenza, della sopravvivenza di tutti quelli che sono stati spogliati di dignità in questo sistema corrotto, della sopravvivenza di forme di convivenza democratiche e partecipate e dello stesso pianeta che ci ospita. Non lasciamo cadere questo #me too così importante. Rafforziamoci a vicenda diverse come siamo. Belle e affascinanti e libere. Insieme  ci organizzeremo come hanno fatto le nostre amiche anche se siamo molto diverse anche da loro, fin troppo materialiste e realiste, tanto che in attesa di fare un gruppo al parlamento europeo si sono accasate in quello socialista e democratico.

Ecco i riferimenti e la presentazione delle amiche svedesi con cui siamo in contatto da ormai quasi 3 anni ed abbiamo un gruppo in cui potete essere inserite:  https://feministisktinitiativ.se/  o https://feministinitiative.eu/ per maggiori informazioni. Oppure mandate una mail a info@feministiskinitiativ.se. Christina, l’assistente di Soraya al parlamento europeo è comunque sempre in contatto con noi. In Europa una donna su tre ha sperimentato violenza fisica a partire dai 15 anni. Il divario retributivo di genere (genderpay gap) è in aumento in molti Paesi e le donne sono ancora costrette a scegliere tra maternità e lavoro. La discriminazione e la violenza sono parte della vita di tutti i giorni per molte persone LGBT. Abbiamo ascoltato discorsi di odio contro le minoranze da parte di diversi leader politici,così come l’avanzata dei partiti fascisti in tutti i parlamenti. L’Europa sta sorvegliando i suoi confini mentre il bisogno delle persone di ricercare rifugio in Europa è più grande che mai. C’è una mancanza di direzione politica per affrontare queste sfide. L’iniziativa femminista pone l’uguaglianza di genere e i diritti umani in cima all’agenda politica.

Le nostre idee sono basate sul femminismo antirazzista e pensiamo che la politica dovrebbe riguardare non solo la crescita economica. Le prospettive della destra e della sinistra non sono irrilevanti, ma la discriminazione,il razzismo e il sessismo non scompaiono automaticamente con il socialismo. Nemmeno il liberalismo, con il suo focus sulle libertà individuali, rimuovere le disuguaglianze strutturali delle nostre società. Questo è il motivo per cui il mondo ha bisogno di partiti politici femministi ideologicamente indipendenti. Abbiamo fatto alcune cose giuste e alcune cose sbagliate…ecco perché vogliamo condividere la nostra conoscenza con gli altri movimenti antirazzisti e femministi nel mondo che vogliano passare alla fase successiva e organizzarsi in un partito politico. Solitamente i nuovi progetti politici non hanno molti soldi per sponsorizzare le loro attività. Questo non è un grosso problema. Le migliori attività e idee per le pubbliche relazioni non devono per forza costare tanto -specialmente ora che tutto il mondo è connesso con i social media e le notizie viaggiano veloci più che mai.

Alle persone interessate al femminismo abbiamo fatto questa proposta: “riunite 25 persone in una stanza, e noi veniamo a parlare di femminismo”. Ecco come stiamo ancora parlando a migliaia di persone in Svezia. È economicamente efficiente e quando arrivi lì sai che vogliono parlare con te! Ci piacerebbe tenere un seminario per te su come abbiamo costruito un movimento femminista in Svezia. Quindi, insieme, possiamo guardare alla situazione specifica nel tuo paese. Iniziare un partito politico può essere abbastanza difficile a volte. Ecco perché offriamo assistenza attiva su come organizzare, impostare e amministrare un movimento femminista. La nostra taskforce offre consulenza su politica, comunicazione, stampa, organizzazione, amministrazione, strategia.

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Crediamo in una società dove le persone possono condurre un’esistenza senza discriminazioni

Il partito “Feminist initiative” in Svezia è stata fondato nel 2005 da femministe del movimento femminile, del movimento LGBT e del movimento antirazzista,così come da studenti, accademici, politici e attivisti. Dalle prime elezioni del 2006 quando il partito ha guadagnato lo 0,7% dei voti, il supporto per il partito è aumentato fino al 3,2% dei voti nelle elezioni del 2014. Il partito oggi ha sedi in 13 municipalità in Svezia. Nelle elezioni al Parlamento europeo il partito ha ottenuto il 5,5% dei voti, ottenendo un seggio, la rappresentanza nelle commissioni LIBE, AFETe DROI, e aderendo al gruppo politico dei socialisti e democratici.

