Da dove comincio?

postato il 7 Lug 2020
Da dove comincio?

Comincio dalla mia storia e dalle mie radici ecofemministe con cui faccio di nuovo i conti nell’anniversario del suicidio di Alex 25 anni fa. Quest’anno é un dialogo con il lui che é rimasto dentro di me, con il suo sorriso contagioso da coniglietto. Un lasciarmi andare ad emozioni e ricordi che affiorano da quando volevamo cambiare il mondo in quell’indimenticabile stagione di speranze. Tina Anselmi siamo riuscite a ricordarla all’inizio del documento che presenteremo in conferenza stampa a Roma nonostante il tentativo di alcune femministe, che si ritengono molto pure, contrarie. Elvia Franco, che allora ci aiutava con il suo filosofare nei nostri incontri e persino a presentare le ragioni profonde delle nostre leggi, ha incontrato Alex una sola volta ma ha diffuso un suo bel ricordo. Altri lo hanno ricordato con Petra Kelly, Giorgio Nebbia, Ivan Illic e Giannozzo Pucci ha ricordato il suo messaggio “Continuare in ció che é giusto” attualizzandolo ad oggi da era ad é, ma torna al congresso di Trani dove la Federazione dei Verdi decise la fine del diritto di voto delle liste comunali che costituivano il sole che ride e, “in nome dell’unione con i Verdi Arcobaleno di Rutelli (e di Ronchi) la fine dei Verdi Italiani si avviava. Non dei Verdi, Giannozzo, delle liste e dell’arcipelago, dell’ecofemminismo e del nuovo paradigma. Noi, quelle che oggi vengono con facilitá apostrofate zoccole come probabilmente allora, dai maschi verdi detronizzati dal direttivo di sole donne alla Camera, alleati con chi voleva utilizzarci per fare carriera come fece allora abbandonando radicali e demoproletari. Insieme coalizzati ci “fecero fuori” allegramente con la benedizione di Alex che voleva scioglierci ma chiedeva di metterci insieme agli arcobaleno nelle europee. Noi lo ascoltammo e nelle elezioni politiche del ’92 il gruppo alla Camera che era a maggioranza ecofemminsta fu epurato drasticamente. Furono eletti solo maschi. Non ricordo se Alex ebbe parole e neppure Giannozzo o Boato che allora era nostro sostenitore. So che chi scrisse chi erano i verdi su wikipedia, ci cancelló. Molti anni dopo, grazie alla insistenza di Franca Marcomin, curammo il libro di testimonianze e documentazione “L’ecofemminismo in Italia, le radici di una rivoluzione necessaria” Il Poligrafo, 2017. Io ne avevo parlato anche nella mia autobiografia politica precedente “il complesso di Penelope, le donne e il potere in Italia” cinque anni prima. Non mi pare che altre verdi, e tantomeno altri verdi, abbiano scritto la nostra storia comune nelle liste verdi del Sole che ride. L’interesse manifestato nel gruppo dei verdi Europei a presentarlo fu subito scoraggiato da qualche direzione verde di allora, forse dalla stessa Frassoni che oggi é accomunata tra le zoccole.

Certo che fa tristezza misurare il grande successo dei verdi francesi, grazie al protagonismo innegabile delle ecofemministe diventate sindache nelle grandi cittá, con la miseria attuale di quelli italiani che posseggono e tengono stretti due simboli e usufriscono del 2 per mille grazie alla federazione con i verdi europei che ratificammo nel 2004 sotto la presidenza Francescato credo, oggi garante. Vivere di rendita e commissariare, restare chiusi nella frustrante concezione di potere maschile che fa apostrofare chi ne é fuori, ma si permette di qualificarsi ecofemminista, nel modo in cui ha fatto l’ex senatore Turroni, e fare il comunicato rivendicando una cultura politica che si é persa, é ancora piú triste se non aiuta a ritrovare le radici mentre la pandemia e la crisi climatica hanno aperto praterie da percorrere e tante e tanti con cui lavorare. Turroni, se ce l’hai per il webinar con Orlando perché te la prendi con le donne relatrici e non spieghi il motivo politico?

A chi ha fatto la battuta meglio le zoccole vere, ho chiesto se quelle della tratta o del sex work perché anche queste divisioni che attraversano femministe vecchie e nuove non le sopporto piú. Il suggerimento di aggiungere la prostituzione come vergogna da abolire nel documento su Pechino25 non é stato accettato. Non so se per l’opposizione di chi non voleva citare la Anselmi. Le giovani di Nonunadimeno sono sempre sulla stessa posizione di Ombre rosse o hanno accantonato il problema perché divisivo? Quando sono stata invitata dalle transfemministe di Arcigay al laboratorio sull’ecofemminismo una socia, fondatrice di If come me , mi ha messo in guardia dall’accettare perche chissá cosa avrei trovato, lasciandomi di stucco. E’ stato un incontro molto piacevole, la mia intervestratrice giovanissima e antispecista mi ha solo un pó sgridata alla fine quando, rispondendo alla domanda se bisognava necessariamete essere vegane, ho risposto che non mangio piú né carne né pesce, ma se un’amica mi offre due acciughe fritte non le rifiuto. Ha detto che lei non lo farebbe perché gli occhi dei pesci le procurano empatia. Non so se anche i clienti delle prostitute alle fans di sexwork fanno empatia. Perché altrimenti potremmo proporre insieme una legge come quella svedese o francese. O no? Comunque le amiche transfemministe mi hanno detto di considerarle reclutate all’ecofemminismo e ci ritroveremo presto, appena dopo l’estate, per confrontarci sui progetti concreti a cui inviteró nella conferenza stampa di giovedí prossimo.

In ultimo voglio dirvi che Morricone, le cui musiche hanno accompagnato la mia vita, mi ha affascinato nella sua lettera da morto. E nelle sue dichiarazioni precedenti nei confronti di Maria, moglie e aiuto, a cui é stato sempre fedele, nella sua spiegazione di cosa é stato l’amore e la passione per lui. Nel suo averci dato cosí tanto in punta di piedi, senza neppure vantarsi quando ha ricevuto i due Oscar. Gli uomini che amo e ammiro sono come lui. Gli altri che vanno a prostitute e apostrofano chi non si sottomette alla loro pochezza sono obsoleti e vanno sostituiti mentre si lavora alla conversione ecologica dell’economia e della societá. Questo facciamo noi femministe.

Commenti:

  • Maria Francesca Lucanto 7 Luglio 2020

    Cara Laura è veramente triste quello che hai scritto e purtroppo vero….abbiamo vissuto sulla nostra pelle, con profonde ferite, tutta la questione dei verdi italiani. Mi riservo di fare una riflessione anch”io sui verdi calabresi che ti manderò al più presto

  • Elena Mazza 7 Luglio 2020

    Sempre grande Laura..!

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