Che crisi, che interventi e che commenti.

postato il 21 Ago 2019
Che crisi, che interventi e che commenti.

Ho passato pomeriggio e sera incollata alla tv a seguire la maratona di Mentana, che ci è simpatico, e un po’ di altri canali, per vedere a che punto il degrado di questo sistema politico, tutto al maschile, è arrivato. Per capire se gli anticorpi che ha previsto chi ha disegnato la nostra repubblica dopo il nazifascismo funzionano anche con uno come Salvini. Per vedere chi voleva i pieni poteri e minacciava migranti, rom, Carola e le ong, i suoi alleati di governo, i parlamentari tutti, ridotto a uno scolaretto che prende i rimbrotti e fa la vittima, tenta una retromarcia, altro che capitano invincibile!

Ho seguito anche con chi sta nella rete ecologista che raccoglie verdi, dirigenti poco disponibili, ex e simpatizzanti con alcune amiche ecofemministe che ho chiesto di inserire nel gruppo whatsapp, difficile e ridondante: Eliana e Roberta da subito, Daniela e Franca poi. Pinuccia aggiunta da chi lo gestisce. Oggi ci colleghiamo tutte le socie promotrici di IF per valutare i che dire e  che fare insieme.

Stamani leggo i commenti in rete e sui giornali e, il sollievo per lo scampato pericolo immediato, la gratitudine a Conte, la riscoperta di Renzi, e l’affido a Mattarella come tratti comuni di chi sta nell’area che si definisce democratica, umanitaria e europeista. Anche molte amiche non si differenziano. Leggo solo un post di Giovanna Badalassi di ieri, simile al mio ultimo post E’ora, su un contratto di governo tutto al maschile che ha prodotto 14 mesi orribili con misure a favore di uomini e contro le donne, sessismo e maschilismo. Ho letto l’intervento di Loredana, presidente del gruppo misto, tagliato da Mentana tanto quanto quello della Bonino, gli unici due di donne oltre alla Bernini, giudicati evidentemente ininfluenti e poco interessanti che non voglio giudicare, anche se Loredana mi era molto piaciuta nel suo intervento il 16 al Senato. Purtroppo siamo politicamente inesistenti e la maggioranza anche di chi si definisce femminista oggi in Italia pare non accorgersene, trastullandosi nella estraneitá o accettando la subordinazione istituzionale.

Non mi dilungo quindi a valutare interventi e commenti, anche se Conte e Morra non mi sono dispiaciuti, e neppure Renzi devo dire, ed ho trovato ridicolo Salvini e defunto Di Maio, che se non poteva parlare al Senato, aveva ben poco da dire ai suoi e figuriamoci a noi sul post Fb, dopo che Grillo e Casaleggio l’hanno ridimensionato a Bibbona. Il grande leader che si è piegato per un anno ai voleri di Salvini, cacciando chi dei suoi parlamentari non era d’accordo. Rimasto senza parole e senza governo pure lui. Di Conte ho apprezzato soprattutto la conclusione  sul coraggio di andare al Colle dopo il ritiro della mozione di sfiducia di Salvini che non si è mai dimesso. Piú coraggioso del capitano. E adesso Mattarella consulta e si deve inventare una soluzione provvisoria o di legislatura della crisi. Vi rendete conte della proposta Ursula di Prodi rivolta anche a Berlusconi buttata lí nel frattempo? Ma non ha la bacchetta magica. E noi ci troviamo a sperare in un governo Pd/M5S per evitare elezioni e vittoria della destra. Per non andare verso il dissesto e l’esercizio provvisorio, per avere un commissario europeo e contattare in UE, per evitare Berlusconi prossimo presidente della Repubblica, per salvare Costituzione e sistema democratico. Intanto cade la proposta di taglio dei parlamentari, ultima proposta sovranista e di casta dei 5stelle. Che Salvini avrebbe usato per  uscire dall’angolo e che noi avremmo subito con un prolungamento di questo pessimo governo o una riforma non attuabile prima delle prossime elezioni ma pericolosa comunque.