Lavoriamo con politici femministi al di là delle differenze dipartito per promuovere i diritti umani e combattere le discriminazioni basate su sesso, colore della pelle, etnia,classe sociale, sessualità, funzionalità, identità sessuale o credo religioso. Stiamo attivamente cercando movimenti femministi e antirazzisti in tutta Europa pronti a fare il passo successivo. Iniziare un nuovo partito politico è un grande progetto – ecco perché offriamo assistenza e guida sul campo. Facciamolo insieme! Iniziamo!

PS: Ecco un commento delle giornalista Fornario sula lista potere al popolo: http://popoffquotidiano.it/2017/11/29/poterealpopolo-il-nostro-scopo-non-e-contarci/;in attesa di conoscere quello di LeD, in cui leader D’Alema, Bersani e Grasso non hanno certo un passato no global come ironizzava Orlando del PD stamane, questo è l’unico programma di sinistra per quelle che di noi soffrono di nostalgia e si articola in dieci punti:

 1 ) Costituzione 2) Unione Europea 3) Lavoro e reddito 4) Economia, finanza, redistribuzione della ricchezza 5) Lotta alla povertà e all’esclusione sociale 6) Welfare: salute, istruzione, assistenza, inclusione 7) Immigrazione e accoglienza      8 )Autodeterminazione e lotta alla violenza sulle donne in tutte le forme 9) Ambiente 10) Mutualismo, solidarietà e potere popolare

MariaCristina se vuole può dirci di più sul programma del M5S e sul modo di far emergere obiettivi femministi. Qualche amica che fa riferimento al Pd potrebbe fare altrettanto: in questo modo potremmo raccogliere e valutare (lascio volutamente da parte la destra). Tutte voi potete dare altre informazioni e diffondere questo dibattito nei vostri luoghi.

Ho finito il libro di Mattei e iniziato Azione Popolare di Settis. In un prossimo post, se mi manifestate l’interesse, ve li racconto. Ci segnalate soprattutto libri recenti di donne che trattano di ciò di cui stiamo discutendo? Io vi ricordo “l’ecofemminismo in Italia”,2017, il poligrafo, che ho curato con Franca Marcomin. Se ci chiamate veniamo volentieri a presentarlo insieme alle altre 17 testimoni che sono in tutta Italia. 

Pubblicato in: Donne, Europa, Istituzioni, politica

Commenti:

  • Eliana 11 dicembre 2017

    Grazie Laura, lo devo stampare per leggerlo attentamente. Un bacio eliana

  • Maria Cristina Migliore 11 dicembre 2017

    E’ sicuramente entusiasmante pensare di organizzarsi come donne per far sentire la propria voce nel palazzo e in tutti i partiti e movimenti. Però questo non può passare attraverso la svalutazione di quello che c’è, e il mancato riconoscimento di chi sta operando per contrastare le ingiustizie. Laura, dici che Laura Castelli da Gruber ha dimostrato che non c’è chiarezza di idee, e che nel M5S non si studia, se non in rari casi. A me invece Laura Castelli è piaciuta molto: e’ stata salda nel non dare risposte semplicistiche, proprio perchè conosce e ha studiato i temi su cui verteva il dibattito. Purtroppo trasmissioni come quella condotta da Gruber vogliono solo risposte semplici del tipo “si’” “no” o panegirici per non dire niente.
    Non voglio continuare a parlare del M5S. Quello che voglio dire è che mi aspetto da un movimento/partito di donne (o controllato da donne) che sappia riconoscere la complessità, e rifiuti l’attuale modo di fare politica, in cui tutto viene semplificato per essere ‘venduto’ all’elettorato. Vorrei una politica in cui ci sia spazio per il pensiero complesso e per le interlocuzioni e il dialogo che trasforma le posizioni.
    Criticare quel modo di porsi di Castelli, significa per me proprio voler continuare a fare politica semplificando.
    Se volete/vogliamo creare un’iniziativa femminista, non c’è bisogno di svalutare il movimento 5 stelle.
    Parliamo piuttosto di cosa vogliamo fare.

  • Roberta Ferruti 12 dicembre 2017

    Grazie Laura, utilissime le info e gli spunti di riflessione. Buon lavoro e aspetto con ansia notizie sull’incontro di oggi. Grazie anche per questo

  • paolam 13 dicembre 2017

    Grazie Laura della traduzione che ci offri dal sito del partito femminista svedese. Le femministe svedesi sono un riferimento per tanti aspetti, e per tanti aspetti che considero basilari. Alcuni di essi devono essere alla base del partito che voterò, in caso contrario non voterò. Ciò non significa che dobbiamo importare un modello, significa che dobbiamo trovarci tra donne che hanno almeno qualcosa di basilare in comune, qualcosa che appartiene al grado base dell’umano, e che le donne possono riconoscere e rappresentare, anche politicamente. I miei punti base imprescindibili sono tre, ma da questi tre si ramificano e si sviluppano tutti gli altri, e intorno ad essi si coordinano. Sono le mie pietre di paragone o, se preferisci, le mie cartine al tornasole. Grazie ancora.

