Femmine Alfa

postato il 15 Lug 2018
Femmine Alfa

Ieri abbiamo manifestato a Ventimiglia in tante e tanti, a partire dal ponte sotto cui si accampano i migranti che vorrebbero passare la frontiera, per manifestare contro i respingimenti di Salvini e chiedere l’apertura dei porti e dei confini a tutte e tutti. Un corteo colorato e allegro, con musiche e canti in tutte le lingue, con i triangoli fucsia e le parole antiviolenza e antisessiste di Nudm, con tanti giovanissimi migranti, che rivendicavano orgogliosamente il diritto di vivere con dignità nel paese scelto per il lavoro e la propria famiglia. Ma le donne migranti, quelle che salgono sui barconi, dopo aver giá subito torture e stupri, che arrivate qui vengono rinchiuse e cercano di superare le frontiere incinte o con i loro piccoli a rischio ancora della vita, come la giovane mamma respinta alla frontiera di Ventimiglia al nono mese di gravidanza, e lasciata morire,dove erano? Pochissime nel corteo e nessuna ha preso la parola.

E’ circolata ora la notizia di un sovrano dell’Edo State in Nigeria che ha convocato a Benin City, capitale dell’esportazione di prostituzione senza frontiere di donne, molte delle quali minorenni, i sacerdoti della religione juju, per revocare tutti i riti vudú  con cui le ragazze sono ricattate dai loro sfruttatori. Questo fatto mi sembra il piú chiaro per evidenziare il legame tra sfruttamento delle donne del patriarcato, che non ha mai modificato la vergognosa sessualitá predatoria e stupratrice, a pagamento e non, e la complicitá di tutte le religioni, non solo quelle monoteiste, ma anche quelle piú antiche come le animiste. Le mutilazioni genitali delle bambine, tortura patriarcale risalente a tempi antichissimi e tuttora praticata con la complicità di donne anziane che l’hanno subita e la vogliono perpetuare per essere ligie ai loro capi, anche quelli religiosi oltre ai famigliari maschi. In Africa come in Europa gli Stati sono costretti a legiferare per vietarla, ma nessuno controlla e questa pratica terribile e rischiosa, continua indisturbata anche in Italia nella clandestinità.

Ho riletto recentemente “Stupro a pagamento” di Rachel Moran, prostituta dai quindici anni, insieme alla testimonianze di tre sopravvissute ai campi di sterminio raccolte da Daniela Padoan in “Come una rana d’inverno” dove ho rilevato come nell’esasperazione degli stupri e in quello delle violenze naziste su adolescenti, la costante e’ il disprezzo totale per il corpo femminile, usato per riversare violenze indicibili di cui questi maschi si rendono responsabili a tutte le etá,strati sociali e sotto i cieli di tutto il pianeta. Ve li consiglio insieme al libro di Giuliana Sgrena “Dio odia le donne” Non ho notizia di nessuna religione che lotti ogni giorno, come facciamo noi femministe, contro stupri,abusi, pedofilia, prostituzione, mutilazioni, torture, maltrattamenti  e violenze, semmai ne sono talmente complici da vietare alle donne di riparare alle conseguenze, usando i riti vudú  come con il divieto di aborto anche se si sa che le gravidanze non volute sono in maggior parte causate da stupri.
Sono appena tornata da terre meravigliose africane, che mi hanno fatto immaginare come poteva essere questo pianeta prima che l’homo faber iniziasse la sua opera predatrice. Mi hanno fatto vedere una delle piú belle colline del Serengeti, parco nazionale, ceduta non si sa a che prezzo da un governo corrotto al principe di Oman che ne ha fatto la sua riserva di caccia,dove invitare i suoi simili arricchiti in modo spropositato dal nostro consumo di petrolio. La predazione di leoni, rinoceronti e tante altre specie protette e in via di estinzione continua quotidianamente e impunemente in cambio di non so quali contropartite concesse a governi nazionali e locali sulle cui tavole si consumano carni di animali vietate ai Masai che quei territori abitano. Anche il rito di iniziazione degli adolescenti che alla circoncisione abbinava l’obbligo di non lavarsi e di vagare soli, lontani dal villaggio fino a che non avessero cacciato con la loro lancia un leone,è proibito da tempo. Anche la mutilazione delle bambine lo sarebbe ma ancora continua.

