Auguri da ecofem #governodilei

postato il 1 Gen 2021
Auguri da ecofem #governodilei

E’ finito questo anno bisestile orribile con ultimo dolore insopportabile: quello inflitto, tre giorni prima della fine anno e del compleanno di una donna che ammiravo, da un giovane uomo che ha confessato una motivazione futile ma uno sfregio non tollerabile. Agitu, una splendida ecofemminista etiope che aveva recuperato una specie di capre in estinzione e aperto un negozio di ottimi prodotti nel centro della città in cui sono venuta qualche mese fa a vivere. Era diventata un simbolo di liberazione e capacità imprenditoriale conosciuta ovunque, capace di trasmettere forza e coraggio, speranza e autorealizzazione, integrazione, solidarietà e bellezza. Se vogliamo dare corpo al nuovo paradigma della società della cura a cui tante di noi hanno cominciato a lavorare concretamente pur nell’isolamento a cui siamo state costrette, il volto sorridente di Agitu è una immagine che voglio imprimere in me e nelle mie azioni concrete.

Stiamo pagando un prezzo altissimo con questa pandemia e con le catastrofi ambientali indotte da uno sviluppo insostenibile che mette a rischio la nostra specie e la vita stessa sul pianeta che ci ospita, Terra madre, Pachamama, la Dea detronizzata dalle religioni monoteiste che hanno segnato la vittoria del patriarca, quello che si è arrogato il diritto di affossare le società matriarcali di pace, di uccidere figli e mogli, di appropriarsi di territori comuni con guerre o recintandoli, di stuprare le donne e ridurre in schiavitù i vinti, di invidiare l’utero che procrea e dotarsi di un surrogato di potere di decidere e arricchirsi depredando tutto e tutti per dare vita al paradigma violento e distruttivo che ora sta crollando

Da quando ero adolescente non lo accetto, prima ribellandomi al mio padre padrone che ho amato e rispettato perchè non ha mai alzato le mani e neppure la voce e ha accettato di discutere politicamente con me, resa cosciente da insegnanti come Magnani Noja, economista e sindaca di Torino, e da tante madri simboliche che mi hanno insegnato a innestare le mie radici su tutto ciò di buono che le nostre sorelle hanno prodotto, intrecciandole con le loro. Non accetto, resa sicura di me dagli abbracci della mia bellissima mamma che ogni mattina mi svegliava sussurrandomi “mia bela cita”.

Ho attraversato fasi diverse dal dopoguerra ad oggi inseguendo donne che ammiravo e imparando a confrontarmi, forte del mio sguardo autonomo e delle donne vicine, anche con gli uomini che ho amato o con cui ho collaborato sul lavoro e in politica. Ma in questo anno da subito ho trovato insopportabile questa invasione che si sono permessi occupando tutti gli spazi decisionali e informativi possibili.

Ho cercato di costruire con le sorelle che hanno accettato di lavorare nel nostro laboratorio ecofem e sostenibilità, #dalla stessa parte e ad altre associazioni e movimenti collegate a noi,a 25 anni da Pechino, come If. Iniziativa femminista, partito ecofem svedese e poi europeo che ha eletto nel 2014 al PE Soraya Post, la rom svedese, con lo slogan fuori i razzisti e dentro le femministe, come Barbara Spinelli, figlia di Ursula Hirshmann, eletta con Altra Europa, una bellissima lista civica in cui erano candidate molte amiche che vogliamo riallacciare in un ambito comune il cui nome potrebbe essere #governodi lei, lanciato a Milano con la presenza di IF Spagna, Muraro e tante altre un anno fa.

Siamo diventate veramente un bel gruppo ecofem che ha accettato subito l’invito a dare vita ad una rete europea, lanciata con una lettera di noiretedonne a prima firma Marisa Rodano, con cui ho lavorato in Parlamento e con l’allora commissione PO presso la Presidenza del Consiglio, distrutta dalla Prestigiacomo e fondata da Marinucci e Anselmi. L’atto finale che ha riassunto comunque il suo lavoro è un Codice di PO. mai applicato dai governi sempre maschili che si sono succeduti. In Italia non abbiamo mai avuto una Presidente del Consiglio o della Repubblica donna e l’ultima provocazione nei nostri confronti è stato il rifiuto di alcune Regioni di applicare la doppia preferenza nelle liste elettorali e l’arroganza di fare giunte totalmente maschili in Molise e in Sicilia. Contiamo su Commissione e Parlamento Europeo anche per evitare che non ci arrivino altro che briciole su un piano Next Generation Italia tutto costruito da maschi. Da mesi abbiamo rilanciato in Italia la petizione Halfofit al nostro governo e la prima giornata lavorativa di questo anno un gruppo di noi “ecofem in EU” si collegherà con l’europarlamentare Alexandra Geese che ha avuto subito questa intuizione e raccolto moltissime firme.

La nostra prima iniziativa pubblica per tradurre in proposte l’esperienza faticosa, dolorosa e spesso drammatica vissuta con la pandemia avverrà insieme alla casa delle donne di Milano insieme a due ricercatrici, Sara Gandini e Roberta Pelanda.

Vi invitiamo tutte a partecipare e a condividere suggerimenti per azioni future.

Pubblicato in: Ambiente, Donne, Europa, politica, salute,

Commenti:

  • Floriana Lipparini 1 Gennaio 2021

    Grazie Laura di condividere con noi questi pensieri, questi ricordi, questi auguri. Le relazioni che s’intrecciano in questo bel gruppo fanno sperare, questa è la modalità che le donne hanno per lottare insieme e cambiare questo mondo costruito a senso unico dal patriarcato e dal capitalismo. La cura delle relazioni, la cura delle persone e di ogni essere vivente, la cura del pianeta è quello che vogliamo da ora in poi mettere al centro di tutto, la pietra angolare da cui ricominciare. Le donne hanno una forza straordinaria, penso a tutte quelle che nei luoghi più difficili del mondo non smettono di resistere e di costruire splendide alternative a cominciare dalla riproduzione della vita di tutti i giorni, fino a sperimentare nuove forme di comunità solidali, dal basso. Penso a tutte le donne coraggiose che testimoniando contro governi violenti hanno rischiato la vita e sono state uccise. Penso a tutte le donne che hanno avuto la forza di fuggire dalla fame, dalla miseria, dalla rapina coloniale sperando nell’accoglienza dell’Europa e sono annegate tra i flutti del Mediterraneo o stanno soffrendo sulle strade europee nei cosiddetti campi di raccolta, o negli orrendi lager libici… Tutto questo deve cambiare, la politica maschile che ha prodotto questi orrori deve finire e lasciare il posto ad altre società governate da altri valori e altri principi, in cui le donne saranno protagoniste e soggetti indispensabili. Sono certa che questo avverrà, anche se non so quando. Nuove generazioni di donne forti si stanno preparando e ci danno speranza. Auguri dunque a tutte di un nuovo inizio.

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