  • Franca 14 dicembre 2017

    Voterò non un partito ma un’organizzazione (F) femminista che (come dice maria Cristina “rifiuti l’attuale modo di fare politica, in cui tutto viene semplificato per essere ‘venduto’ all’elettorato”. Voterò una organizzazione in cui la maggioranza sia di donne femminsite, antirazziste, pacifiste ma che sappiano anche essere chiaramente e fortemente critiche verso la politica androcentrica di tutti questi anni e di tutti i partiti (anche quelli nascenti). Desidero un’organizzaizone seriamente e puntaulmente critica, che si allei con tutti coloro che chiedono alcune cose importanti e semplici tra le quali: 1) l’eliminazione dalla costituzione del pareggio di bilancio; 2) la piena cittadinanza a tutte/i le immigratie/i e profughe/i che la richiedano; 3) una seria politica ambientalista; 4) l’eliminazione del linguaggio androcentrico della costituzione italiana (notate che si parla sempre solo al maschile: “cittadini”, “Ogni cittadino” ; persino nei principi fondamentali (La Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell’uomo); solo in quanto madre si declina il femminile; E basta con la farsa e il paradosso della famiglia società naturale fondata sul matrimonio… non sto a dilungarmi; nel programma deve essere chiaro che anche i patti lateranensi vanno rivisti.
    Sono sempre più convinta che la violenza non verso ma sopra e contro le donne (quella di tutti i tipi, privata, pubblica, famigliare e non) è radicata profondamente su una violenza strutturale e non va bene che continuiamo ad occuparci solo di pronto soccorso e che ci indignamo, e aspettiamo i lenti cambiamenti culturali. L’uguaglianza sul lavoro, nelle carriere, nei luoghi pubblici e privati , nell’università come nelle aziende deve essere la prima e fondamentale richiesta. Siamo diverse dagli uomini, rivendichiamo diversità e autonomia ma basta con la soggezione (a partire ripeto dalla prima legge fondativa dello stato). Diciamole queste cose: diciamole alle donne che non le sanno perché queste cose fondamentali si nascondono sempre. Si fa come se tutto fosse a posto: tranne che va be’ c’è un po’ di violenza maschile quando le donne vengono picchiate offese o al limite uccise. Basta incorniciare tutto nella nuova etichetta del “femminicidio”. E allora? è nella struttura che dobbiamo agire. Io ne ho abbatsanza dei partiti maschili, delle loro ipocrisie, della loro indifferenza ai reali problemi, della loro cecità all’esistenza dell’altra (in primis) e degli altri (lo straniero come la straniera, gli animali, lepiante…), in cui donne e ogni altro essere è solamente oggetto strumentale da consumare (col sesso o come cibo) e poi da gettare. ne ho abbastanza dei loro balletti e andirivieni. Pe rora mi fermo qui.

  • Sabry 16 dicembre 2017

    Ciao Laura, quello che scrivi è molto bello e giusto, ma la mia visione è più empirica. Anche nelle aziende si fa un gran parlare di pianificazione a lungo termine, megaprogetti eccetera, poi quello che succede è che si naviga a vista. Surf the wave ad go ahead.
    no, non è che io non sia d’accordo con le tue idee, ci mancherebbe, ma l’obiettivo pratico deve essere prima di tutto di mandare a casa questa gente che si è presa il potere e che non vuole più mollarlo.
    Possiamo fare uno sforzo (enorme) e raccogliere le firme per presentare una lista. Poi, credo, dovremmo raccogliere le firme collegio per collegio. poi fare propaganda e raccogliere i voti, perchè “loro” hanno tutte le occasioni per essere visti in televisione, noi avremmo solo il porta a porta.
    Con uno sforzo enorme potremmo superare la soglia di sbarramento, forse, ma è impensabile che “quattro pazze” (si, ci definirebbero così) possano arrivare a superare il 40%.
    Allora, perché disperdere i voti con una nuova lista?
    Io dico che c’è già m5s che ha una probabilità (non certezza) di farcela. Diamo una mano al M5S e chiediamo di essere rappresentate.
    Tu sei in politica da molti anni, e sai che funziona così.
    Disperdere i voti, significa solo fare un favore a destra e sinistra, a quelli che non vogliono mollare le poltrone.
    La priorità è mandarli a casa.
    Con il M5s si può ragionare di legalità, con questi qui no.

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