con chi stai?

postato il 9 Set 2018
con chi stai?

Poco tempo fa una donna ultraottantenne prese un foglio e un pennarello, ci scrisse sopra che lei, nome e cognome, cattolica, diceva SI ai migranti nel suo paese e nella sua casa e si mise davanti ad una chiesa di Arco (Trento) all’uscita della messa per testimoniare la sua solidarietá, sola, senza sigle, mettendoci la sua faccia e il suo nome. Da allora ogni settimana una staffetta ha ripreso questa modalitá e manifesta nello stesso modo. Ma sabato, 8 settembre, 75 anni dopo proprio nell’anniversario della firma dell’armistizio da parte di Badoglio, tante e tanti hanno deciso in parecchie cittá della Liguria, a Torino, Trieste, di allargare la staffetta e ogni manifestante portava il cartello di testimonianza. A Torino, con un passaparola, eravamo un settantina con l’ufficio migranti della diocesi che ha accolto i migranti della Diciotti,  esponenti del centro Sereno Regis, del comitato Mano nella mano-contro il razzismo,la raccolta firme per la petizione europea, molte associazioni e onlus come Mondi in cittá, Le bon Pasteur, femministe torinesi di gruppi e comitati,  ma, soprattutto, eravamo tutte e tutti con la nostra faccia, i nostri nomi e le nostre testimonianze singole, che hanno accolto l’invito lanciato dalla rete “l’ecofemminismo in Italia” a seguito delle iniziative portate avanti in Liguria dalla rete I.So.La che ha manifestato in contemporanea in una decina di cittá e sta preparando una iniziativa a Pietra Ligure, in cui si proietterá un bel film di Wenders che abbiamo chiesto inutilmente di rimettere in circolazione, in collegamento con Riace.

Concludendo il flash mob con Marco Cetini che ringrazio per l’aiuto attivo, ho ricordato che molte delle donne presenti erano state colpite come me dalle notizie comparse sui media a seguito delle dichiarazioni dei medici che hanno visitato le donne della Diciotti e da Carlotta Sami, portavoce di UNHCR, che le ha ricevute a Rocca di Papa: tutte le donne e molti ragazzi portavano segni di violenze multiple ricevute nelle carceri libiche e le vendite come schiavi, hanno raccontato di sedici neonati partoriti e morti entro i quattro mesi di vita per le condizioni terribili e i ricatti verso le loro famiglie d’origine per strappare altri soldi. Vicende giá raccontate anche nel film “L’ordine delle cose” del regista Andrea Segre, di cui ho scritto anche su questo blog e che consiglio a tutte e tutti di vedere e far vedere. Notizia che prova come sia contro la nostra Costituzione e tutte le leggi internazionali, la pretesa di Salvini di chiudere i porti e respingere in Libia i migranti salvati in mare.

Anche in seguito a queste iniziative da due giorni, su Radio 3, dopo la trasmissione mattutina Prima Pagina, arrivano valanghe di sms “mi chiamo… sono cittadina/o italiana e non sto con Salvini” o “sto con la Costituzione” o”sto con le migranti/i migranti” al tel. 33556342296. Urgenza di prendere subito le distanze.

In questo sfarinamento e perdita di credibilitá delle formazioni politiche e incapacitá di aggregare su un progetto di governo alternativo a quello attuale, ci stiamo schierando individualmente con o contro qualcuno come ultima possibilitá di rendere chiaro il nostro posizionamento sociale e politico. Troppe ambiguitá, troppe dichiarazioni pubbliche contraddittorie a seconda di dove sono indirizzate, la coerenza e la chiarezza di intenti non usano piú. La risposta urgente a questa situazione e alla complessità che ci circonda e quella di far sapere da che parte stiamo.

Per me e per tante amiche è urgente testimoniare con chi si sta in particolare di fronte alle violenze crescenti che ci circondano e che non sono solo quelle in rete denunciate a cui puoi rimediare andandotene o bannando. Purtroppo le violenze intollerabili si moltiplicano anche in Italia e non solo in Libia, e non solo contro i migranti. E’ ormai una esperienza quotidiana e comune a molte di noi, e anche ai nostri figli. Vi invito a segnalarle anche nei commenti a questo post, insieme ad iniziative che state portando avanti e alle difficoltà che incontrate a spazzare tutte le ambiguitá  da cui siamo circondate. A volte penso che l’unico metodo sarebbe di ricominciare l’autocoscienza in piccoli gruppi.

Una delle situazioni denunciate, in cui si chiede chiaramente di dire da che parte si sta e dimostrarlo nei fatti è quella di gravi violenze, persecuzioni e stalking che da mesi si protraggono in un luogo che avrebbe dovuto essere accogliente per tutte e tutti come recita lo striscione che sta all’ingresso di Cavallerizza a Torino. Provocazioni e aggressioni maschiliste che si accaniscono in particolare contro il gruppo di donne che hanno proposto il progetto Athena per accogliere e inserire in attività produttive donne che hanno subito violenze. Un recente comunicato di Nudm è stato pubblicato e diffuso e mercoledi prossimo se ne discuterá una ennesima volta in assemblea a cui invito amiche e amici torinesi mercoledi 12 settembre alle ore 19.

 

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