Full immersion

postato il 12 Ott 2020
Full immersion

In una settimana è successo che ci siamo veramente riconosciute, vecchie e nuove, in luoghi diversi, virtuali e reali, con tutte le nostre differenze: il cambio di paradigma, di metodo, di prospettiva si sta concretizzando.  E’ a causa di queste linee guida, dei 6 punti tematici del recovery fund o NGEU come lo si vuole chiamare? O della voglia di confrontarci su idee progettuali concrete e mettere in comune esperienze, di non chiedere più nulla a chi ha il potere di decidere per noi e non ci ascolta?

Ormai siamo in tante-. Abbiamo condiviso pensieri, idee, iniziative e amicizie in tutti questi anni. A volte abbiamo vinto e affermato i nostri contenuti, siamo state visibili e responsabili, abbiamo iniziato a cambiare questo mondo che ci ha sempre oppresse, sfruttate e violentate. Troppe volte gli uomini di potere, o anche quelli che dicevano di amarci, ci hanno cancellate e maltrattate perché ci hanno considerate un pericolo, ma ci siamo sempre rialzate e abbiamo ricominciato, ritrovando ogni volta le nostre radici recise.

Oggi siamo pronte a concretizzare il #governodilei di cui ho parlato in questo post.

Non c’è più tempo. Niente sarà più come prima. Oggi tutti i corpi sono in balia di un virus pericoloso di cui non sappiamo origine e mutazioni. Un virus che fa saltare il sistema sanitario, quello economico e finanziario, quello sociale, che ci isola in casa, impedendoci gli incontri fisici, gli abbracci e le strette di mano, che minaccia la nostra libertà e la democrazia, che fa ammalare anche gravemente e morire.

Mentre le donne , e anche uomini, soprattutto nelle strutture sanitarie, dedicano tutto il loro tempo a curare, salvare vite, e nelle case con il nostro lavoro di cura non pagato,a badare a bimbi e anziani, i capi politici e gli esperti scientifici, tutti uomini, ci spiegano, ci consigliano, fanno leggi speciali, ci controllano sotto casa, e ora vorrebbero anche in casa, perché indossiamo le mascherine per evitare contagi. ”Però c’è un limite -scrive Giannini, malato, sul suo giornale – anche alla straordinaria pazienza degli italiani” E io sottolineo delle italiane!

Noi donne non siamo più disposte a non essere ascoltate e usate per la nostra innegabile capacità di cura di chi ha bisogno, sta male, si fa servire . “stiamo misurando ogni giorno una quantità inquietante di malfunzionamento del sistema, palesamente inadeguato a fronteggiare il virus” continua il direttore de “La Stampa” denunciando le code di ore per i tamponi, i medici di base che non li fanno e dicono ai malati di restare a casa (dove rischieranno di  infettare i famigliari, i mezzi di trasporto strapieni , le scuole senza banchi e insegnanti, le farmacie senza vaccini anti influenza non sono degni di un paese civile.

L’Italia non è un paese civile perché le decisioni sono  in mano solo a uomini, che nonostante il loro narcisismo e la loro arroganza, sono incapaci di curare. Dalla due giorni alla Casa Internazionale delle Donne di Roma è emersa la necessità di affermare un paradigma della cura come potere che rovescia maschilismo e neoliberismo e affronta seriamente crisi pandemica e climatica, aumento della povertà e della violenza.

Questa volontà è emersa anche nel  Laboratorio Sostenibilità di Dallastessaparte, e in quello dell’economia la cui coordinatrice, Azzurra Rinaldi ne ha scritto ieri sul Fatto Quotidiano.  

E’ fondamentale che in questi giorni confrontiamo pensieri, speranze e anche ansie e paure. Che ci pronunciamo su come costruire il dopo insieme. Che affrontiamo questa situazione pericolosa e complessa con la nostra esperienza e creatività. Che coinvolgiamo le giovani e verifichiamo con loro i rischi che si corrono. Che ci sentiamo una organizzazione collettiva pur rimanendo ciascuna nelle proprie cerche e con le priorità praticate.

Questo blog è a vostra disposizione. Tutti i consigli, i suggerimenti, le idee e i pensieri, le emozioni che Inclusione, esclusione ed estraneità, cambiamento, potere, regole, relazione, responsabilità, legalità, autorità, rapporti di forza, complicità, subordinazione, complessità, credibilità, partecipazione, ascolto, rappresentanza, governo, cittadinanza attiva, democrazia diretta, democrazia paritaria, stato sociale, minoranza e dissidenza,ordine simbolico:  pensieri, punti di vista, esperienze e progetti ecofemministi, tenendo conto delle differenza e disparità che ci attraversano, sono da rimettere a fuoco dopo esserci rese conto anche del vecchio e del superficiale che sta nei progetti in cerca di fondi europei.

