Aggiornamento Covid-19

postato il 27 Mar 2020
Aggiornamento Covid-19

Ringrazio la mia amica di tanti anni, femminista e ricercatrice torinese e candidata più volte con il M5S di cui è stata da subito sostenitrice. Pochi giorni si era rifatta viva nel nostro gruppo wapp mumblemumble, molto attivo nei primi giorni di governo Appendino, quando sognavamo che una giovane sindaca, candidatasi con la bimba in pancia dopo 5 anni di intelligente opposizione al consolidato sistema politico e di affari “sistema Torino”, ci avrebbe aiutate ad accelerare quel governodilei per cui già allora volevamo lavorare, anche sull’onda delle due sindache di Madrid e Barcellona, che ci facevano sperare in un’Europa ecofemminista che dal Nord e dalle città, si stava realizzando anche nel Mediterraneo e nel PE dove era stata eletta con il partito svedese di Iniziativa Femminista, Soraya Post, una rom capace di fondare nella sua comunità un movimento che la sostenesse con lo slogan “fuori i razzisti e dentro le femministe”. Negli ultimi tempi, con la delusione crescente, i nostri progetti erano stati affossati e la voglia di confontarci informalmente tra di noi, come il nome che ci eravamo date avrebbe voluto, era uguale a zero. Cristina ci aveva chiesto aiuto per cercare una colf che assistesse l’anziana suocera rimasta sola perchè chi le badava si era ammalata. Noi stavamo già seguendo il tormentone di una nostra amica il cui figlio ammalato di polmonite bilaterale interstiziale era stato sballottato tra pronto soccorso, casa e ospedale, sempre senza tampone e cure, perchè lui aveva detto che non era stato a contatto nè con milanesi nè con codognesi, fino a che lei, tornata dalla Sicilia le aveva consigliato esasperata di mentire per farsi fare l’agognato tampone e ricoverare d’urgenza ormai grave. Io avevo sollecitato l’intervento della sindaca e del partito che governa la città, più volte sui social, perchè la vergognosa situazione piemontese, rigidamente piegata ai protocolli della catena di comando nazionale ne aveva fatti pochissimi, anche al personale medico e sanitario, con un conseguente veloce aumenti di contagi, ricoverati in terapia intensiva all’ultimo, e purtroppo, aumento anche di morti. Avevo suggerito a Mariacristina di farsi fare subito tamponi a tutto il gruppo famigliare e mettersi in isolamento. Ieri mattina purtroppo l’ho vista intervistata sul notiziario regionale e, con la sua autorizzazione , riporto qui il tutto. Se Franca vorrà, la prossima puntata sarà sua. E chiunque di voi abbia esperienze e considerazioni in merito, e tempo per farcele conoscere, troverà ospitalità qui e nelle pagine di If e governo di lei.

Continuo a seguire il dibattito che, in rete o sui media, alterna ormai i consigli dei soloni scientifici e politici, numeri e aggiornamenti della catena tutta maschile di comando, a testimonianze dirette da cui io capisco molto di più cosa sta succedendo. Dal mio post di ieri ho cominciato un confronto con amiche e amici, che in tante hanno commentato. Commenterò anche io presto. Ecco cosa ci dice Maria Cristina, che ringrazio:

Con questa intervista ho cercato di portare l’attenzione sul fatto che il contagio va arginato anche all’interno delle famiglie, e non solo fuori.
Se un componente della famiglia risulta contagiato, o accusa sintomi influenzali, occorrerebbe isolarlo, così sembrano suggerire gli esperti.

Ma di questo si parla pochissimo nei media. Al momento le famiglie sono lasciate da sole. Non tutti hanno un appartamento grande per isolare chi sta male, o risorse per affittarne un altro. Ci vorrebbero inoltre mascherine, che sono introvabili, e occhiali di protezione, nonché guanti e disinfettante per pulire continuamente le superfici e assistere il malato o la malata.

Come fare poi se in famiglia ci sono bambini e uno dei due genitori deve essere isolato? E se c’è un anziano o un’anziana non autosufficiente? Una persona disabile? Come fare se tutti i componenti della famiglia accusano febbre alta e forti malesseri? Chi li aiuta? Le famiglie sono sempre più piccole. E’ facile trovarsi senza nessuno che possa assisterti.

In alcune regioni stanno attrezzando hotel per sistemare le persone che hanno bisogno di essere messe in isolamento o hanno bisogno di un’assistenza leggera. Questa è un’ottima risposta. Bisognerebbe poi cercare di allargare il più possibile la tipologia di servizi. Al momento le famiglie in quarantena come la mia possono usufruire dei servizi della spesa a domicilio, grazie alla Protezione Civile in collaborazione con i Servizi Sociali del Comune di Torino. La spesa viene lasciata rigorosamente sullo zerbino, l’unico spazio di socialità non virtuale che ci è rimasto 😀

Servono servizi per aiutare ad accudire i bambini, per esempio quando si esce per fare la spesa, o per potersi riposare; serve un aiuto per chi ha una persona disabile in casa; serve un servizio che aiuti a trovare un assistente famigliare per le persone non autosufficienti, se quello o quella attuale si ammala.
Questo è quello che vedo io dalla mia esperienza. Ma chissà quante altre esperienze e bisogni ci sono nelle famiglie che stanno sperimentando la necessità di isolare qualcuno con sintomi influenzali o in cui tutta la famiglia sta male.

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