#dallastessaparte

postato il 11 Set 2020
#dallastessaparte

Bene, con la quasi totalitá di amiche e amici  mi pare, siamo d’accordo per il No al referendum. Mi conforta  che al di lá della frantumazione delle sinistre e dei movimenti politici ecologisti conserviamo lo stesso sentire fondamentale, di rispetto della Costituzione e dello Stato che immaginavano le ed i costituenti usciti dalla resistenza. Dalla stessa parte, quella antifascista come successe allora nel definire i valori e i poteri su cui si doveva fondare la ricostruzione e la convivenza nel dopoguerra. Ragionavo ieri sera mentre faticavo ad addormentarmi a causa dei fatti violenti che mi angosciano, a quelli di femminicidi e stupri si aggiunge il massacro di ragazzi inermi o a disabili e immigrati come divertimento da parte del branco. Ogni volta la misura del degrado mi spaventa. Ragionavo tra me e me sul fatto che con il referendum confermativo come recita l’art 138, chi vuole confermare la riforma ha bisogno di un solo voto in più, quindi, in caso di parità, basta invalidare una scheda per avere la maggioranza. Bisognerebbe vincere come contro Renzi, con una valanga di voti, che allora arrivarono in misura inaspettata, anche a causa dell’arroganza dello stesso ma soprattutto perché ricordo i fondelli che ci siamo fatte e fatti nella raccolta firme e nella propaganda per il No mentre ora ci siamo mossi tardi e impacciati dal Covid e temo, sperando di essere smentita, che i sondaggi, vista l’onda di qualunquisti e vaffanculisti crescente, questa volta non sbaglino. Per di piú nel caso di parità, come dicevo, non sarebbe difficile garantire il governo e la maggioranza che vogliono la riforma, per cui vigilare anche nei seggi sará importante.

Ma la cosa che mi spaventa di più e’ l’incapacità complessiva della sinistra e di ecologisti di ogni genere e dei 5 stelle di vincere le elezioni nelle regioni e nei comuni per le divisioni, la mancanza di visione e di comprensione dei reali problemi dei votanti e l’incapacità di far valere i valori costituzionali di parità e pari opportunità, di non violenza, di rispetto della sovranità popolare. Di capacità di valorizzare cultura esperienza di cura e di relazioni e bellezza che le donne rappresentano anche nel contrasto a cambiamenti climatici, pandemia, violenza, impoverimento generalizzato. Così regaleremo alla destra l’Italia. E tutto diventerà intollerabile. Mi sento mio malgrado facile Cassandra e comunque non mi arrendo. Nonostante ció che registro rispetto al peggioramento delle nostre condizioni di vita di cui ho parlato nel precedente post, sto tentando di collegare elaborazioni e iniziative diverse per progetti concreti di responsabilità e direzione eco femminista dei progetti di cambiamento in corso, invertendo la direzione di sviluppo insostenibile e di arroganza e accentramento maschile di potere nella finanza e politica, ma anche in campo culturale come Verona, il festival sulla bellezza con tutti relatori maschi e le imbarazzanti spiegazioni degli organizzatori e di Baricco nella sua recente intervista.

E’ giunta l’ora che “Dalla stessa parte” significhi innanzitutto di quella delle donne, perché solo antifascista non pare piú sufficiente di fronte al surriscaldamento del pianeta e alle pandemie, alla violenza e all’arroganza crescenti. Ma anche alle leggi promulgate su iniziativa del presidente del Consiglio e del governo. E’ giunta l’ora di spiegare la dissociazione di deputate come Rossella Muroni che è uscita dall’aula con questa motivazione: “ho sperato fino all’ultimo di poter contribuire a cambiare il testo. La fiducia posta dal Governo non me lo ha consentito. Non si può sbandierare la svolta green del Paese e poi, nei fatti, fare il contrario: invece di sostenere impianti e fonti rinnovabili, ancora una volta aiutiamo i signori delle trivelle e delle estrazioni degli idrocarburi. È una grande delusione ma, soprattutto, è l’ennesima occasione persa. Per questo non ho potuto votarlo.”

E’ora di denunciare come Elvia Franco che “Willy è stato non solo vittima di coetanei sciagurati, ma di un clima culturale miserabile. E, con l’anestesia emotiva che si accompagna alla desertificazione della mente, dopo che hanno ucciso, picchiato o stuprato, questi ragazzi non si rendono nemmeno conto, non ne sono capaci, dell’azione commessa. E non di rado sentono euforia, godono di sentirsi superman, vincitori, gente che vale perché è riuscita ad imporre la propria persona, perché altri sono stati costretti a subire la loro volontà di potenza. Il loro delirio. Come se ne esce? È la natura umana che ha in sé stessa la via d’uscita. È la natura umana che ha in sé la spinta verso l’empatia, l’immedesimazione con gli altri, l’interesse profondo per le cose alte realizzate dall’umanità e dalla vita tutta: l’arte, la bellezza, la vitalità della natura, la conoscenza sempre e ovunque, il dialogo, anche la capacità di dire sì o no con coscienza, quando serve. È la natura umana che, sostenuta dalla famiglia e rafforzata dalla scuola, può creare se stessa nell’accomunamento vivace e gentile con gli altri. È l’alfabetizzazione emotiva, la passione di raggiungere mete alte, la capacità di sostenere fatiche prolungate , e comunque appaganti, che può fare di questi ragazzi e ragazze degli uomini e delle donne ricchi e arricchenti. Willy, ciao.”

Sono le donne ecofemministe che devono assumersi la responsabilità di guidare con passione e responsabilità questo processo di empatia, conoscenza e dialogo. Di collegare ció che è disgiunto perche segue modelli maschili di concorrenza. Di valorizzare saperi ed esperienza delle donne. Per questo parteciperò al webinar del 15 dalla stessa parte e a quello del 17 relativo alle iniziative che originano da position paper su Pechino 25. Invitatemi a gruppi e call che si prefiggono lo stesso obiettivo di concretezza ed urgenza ed io vi invito a partecipare nei luoghi che frequento perché, volenti o nolenti, in questo fase difficile siamo tutte dalla stessa parte, discriminte ed escluse ma, proprio per questo e per le nostre sensibilità e capacitá possiamo essere dalla stessa parte per non subire ma per guidare.

Pubblicato in: Ambiente, Diritti umani, Donne,
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