Proviamo a far emergere domande che ci aiutino a pensare ad un progetto propositivo, ad una proposta politica da condividere in cui ci sentiamo protagoniste e, di conseguenza, smettere di rincorrere quelli della politica maschile? Che metodo ci diamo? Quale organizzazione? Quali strumenti? Quali alleanze? Quali priorità e quali obiettivi immediati? Rispondere insieme ci potrà aiutare a definire in tempi brevi la prima fase del governo che vorremmo per noi tutte e per tutti.

Dal Resoconto sommario n. 432 delle Commissioni del Senato del 7 ottobre scorso relative alla Proposta di «Linee guida per la definizione del Piano nazionale di ripresa e resilienza», approvate, nei loro contenuti essenziali, lo scorso 15 settembre dal Comitato interministeriale per gli affari europei, in coordinamento con tutti i Ministeri e le rappresentanze delle Regioni e degli Enti locali.ho estratto alcuni punti:

Il documento definisce, in via preliminare, gli obiettivi strategici di lungo termine, le aree tematiche di intervento e le azioni su cui si articolera` il Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR) che l’Italia dovra` presentare alla Commissione europea nei prossimi mesi, una volta completato l’iter di approvazione dei regolamenti attuativi del Recovery Plan europeo.

Come si evince dall’introduzione al documento, le linee guida del Piano nazionale di ripresa e resilienza rispondono all’iniziativa proposta dalla Commissione europea e approvata dal Consiglio europeo il 21 luglio 2020, intitolata Next Generation EU (NGEU) che, al pari del Bilancio 2021-2027 dell’Unione europea, è attualmente al vaglio del Parlamento europeo e dovrà poi essere ratificata dai Parlamenti nazionali. I regolamenti attuativi di NGEU non entreranno in vigore prima dell’inizio del prossimo anno e solo da quel momento sara` possibile presentare ufficialmente i PNRR alla Commissione europea. L’Esecutivo italiano, tuttavia, al fine di avviare un dialogo informale con la Commissione già dal mese di ottobre, ha elaborato una proposta di Linee guida per la definizione del PNRR, da sottoporre all’esame del Parlamento. All’esito di questo primo vaglio parlamentare e in considerazione delle valutazioni di indirizzo che il Parlamento vorra` formulare al Governo, sara` elaborato lo schema del Piano di ripresa e resilienza, recante una previsione razionale e ordinata dei progetti di investimento e riforma. Lo schema sara` quindi presentato al Parlamento per la sua approvazione definitiva.

Le sei missioni in cui si articolera` il PNRR – digitalizzazione, innovazione e competitivita` del sistema produttivo, rivoluzione verde e transizione ecologica, infrastrutture per la mobilita`, istruzione, formazione, ricerca e cultura, equita` sociale, di genere e territoriale ed infine salute – rappresentano aree «tematiche» strutturali di intervento. A loro volta, le missioni sono suddivise in cluster (insiemi) di progetti omogenei e funzionali a realizzare gli obiettivi economico-sociali definiti nella strategia del Governo.

Le linee guida specificano, inoltre, i criteri di selezione dei progetti del Piano, nonché le politiche e le riforme di contesto che l’esecutivo considera necessarie per supportarlo, e che interessano l’aumento degli investimenti pubblici, del livello di efficienza della pubblica amministrazione, delle risorse disponibili per ricerca e sviluppo, nonche´ le riforme del sistema fiscale, della giustizia e del lavoro.

Risorse x l’Italia dalla Commissione UE  191,4 miliardi di euro, di cui 63,8 in sovvenzioni e 127,6 in prestiti.

Nel testo si specifica infine che i prestiti erogati all’Italia dalla Commissione europea, se non compensati da riduzioni di altre spese o aumenti delle entrate, contribuiranno ad accrescere il deficit della PA e l’accumulazione di debito pubblico, aspetto questo che impone all’esecutivo di affiancare al PNRR una programmazione di bilancio volta a riequilibrare la finanza pubblica nel medio termine dopo la forte espansione del deficit prevista per quest’anno in conseguenza della pandemia e degli ingenti interventi di sostegno all’economia che sono stati realizzati attraverso i tre decreti-legge emanati nei mesi scorsi.

