adotta una comunicatrice in bikini

postato il 6 mag 2014
adotta una comunicatrice in bikini

Ho atteso un po’ prima di scrivere cosa penso della vicenda che ha fatto balzare la lista Tsipras all’attenzione di media e di social network, intrecciandola con i commenti sugli ultrà. Volevo leggere le reazioni interne ed esterne e valutarle, volevo sentire quell* che si sono imbarcat* con me in quest’avventura, volevo capire se chi ha in mano le redini della lista, che ha scelto le candidature e che da Roma ora gestisce la campagna elettorale, aveva qualcosa da dire.

Subito comunque, appena ho aperto il mio Ipad ieri mattina al ritorno dalla Liguria dove la campagna elettorale ha goduto di un tempo splendido e di ritrovate amicizie politiche e personali che mi hanno ricaricata, ho postato sul nostro blog ecologiste/i la mia richiesta di spiegare politicamente il senso di quella infelice provocazione che mi hanno segnalato di buon mattino le mie amiche femministe. Pensavo che le femministe di Tsipras, candidate e dirigenti avrebbero espresso il loro parere, e un utile dibattito, anche in campagna elettorale, avrebbe portato alla luce i contenuti femministi, di genere, di relazioni e di rispetto, di ecologia nella politica che mi avevano fatto scrivere un post su questo blog sul perché della mia partecipazione a questa scommessa. Invece è circolata la parola d’ordine di non parlarne.

Naturalmente le prime a criticare duramente sono state le amiche che sono impegnate in altre formazioni politiche a cui non è parso vero. Gli uomini invece, quelli che sono nei media che non ci hanno dato spazio, alla responsabile della comunicazione e alla sua foto lo hanno dato con benevolenza.

Sul suo sito che non conoscevo, come non conoscevo lei perché il suo incarico è stato dato senza trasparenza come per altro sono state decise la candidature, alcune decine di uomini e donne hanno postato commenti e foto senza abiti con slogan del tipo “ce lo chiede l’Europa” “spogliarsi è libertà” “rotto un tabù” “l’importante e che si accenda un riflettore” e così via. Anche le sue risposte e i post che rilanciano la sua iniziativa che non ha di certo concordato preventivamente con nessuna candidata o donna che si sta impegnando nella campagna elettorale a sostegno della lista Tsipras,  rivelano una incapacità di comunicazione da cui probabilmente dipendono gli scarsi risultati precedenti. Certo il mondo dei media non è facile e per “bucare” i veti delle larghe intese ci vuole ben altro.

Le amiche di un’altra comunicazione e di Dol’s hanno cominciato a commentare sui loro post e altre lo faranno. Condivido molte delle loro considerazioni che non sono di certo viziate da altra appartenenza. Alcune danno come scontato il fatto che la società italiana, politica e non politica, usi il corpo delle donne e non quello dei maschi per vendere un prodotto, in questo caso una opzione elettorale. “In politica no” appare un po’ tardivo dopo venti anni di Berlusconi che continua a imperversare legittimato da quella che non è più sinistra ma larghe intese.

Se questa vicenda un po’ triste può avere un merito è quello di avere aperto una finestra sulla novità che la nostra lista può rappresentare sulla scena politica in Europa e in Italia. Perché proprio di questo si tratta ora, di far sapere quali sono i nostri contenuti, il nostro metodo e i nostri intenti. La ricchezza di movimenti e partiti che hanno aperto le loro barriere identitarie riconoscendosi nell’appello che Barbara Spinelli ha ripetuto nello stesso giorno a Ventotene senza nessuna visibilità mediatica, ma con una grande passione politica, quella che ha coinvolto anche me. La capacità di tutt* quell* che si sono candidat*e che stanno con grande professionalità, loro sì, ed entusiasmo, spendendosi “24H24″. Facciamo iniziative comuni che trasmettano queste passioni alle tante donne che, nauseate da questa politica maschile, non voteranno se non le conquistiamo. A giovani che vogliono un’altra Europa ma anche un’altra Italia. E facciamolo anche con le femministe che da decenni si impegnano e non si vestono di certo “da suore” ma piene di colori e con gli zoccoli per rompere (metaforicamente) vetrine dove si usa il corpo delle donne. Con il tacco 12 e il posteriore in mostra sulla “barca” riesce meno facile.