I bracconieri invece continuano a cacciare indisturbati e anche i bianchi pieni di soldi che poi si riempiono le case di trofei. Ecco, anche noi donne siamo ancora trofei da cacciare e uccidere o imprigionare, con la complicità di tutte le religioni. Eppure i bianchi piú evoluti che fanno ricerca sanno che per conoscere come si comportano i gruppi di animali che stanno studiando bisogna monitorare le femmine  Alfa di tutte le speci, leoni, elefanti e antilopi sono guidati e modificano i loro comportamenti sulla base delle indicazioni di chi li guida, femmine anziane o giovani alle cui direttive si adeguano. Ho visto bellissime lotte che sembravano una danza rituale, tra giovani maschi di giraffe che si contendevano due altezzose femminine sdraiate nella prateria del parco di Arusha che per ore hanno seguito con malcelata curiosità. Nessuna violenza e una eleganza ineguagliabile.

E se cominciassimo anche noi a individuare le femmine Alfa che possono guidare i processi verso una riduzione drastica delle violenze di cui sono oggetto in tutto il mondo donne, bambini e, anche giovani maschi che poi le imparano e le agiscono appena possono? Sono convinta che non esista altra speranza per salvare noi e il pianeta che abitiamo.

Pubblicato in: Ambiente, Diritti umani, Donne,

Commenti:

  • Maria 16 luglio 2018

    ciao laura spero di vederti presto a palermo lavorando e non potendo spostarmi da qui. sei sempre molto brava e puntuale nei tuoi scritti sempre incrollabilmente dalla nostra parte, le donne di tutti i continenti e
    ciao
    maria lo bianco

  • Anna Cabianca 17 luglio 2018

    Ciao Laura, ben ritrovata. Concordo, nessuna religione patriarcale lotta per la risoluzione delle forme di violenza, del controllo e dello sfruttamento operati sul corpo femminile di ogni età e area geografica del pianeta. Anzi, riprendendo il testo rivelatore “Anatomia dell’oppressione” (di Inna Shevchenko e Pauline Hillier) attraverso il legame tacito tra patrarcato e religione il corpo della donna è segmentato, controllato, manipolato e oppresso da un sistema che ne fa il proprio strategico terreno di guerra.
    Sempre a proposito di oppressioni patriarcali e di coincidenze mi torna in mente un altro libro rivelatore che si collega, per temi trattati e rivelaziomi intuite, al primo ed è “Partenogenesi oggi” (di Marianne Wex) sottotitolo “La forza promordiale della donna di concepire da sé, senza la partecipazione di un secondo sesso.” Argomento scientificamente noto e applicato dall’industria e dall’allevamento intensivo per quanto riguarda il regno animale cosiddetto “inferiore”, ma considerato un vero e proprio tabù se osservato per i mammiferi e soprattutto per la donna. Nella zootecnia ad esempio la stimolazione dell’ovulo in laboratorio (attraverso stimolazioni chimiche o meccaniche che portano alla partenogenesi appunto) è una pratica quotidiana mirata all’ottenimento di una maggiore produzione (ad es. per la selezione di sole mucche da latte). Secondo vie naturali invece la partenogenesi pare essere praticata da un migliaio di speci considerate inferiori (come insetti, pesci, ragni, lucertole ecc.) e sembra essere un sapere diffuso tra le ostetriche europee, perché si verifica con la stessa frequenza dei parti di gemelli monovulari. Capacità naturale del corpo della donna, dalla prima mestruazione alla menopausa, facilitata da alcuni fattori naturali (come ad es. l’esposizione alla luce solare, la presenza di sorgenti d’acqua naturali e non inquinate, un’alimentazione a base di cibi crudi, freschi e non acidi e tra le tante cose, un ambiente non inquinato, un corpo e una mente “liberati”. Da cosa? Dalla violenza dell’ppressione.
    Precisa e dettagliata poi l’analisi di Marianne Wex che rilegge le pratiche violente inflitte alle donne, soprattutto in età puberale (quindi più a ‘rischio’ di partenogenesi naturale) in ogni area del pianeta, dalle popolazioni dell’Africa agli Eschimesi, che praticano le mutilazioni genitali, violentano, isolano in capanne fatiscenti e lontane dalla luce le giovani donne, camuffando queste pratiche violente dietro la maschera di ‘riti d’iniziazione’ e passaggi verso l’età adulta. Anche noi in Europa non siamo naturalmente esenti (pedofilia, violenze, mercificazione e frammentazione del corpo della donna, sfruttamento e prostituzione). Sarà proprio solo un caso?…

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