Giustizia complice sulla violenza alle donne

postato il 22 Gen 2018
Giustizia complice sulla violenza alle donne

Oggi a Torino, siamo state costrette un’altra volta a manifestare davanti al tribunale come Nudm,  perché  proprio qui sono uscite sentenze complici di violentatori non più tollerabili, che violentano esse stesse una seconda volta le vittime.

In solidarietà anche con le donne che hanno manifestato all’Aquila in sostegno a Rosa durante il processo per lo stupro di Pizzoli, e per questo sono inquisite.

Quindi una doppia denuncia: contro magistrati, anzi a Torino magistrate, nel collegio giudicante di tre donne che ha assolto lo stupratore di Laura, suo datore di lavoro perché, si legge nella sentenza, lei non avrebbe urlato. A questa ne sono seguite altre due recenti che fanno scandalo. Manifestiamo anche per sottrarre chi manifesta alla persecuzioni e alle indagini come è successo all’Aquila e anche a Torino. Intimidazioni non sopportabili in questo clima italiano che  ha visto insorgere contro il movimento #Me too prima Luxuria che poi pentita si è scusata dopo aver fatto il danno, e poi tante altre e altri alla coda della Deneuve, anch’essa pentitasi subito, ma ormai dopo aver aperto la strada.

Ne abbiamo parlato a Genova qualche giorno fa, nella riunione Nordovest di Nudm insieme ad un’altro tipo di violenza terribile, che comprende stupri e botte, persecuzioni e fame, rischi di annegamento e abbandono, respingimenti e non accoglienza dignitosa, quella che riguarda le migranti e i minori non accompagnati. Sui confini e le frontiere tra una nazione e l’altra dell’Europa e verso il mare.

Ci stiamo organizzando anche lo sciopero in occasione di #lottomarzo, con manifestazioni come quella di stamani con la solidarità alle vittime e a chi viene represso. Ma anche a tutte le donne sottoposte a ricatti sessuali sul lavoro o costrette a condizioni di precarietà e supersfruttamento invivibili.

Voglio quindi commentare quanto scrive Vladimiro Zagrebelsky che proprio oggi, senza citarci, firma l’articolo di fondo su  La Stampa, dal titolo “Giustizia alla prova sugli abusi contro le donne”. 

Ricordando come la sopraffazione maschile, fatta di violenza fisica e di minacce di usare il proprio potere prevalente sui luoghi di lavoro, nei rapporti sociali, nella vita famigliare sia ormai alla luce del sole  grazie alle ondata di denunce di attrici, sostiene che quando è “in gioco la dignità e la libertà di qualcuno” (direi di moltissime ormai) “è l’intera collettività ad essere offesa”.

Dice che non basta più aspettare indagini e processi che danno “esiti spesso deludenti” e, vista la lunghezza dei processi penali, sono probabili sentenze di assoluzione. La stigmatizzazione sociale in corso grazie alla forza del movimento che si è messo in moto ha reso idoli del pubblico infrequentabili e quindi a rischio di flop economici. chiunque lavora con loro. Ricorda come l’Italia sia stata condannata recentemente dalla Corte europea dei diritti umani, insieme a Turchia e Romania, per la sottovalutazione, il ritardo, l’incuria con la quale è stata trattata una serie di episodi di violenza in danno di una donna da parte del marito.

Proprio questa vergognosa situazione deve essere riparata e, invece, si continua impunemente a ripeterla.

Quali forze politiche che si apprestano a concorrere alla formazione del nuovo parlamento e governo hanno messo questa questione al primo punto dei loro programmi?

Se ci sarà un’altissima astensione femminile nel voto e nel contempo si moltiplicheranno le manifestazioni di piazza, credo che sia chiaro a tutte e tutti qual’è il motivo.

Pubblicato in: Diritti umani, Donne,

Commenti:

  • Simonetta 23 gennaio 2018

    Non so se ci siano forze politiche che Abbiano messo questi temi al primo punto del loro programma, ma continuo a registrare la carenza di donne in politicA. Ora che c’è una legge stringente sulla parita di genere si hanno Difficolta a COMPORRE le liste elettorali a cauSa della mancanza di donne. Forse allora è giunto il momEnto di sporcarsi le mani buttarsi in massa in politica, di sprimere un voto femminile (quando possibile) e di permettere a sempre piu donne di entrare in parlamento e nei posti chiave. Facendo attenzione perÒ, perchÈ non tutte le donne sono uguali ed essere donna non è sufficiEnte a garantire scelte diverse

  • Laura cima 23 gennaio 2018

    Sono assolutamente d’accordo Simonetta. Hai Toccato il nodo politico. Se torni indietro di due post trovi tre puntate in meRiTo con molti commenti. Ormai siamo in molte. Intanto vediamo in queste elezioni. Tre amiche del mio gruppo mumblemumble femministe sono protagoniste in due nuove liste e nel movimento contro cui appaiono tutti coalizzati. Feminist initiative ci chiede di partecipare alle prossime elezioni europee per dare vita ad un gruppo femminista al PE. Si stanno facendo passi da gigante e gi c’ che utLizza il femminismo per fare business. E ci riesce in sei mesi come ben spiegato nel post libreria delle donne che ho condiviso.

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