Nell’ambito della quinta missione «Equità di genere e territoriale», un utilizzo efficace delle risorse del Recovery Fund impone di dedicare il 50% del complesso delle risorse disponibili per aggredire le debolezze e i ritardi strutturali del nostro Paese e tra queste le disuguaglianze di genere, al fine di consentire il dispiegarsi dell’enorme potenziale sottoutilizzato e non valorizzato che costituisce oltre la meta` della popolazione: un asse che attraversi le diverse azioni valutando in termini di impatto di genere ex ante ed ex post tutte le iniziative messe in campo ed insieme destini risorse adeguate e specificamente destinate a ridurre divari, discriminazioni, disuguaglianze, asimmetrie tra donne e uomini.

Il Governo istituirà una Commissione di esperti per tradurre le idee in progetti e lo stesso dovranno fare gli enti locali (saranno di nuovo tutti maschi?).

Come previsto dalla Mozione 1-00227 (testo 3) sull’occupazione femminile approvata all’unanimita` dal Senato il 13 maggio 2020, occorre, nell’ambito della realizzazione del Piano: istituire un Osservatorio istituzionale presso il Dipartimento per le pari opportunita` della Presidenza del Consiglio dei ministri per la valutazione dell’impatto di genere come prassi ordinaria nella fase ex ante, in itinere ed ex post di qualsiasi iniziativa legislativa, politica, strategica, programmatica; favorire l’avvio di sperimentazioni finalizzate alla definizione di metodologie e di indicatori relativi alla misurazione di fenomeni sociali ed economici non ancora compiutamente indagati nella prospettiva di genere; favorire e promuovere

la realizzazione e la diffusione di statistiche di genere; formulare suggerimenti e proposte finalizzati all’individuazione di nuove esigenze informative, di studio e di analisi in un’ottica di genere.

Le sei missioni del PNRR sono:

1. Digitalizzazione, innovazione e competitività del sistema produttivo

2. Rivoluzione verde e transizione ecologica

3. Infrastrutture per la mobilità

4. Istruzione, formazione, ricerca e cultura

5. Equità sociale, di genere e territoriale

6. Salute

La Missione inerente la rivoluzione verde e la transizione ecologica, richiede che l’Italia, che pure ha registrato progressi nella riduzione delle emissioni di gas serra, nell’aumento della quota di energia soddisfatta con fonti rinnovabili e nel miglioramento dell’efficienza energetica, intensifichi il proprio impegno per far fronte ai nuovi più ambiziosi obiettivi europei di raggiungere la neutralità climatica entro il 2050, fissati dallo European Green Deal. Questa modifica strutturale del nostro sistema energetico aiuterà anche la riduzione dell’inquinamento locale: il 3,3 per cento della popolazione vive in aree dove sono superati i limiti delle sostanze inquinanti presenti nell’aria fissati dalle direttive europee. Anche l’inquinamento del suolo e delle acque è elevato, soprattutto nella pianura padana. Andranno anche mitigate le conseguenze dei cambiamenti climatici che mettono a rischio la disponibilità idrica per tutti gli usi, accrescono la frequenza e l’intensità degli eventi idrogeologici con ricadute sul sistema produttivo e sulle famiglie.

Nell’ambito di questa missione, il Governo punterà a favorire la realizzazione di un ampio programma di investimenti al fine di conseguire gli obiettivi dello European Green Deal. Gli investimenti dovranno mirare alla de-carbonizzazione del settore energetico attraverso il potenziamento delle fonti rinnovabili e dell’efficienza energetica, una drastica ridefinizione del settore dei trasporti (partendo dalle linee delineate dal PNIEC) e il miglioramento della qualità dell’aria, oltre al potenziamento delle fonti rinnovabili. Un ruolo importante avrà l’adozione di piani urbani per il miglioramento della qualità dell’aria e per la forestazione urbana, anche per il loro impatto sulla qualità della vita dei cittadini. Per favorire i processi di transizione e il raggiungimento dei target del Green Deal Europeo andranno anche create infrastrutture che favoriscano una graduale de-carbonizzazione dei trasporti e la mobilità di nuova generazione.

Al miglioramento dell’efficienza energetica degli edifici pubblici e privati, dei fabbricati produttivi rurali, degli stabilimenti produttivi, e delle strutture sanitarie andrà affiancata anche una loro messa in sicurezza che ne accresca la resilienza rispetto agli eventi naturali.