Spero proprio che la cultura politica di cui ci siamo fatte portatrici non sia quella della vecchia sinistra marx, lenin e maotsetung con l’aggiunta di un simpatico Che, quella del manifesto che ha postato l’amica siciliana che volevo nella lista, ma neppure una nuova che usa “la gnocca” per pubblicizzarsi.

Quindi chiudiamo questo gossip e apriamo un dibattito vero e iniziative credibili su questi temi.

Mi pare che ce ne sia una grande urgenza. Su la testa dalla sabbia!

 

 

 

Commenti:

  • MGrazia Campus 6 maggio 2014

    sUlla vicenda anch’io ho avuto un momento di stasi riflessiva. Dopo di chè mi è venuto naturale l’ashtag #anchiohounbelculomavidovetefidare. Non credo che qui si tratti di fenomeni da ascrivere a maggiore o minore libertà. Ho letto menate metti mutanda e inni alla libertà di utilizzo del proprio corpo. Credo anch’io che il proprio corpo in quanto proprio stia nella disponibilità individuale, credo anche che la responsabile comunicazione di un progetto politico perima di iniziare qualunque campagna, con qualunque mezzo, abbia il dovere di confrontarsi sul messaggio che con quel mezzo si veicola. avesse avuto qualche chilo di più probabilmente quel ‘qualunque’ mezzo’ sarebbe stato un altro dato che quel che ha veicolato non è la libertà del corpo ma la capacità di attirare attenzione con quel corpo. Un’azione superficiale, forse anche ingenua che per le donne e gli uomini che desiderano uscire dagli stereotipi non può risultare comprensibile. Su la testa dalla sabbia mi piace!

  • Maruzza battaglia 6 maggio 2014

    lAURA, ANCH’IO SONO RIMASTA VOLUTAMENTE IN SILENZIO, NON MI PAREVA IL CASO DI COMMENTARE UN’AZIONE CHE REPUTO STUPIDA ED ANCHE DANNOSA PER LA LISTA CHE APPOGGIAMO. SONO BEN ALTRI I VALORI IN CUI CREDIAMO ED UN TALE MESSAGGIO CI RENDE SOLO RIDICOLI.

  • idanna matteotti 6 maggio 2014

    Bucare ha bucato. Se questo era lo scopo,risultato raggiunto, per lei medesima, non per la lista che rappresenta. O forse no, vista l’enfasi sull’accaduto ( ben più di ventotene).male minore o idiozia /furbizia maggiore? Rimane in dubbio. Vero che la lista e’ malissimo comunicata ,servirebbe un più di capacità , di inventiva, infine ,di modernità di approccio. Certamente l’ottima barbara spinelli lo schermo non lo buca. Ed il cerchio si chiude.

  • Laura Cima 6 maggio 2014

    su la testa dalla sabbia vuol dire per me guardarsi negli occhi con orgoglio e ricominciare a progettare e a comunicare collettivamente con passione, senza paura di far emergere le nostre vecchie e nuove incapacità, ma forti del confronto in un cammino comune. Barbara e’ piacevole da leggere e da sentire per la sua pacatezza in un mondo di urli beceri e di facce da c. che imperversano nella politica italiana. Vuol dire basta con capi politici o della comunicazione, vuol dire riprenderci in mano politica e organizzazione insieme. così si cambia e si trasmette il cambiamento

  • Paolo 6 maggio 2014

    credo che volesse fare una cosa scherzosa, giocosa anche per affrontare l’esasperazione per non riuscire a rompere l’isolamento mediatico, tra il serio e il faceto, d’altronde stava sulla sua bacheca personale..può essere stata una scelta discutibile ma direi di non enfatizzare. Una sinistra che si fa problemi per una cosa così merita l’irrilevanza, sinceramente

  • pm 7 maggio 2014

    “Come non conoscevo lei perché il suo incarico è stato dato senza trasparenza come per altro sono state decise la candidature,” appunto, perché se questo e’ il metodo, questi sono i risultati, e questo metodo, con questi risultati, non lo ammetto, da una lista elettorale che si presentava come l’ultima speranza della sinistra.

  • Beniamino 9 maggio 2014

    Certamente Paola è stata abile nel capire di che cosa vogliono parlare i media. O forse che cosa vogliono vedere i “lettori”. In pochi si interessano dei temi concreti, mentre in molti sono i “lettori” di Novella 2000. Quindi un modo semplice di essere pubblicati, senza annoiare nessuno, senza scendere nei dettagli. In pratica è stato uno spot. Sarà per questo che siti come http://www.polistv.it fanno circa mille visualizzazioni al mese.

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