Governo ambientalista?

postato il 14 Feb 2021
Governo ambientalista?

Ambientalista con la finanza e i cementificatori. Ponte di Messina (Renzi) e grandi opere. Sblocco dei cantieri. Fondi NGeu nelle saldi mani di Draghi e dei suoi tecnici della transizione e Giorgetti al Mise. 15 uomini e 8 donne (una in quota a Renzi alla famiglia e PO), 15 politici e 8 tecnici (quali ecologisti?), 14 nuovi e 9 del governo Conte. Quindi la discontinuità era far fuori Conte, Azzolina e Bonafede, come dice Salvini, che non è riuscito ad eliminare anche Lamorgese e Speranza? E spaccare i cinque stelle come speravano in tanti, mandandone una parte all’opposizione con Meloni, unica coerente?

Aspettiamo il programma martedì per capire quali riforme il governo si impegna a fare nell’arco di un annetto, perchè poi Draghi dovrà decidere se concorrere alla Presidenza della Repubblica. L’Europa ci chiede riforme per darci i fondi. Pubblica amministrazione, giustizia, e le innovazioni che ci dovrebbero aiutare a raggiungere quel 55% di riduzione delle emissioni su cui la Von der Layen si è impegnata. Intanto lei e tanti leader mondiali si congratulano e si mostrano ansiosi di lavorare con Draghi che dovrebbe salvarci tutti.

Non salverà noi donne, visto che non ha imparato neppure a usare ministra, come raccomanda La Crusca, quando nomina donne incaricate. C’è una rivolta in corso delle amiche del PD che si sentono tradite dal segretario Zingaretti. Aveva promesso “parità di genere” e invece ha rispettato parità di correnti. Quindi ci sentiamo senza rappresentanza nel governo, anche noi ecofemministe e halfofit perchè nè transizione, nè fondi, nè ministre abbiamo come riferimento. Vogliamo un mondo con colori e emozioni e abbiamo un governo di unità nazionale tutto nella nuance del nero/grigio.

E’ ora di mettere in discussione a fondo il sistema politico patriarcale che ci soffoca e questo governo, anche se ci regaleranno qualche sottosegretaria per farci star zitte, non ci dà nessuna traquillità e poche speranze sulla capacità di fermare le violenze terribili che subiamo. I femminicidi sono una percentuale altissima dei delitti, la disoccupazione femminile, e quindi la dipendenza è ormai la quasi totalità di chi perde il lavoro. I servizi pubblici essenziali sono sempre più ridotti e in crisi. E l’economia la sosteniamo noi con il lavoro di cura non pagato. La nostra Costituzione è tradita e non è un caso che non abbiamo ancora il diritto di dare il nostro cognome a figlie e figli che partoriamo. Non è un caso che l’art. 49 che deve regolamentare i partiti non sia ancora stato attuato.

Troviamoci lunedi 15 alle 21 in un primo collegamento #dallastessaparte per affrontare insieme questa situazione e martedi 16 alle 18 con il collegamento di #noiretedonne

Pubblicato in: Ambiente, Donne, Istituzioni, politica,

Commenti:

  • Lorella 14 Febbraio 2021

    Condivido le tue parole, Laura. Questo non è un paese per donne.

  • celia pariona 15 Febbraio 2021

    dobbiamo dare battaglia unite per i nostri diritti che sono quelle della società. Buon lavoro grazie per l aggiornamento-

  • LAURA INCANTALUPO 15 Febbraio 2021

    Già non è detto che le donne al potere siano dalla parte delle donne (vedi quelle che hanno votato il jobs act e poi si lamentano del calo delle nascite), se poi non ci sono proprio peggio mi sento.

  • Gabriella 15 Febbraio 2021

    condivido ogni parola

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