Alla ricerca di leader politici

postato il 11 set 2013
Alla ricerca di leader politici

Dopo un silenzio durato più di due mesi, a causa di un forte senso di nausea per la nostra politica e la sua amplificazione da parte dei media, da oggi voglio mettere sotto la lente il comportamento di uomini che hanno una indubbia fama di leader nel mondo o nel nostro paese. Poi confronterò con iniziative, campagne promosse da donne che, visto come va il mondo, non hanno quasi mai il loro potere.
Comincio dai più autorevoli: il Papa e il Presidente della Repubblica italiana.
Non sono cattolica praticante, non ho battezzato i miei figli perché fossero liberi di scegliere. Mia figlia si è battezzata e cresimata insieme a sua figlia e ha rifatto il suo matrimonio in chiesa quando, più che trentenne ha scelto. Nonostante questo ho riconosciuto nel Papa Francesco il leader più forte che ha preso iniziative rispetto alla minaccia di un intervento militare in Siria. E ho seguito il suo invito digiunando sabato scorso mentre ero alla riunione di “Politica: sostantivo femminile” a Caranzano. Oggi la proposta russa di far consegnare alla Siria le armi chimiche ha rallentato un guerra Usa/Europa che pareva imminente. La nostra ministra degli esteri Bonino ha tenuto ferma la sua idea, di far rispettare anche a Siria come a Egitto, Corea del Nord Somalia e Angola, la convenzione contro i gas che non hanno sottoscritto (e le altre armi di distruzione e morte?). La proposta ha coinvolto le diplomazie e il resto è noto. Nel frattempo domenica è stato liberato, grazie al probabile pagamento di un riscatto da parte del governo, il giornalista Domenico Quirico, il cui racconto su cosa è diventata l’opposizione in Siria, sicuramente rafforzerà la posizione italiana.
Che questi digiuni abbiano davvero fatto prevalere il buon senso?
Il mio digiuno ovviamente non sposta di una virgola la mia critica verso l’esclusione dalla gerarchia della chiesa delle donne che continuano a essere considerate solo madri, per altro senza autodeterminazione possibile rispetto a gravidanze indesiderate. Significativo come questo papa si rivolge alle suore.
A questo proposito mi piacerebbe che Luisa Muraro, che tante teologhe e teologi ha frequentato, chiedesse un confronto su questi e altri temi che ci stanno a cuore a questo Papa che si dimostra così aperto e disponibile da ritelefonare personalmente a chi l’ha cercato per ragioni importanti anche se si tratta di persone che non hanno nessun ruolo di potere.
Ho molto apprezzato anche l’invito a mettere a disposizione conventi e case vuote per i rifugiati per toglierli dal degrado in cui vivono, per “solidarietà, parola che è diventata quasi una parolaccia nel mondo sviluppato”. perché fa paura.
Devo dire invece che questo presidenzialismo forzato che gioca Napolitano, e a cui tutti o quasi i contendenti si inchinano, comincia da tempo a suonarmi sempre più stucchevole. Odora di politicismo un pò disperato che allunga i tempi (ormai sono due anni da Monti ad oggi) per affrontare la crisi indecente della politica italiana.
Su questo punto mi piacerebbe aprire un dibattito che prefiguri altre soluzioni, come abbiamo fatto nella tre giorni di Caranzano su cui tornerò presto.

Pubblicato in: Ambiente, Donne, Esteri, Europa, Istituzioni, politica,

Commenti:

  • Pietro Del Zanna 12 settembre 2013

    Non mi è completamente chiaro il nesso tra il titolo del post ed il condivisibile contenuto.

  • Roberta Radich 12 settembre 2013

    Cara Laura,
    Tocchi molti temi che richiederebbero ognuno un serio approfondimento.
    Solo alcune note veloci.
    Rispetto a papa Francesco. Credo che qualunque fatto vada letto nel suo contesto, soprattutto quando si tratta della Chiesa cattolica, un’istituzione che ha avuto il più grande successo storico dalla Caduta dell’Impero Romano: 2000 anni sono un successo storico. La Chiesa ha saputo essere abilissima nel portare avanti se stessa in una trasformistica tradizione. Se si legge la necessità storica, un papa Francesco oggi la risalva dal rischio di delegittimazione sociale a fronte di una innegabile forza economico e politica. Questo nulla toglie alla persona di Bergoglio che in questo momento spicca per progressismo e incisività in un contesto che dire deprimente è eufemistico. Alcune posizioni della Chiesa erano/sono ormai insostenibili e delle innovazioni che la mettano al passo dei tempi sono necessarie. Hanno saputo trovare l’uomo giusto per il momento giusto. Chapeau.
    La questione donne-politica. E’ annosa e tu sei un’esperta in questo.
    Le donne hanno molto da dare, da dire e trasformare.
    Le donne hanno una possibilità in più in quanto possibili portatrici di abilità sociali e relazionali all’altezza di una politica che potrebbe essere rivoluzionaria: quella della cooperazione tra persone in crescita versus la politica della personalità narcisistica che affascina e trascina folle acritiche.
    Dico possibili, perché tu come me, conoscerai donne che in quanto a narcisismo e culto della propria personalità solitaria, sono a volte, peggio di molti uomini, mentre ci sono uomini che sanno essere molto altro.
    Si confondono decisionismo e autoreferenzialità con forza e decisione. Molte donne hanno una forza incredibile ma non sono e sanno essere decisioniste e autoreferenziali.
    Oggi più che mai la politica avrebbe bisogno della relazione, di persone che sappiano creare ponti e far crescere gli altri oltre se stessi. Insomma una politica che passi dall’uso dei contenuti come armi per promuovere se stessi a una politica della relazione che porti avanti i contenuti in funzione di un bene comune.
    Tornando al mondo cattolico, un perdente di quel mondo, grande vincitore morale, don Milani, invita a “fa strada ai poveri senza farti strada”. Le donne hanno la competenza latente, da sviluppare attraverso la consapevolezza e la valorizzazione di questa competenza, di saper far strada agli altri e a se stesse, paritariamente, senza porsi al centro e al fine ultimo dell’azione politica. Non per spirito di “sacrificio” ma per profonda comprensione che o ci si salva assieme come comunità umana inserita in un ambiente, o non ci si salva affatto. Le donne, possono essere un valore aggiunto per una politica che voglia portare avanti una Communitas e non se stessa.
    Oggi sembra utopia. Forse lo è o forse…
    un abbraccio Laura.

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