Fuggi, lascia il caos e fai muri

postato il 25 Ago 2021
Fuggi, lascia il caos e fai muri

L’inviato USA Zalmay Khalizad e il Mullah Abdul Ghani Baradar, siglano a Doha l’accordo per la pace in Afghanistan tra gli Stati Uniti e i talebani (immagine da youtube)

Il G7 voluto da Johnson con i leaders europei e Biden è fallito. La Cia, incaricata di trovare un accordo con i talebani pure, il Pentagono ha riconfermato le richieste dei talebani che gli occupanti se ne vadano tutti entro il 31/8 mentre gli afgani non possono più avvicinarsi all’aeroporto.

Le donne non possono più andare al lavoro né uscire nelle strade sole, per la loro sicurezza ci raccontano i governanti in pectore, e devono indossare il burqa, il cui prezzo si è nel frattempo decuplicato. Le ong che coraggiosamente hanno deciso di rimanere sono abbandonate a se stesse perchè nessuna clausola dell’accordo Trump di Doha del febbraio 2020, nè accordi successivi di Biden prevedono tutele, corridoi umanitari, uscite dal paese. Naturalmente qualsiasi contatto in rete o nei media è stato bloccato e i giornalisti che hanno potuto andarsene l’hanno fatto, tutti gli altri rischiano come qualsiasi afghano che tenti la resistenza, voglia fuggire o non obbedisca alla sharia e ai dettami talebani.

Nel frattempo si sono già costruiti altri muri per tenere lontani i migranti che da un anno e mezzo tentano di raggiugere loro parenti in Europa, prevedendo che la situazione sarebbe precipitata come è successo. Biden vede la sua popolarità calare velocemente e balbettando cerca di darsi un tono. L’Italia ospiterà un G20 sul terrorismo, come dice trionfalmente Salvini che chiede le dimissioni della ministra dell’interno perchè non sa fare il suo mestiere. Draghi ci rassicura dicendo che gli afgani arrivati saranno vaccinati contro il Covid! In effetti in occidente si parla di terza dose mentre in Afghanistan, durante l’occupazione la percentuale di vaccinati è del 2,5%. L’incontro mirerà a trovare un qualche alibi per lasciare gli afghani al loro destino, cioè, nella migliore delle ipotesi nelle mani della Cina, perché la Russia, a cui Merkel si era rivolta subito, non ha ricette salvifiche da proporre. E per fermare l’afflusso di profughi.

Non ci sarà nessuna autocritica ma gli afghani aggrappati alle carlinghe e caduti o morti negli ingranaggi degli aerei in fuga, e tutti quelli che da più di una settimana sopravvivono ammassati nell’aeroporto senza speranza di partire o cercano di raggiungerlo ma sono bloccati hanno fatto capire a tutto il mondo come gli occupanti fuggono dopo 20 anni di occupazione, togliendosi ogni responsabilità di ciò che lasciano. Le donne di tutto i mondo hanno visto e immaginano la sofferenza delle loro sorelle e dei loro figli. E noi arretriamo tutte di venti anni, all’inizio del terzo millenio almeno. Non illudiamoci che ci siano uomini politici da qualche parte che sappiano difendere diritti e fermare catastrofi umanitarie, climatiche e pandemiche. Che ci riconoscano come soggetti politici in grado di governare.

Il problema è che se non sappiamo subito prendere in mano la situazione di crisi politica del potere maschile attuale nel nostro territorio e nel mondo non abbiamo speranza di un futuro. So che molte penseranno che hanno altro da fare nel quotidiano come sopravvivere. Che non siamo preparate e siamo tutte frantumate in mille rivoli. Ma insisto. Non ci sono alternative.

Pubblicato in: Diritti umani, Donne, Esteri,

Commenti:

  • Pinuccia Montanari 25 Agosto 2021

    Cara Laura, giusto considerazioni. Sono angosciata dal dramma delle donne afghane ma voglio continuare a credere nella diplomazia, nel dialogo nonviolento e nel ruolo delle donne per un futuro divetso

Commenta

Lascia un commento