E’ ora che cominciamo a parlare di noi e tra noi per fare proposte diverse, per riportare l’Italia in un’area in cui noi ecofemministe e la nostra politica trovi visibilitá e capacitá di coinvolgere e dare speranze a donne e uomini. Abbiamo appena cominciato a farlo e ci stiamo appassionando. In poche per ora. Ma indispensabile farlo in questa fase. E utilizzare questa crisi a nostro vantaggio.

Cercheró di dare rilievo a tutti i vostri contributi

Pubblicato in: Europa, Istituzioni, politica,

Commenti:

  • Lorella Marini 21 Agosto 2019

    Con me sfondi una porta aperta, Laura! È necessaria una visione ‘altra’ nel nostro paese. Ecofemminismo. O adesso o mai più.

  • Tiziana 21 Agosto 2019

    Noi di luna rossa siamo con voi subito e comunque!

  • Alessandra Valle 21 Agosto 2019

    Ma come mai, nel mondo, le DONNE stanno provando a rivendicare diritti e a denunciare disuguaglianze, ritagliandosi la giusta visibilità, e da noi nn accade????

  • gabriella 22 Agosto 2019

    Grazie Laura, condivido in pieno e divulgo il tuo pensiero. A presto!

  • Ilaria Saggese 25 Agosto 2019

    Buongiorno, ogni tanto mi capita di leggere il suo blog, ma devo ammettere che per quanto l’abbia seguita nel Suo percorso politico ai tempi dei Verdi oggi invariabilmente leggo tracciati di una storia personale che si ripete ad ogni post e che termina con un invito sempre uguale a se stesso, cui mi pare di capire poco di concreto segua (a parte la creazione di un’associazione culturale di sole donne con ambizioni politiche).
    Leggo invece poca ammissione di responsabilità politica rispetto al passato, soprattutto su quella mancanza di coraggio a diventare protagoniste nella politica mainstream negli anni forti del ’68, cosa che invece hanno fatto le nostre amiche francesi, inglesi e spagnole, parlando di Europa. Mai però un’ammissione seppur velata di responsabilità, che farebbe invece molto bene alla crescita del movimento e che aiuterebbe meglio le giovani a capire perché tanta differenza tra noi e l’Europa anche in fatto di femminismo protagonista.
    Mi chiedo a che cosa serva tenere un blog per parlare continuamente di se stessa e del proprio passato. Mi scusi la durezza, ma credo che ad un certo punto sia necessario bucare la bolla dell’ego per poter avanzare in questo pantano politico che riguarda tutte e tutti.
    L’invito che faccio ora a Lei e alla sua corte di amiche che nomina ad ogni post è questo: basta per favore raccontare quel passato glorioso che evidentemente non esiste più e nemmeno fornisce la chiave di lettura alle giovani attiviste (ora riunite in movimenti differenti da quelli del passato e molto agguerrite anche nei confronti delle femministe radicali che percepiscono come colonialiste mascherate) e trovare la chiave di volta, che sia immergersi davvero nel nuovo femminismo abbandonando i vecchi paradigmi anche in politica, perché non attraggono più, soprattutto le giovani, e forse accettare di farsi da parte o di smettere i panni della protagonsita sempre e comunque.
    Oggi l’attivismo politico acquisisce risvolti sempre più ampi e complessi che poco hanno a che fare con la vecchia politica da salotto e che vede impegnate nel quotidiano sempre più donne e anche uomini nello sforzo immenso di cambiare il mondo attraverso varie iniziative. È la politica attiva, quella vera in cui si apre la propria casa ai rifugiati, o si passa la vacanza a ripulire una spiaggia dalla plastica, senza perdersi più in riunioni penose, parole, litigi, lotte di potere e tante sigarette.

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