Altri interventi riguarderanno una gestione accorta delle risorse naturali, la promozione dell’economia circolare e misure per accrescere la resilienza ai cambiamenti climatici: dalla gestione integrata del ciclo delle acque e dei rifiuti al miglioramento dello stato delle acque interne e marine; da una maggiore efficienza nell’uso delle risorse idriche a interventi per migliorare la capacità di adattamento del sistema produttivo ed agricolo ai cambiamenti climatici. Inoltre, si punterà alla riqualificazione del territorio nell’ambito del contenimento del consumo di suolo e della mitigazione dei rischi idrogeologici e sismici. Saranno, infine, promossi investimenti per la riconversione delle imprese verso modelli di produzione sostenibile, anche promuovendo i principi della bioeconomia e della economia circolare e incentivando la diffusione delle certificazioni ambientali.

Questo è tutto quanto hanno saputo scrivere per rispondere alle nostre esigenze:

missione 5: eliminare le disparità di genere nel mondo del lavoro e nella vita sociale, un problema strutturale che ci colloca agli ultimi posti in Europa da molti punti di vista, con particolare riferimento al tasso di partecipazione femminile al mercato del lavoro. Più in generale, le disuguaglianze di reddito e ricchezza si sono fortemente accentuate negli anni successivi alla crisi finanziaria globale, così come sono cresciuti gli indici di povertà assoluta e relativa. Permangono e si sono ampliate notevoli disparità a livello territoriale in termini di reddito, occupazione, livelli di scolarizzazione.

È indispensabile evitare che tali disparità si aggravino in conseguenza della pandemia.

Gli effetti economici della pandemia potrebbero incidere negativamente anche sulle dinamiche occupazionali, già caratterizzate da una forte precarizzazione del lavoro e da alti tassi di disoccupazione concentrati soprattutto in alcune categorie di persone (giovani e donne) e in determinati territori.

Per accompagnare la modernizzazione del sistema economico del Paese e la transizione verso una economia verde e digitale sarà fondamentale prevedere un forte sostegno alla creazione di posti di lavoro

Forse ora è più chiaro a chi legge perché è il tempo del #governodilei come ipotizzavamo mesi fa.

Pubblicato in: Ambiente, Diritti umani, Donne, Esteri, Europa, Istituzioni, Lavoro, politica, salute,

Commenti:

  • laura 13 Ottobre 2020

    Ciao Laura, mi vengono in mente alcune idee che potrebbero essere utili alla riduziona delle discriminaizoni di genere. Sappiamo che l’unica cosa che viene considerata dalle aziende è la convenienza economica. Si potrebbe pensare a rendere più conveniente l’investimento sulle donne con premialità per quelle aziende che lo fanno: bandi con accesso privilegiato alle aziende che hanno donne in ruoli apicali o che offrono maggiore flessibilità volta alla conciliazione dei tempi di vita e di lavoro; monitoraggio delle dimissioni volontarie e dei licenziamenti collettivi in ottica di genere; disincentivo al gender pay gap con maggiori controlli.

  • Laura Cima 15 Ottobre 2020

    Nella maggior parte dei casi li ho scritti
    perché metterli nero su bianco era più facile che sopportare
    l’ostinato, rabbioso ronzio del mio stesso silenzio. Li ho
    scritti anche per rivendicare il valore del linguaggio. Arundathi Roy: “Era sconvolgente veder usare le parole con un senso opposto al
    loro vero significato. («Allargare la democrazia» significava distruggerla. «Parità di condizioni» alludeva in realtà ad abissali differenze, il «libero mercato» indicava invece un mercato manipolato. «Dare potere alle donne» voleva dire
    sminuirle in ogni modo possibile.)
    ho scritt nella consapevolezza che ciò che dovevo fare avrebbe messo alla prova le mie capacità di scrittrice. In precedenza mi ero misurata con sceneggiature e con un romanzo. Avevo parlato d’amore e di perdita, d’infanzia, di caste, di violenza e di famiglie: le eterne ossessioni di
    prosatori e poeti. Sarei riuscita a parlare in maniera
    altrettanto coinvolgente di irrigazione? Di salinizzazione del terreno? Di smaltimento delle acque? Di dighe? Di tecniche agricole? Del costo unitario dell’elettricità? Di leggi? Dei
    problemi che incidono sulla vita della gente comune? Sarei stata capace di trasformare questi argomenti in letteratura?
    Grazia Laura per il suggerimento. Voliamo alto nelle nostre idee progettuali

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