Governo in bilico

postato il 17 Gen 2021
Governo in bilico

Tre giorni di dichiarazioni a gogò, interviste, esternazioni, contrattazioni e compravendite in Parlamento a cura dell’inossidabile Mastella, dopo quella conferenza stampa di Renzi che passerà alla storia come la più maschilista di un paritario che vanta la sua valorizzazione di donne in politica e nel governo. E domani incomincia la conta alla Camera, dove non ci sono problemi, e poi al Senato dove Conte ha cercato responsabili o costruttori. Non è chiaro quanti ne ha trovati il factotum Casalino, è chiaro che i democristiani sopravvissuti nell’Udc di Cesa hanno scelto la destra che si sta ricompattando e che Mastella, che millantava di andare sul velluto, rischia di rimanere con un pugno di mosche. Ma qualcuno racconta che nel caso di elezioni, che si svolgerebbero a giugno, potrebbe improvvisare un nuovo partito con Conte che si chiamerebbe “Insieme”. Solo gli eletti all’estero del MAIE assicurano per ora di votare Conte. Al Senato i 161 per tornare ad una maggioranza stabile non ci sono. Queste le ultime notizie di stamani di come funziona l’attuale sistema politico italiano. Proprio mentre bisognerebbe fronteggiare la pandemia e l’impoverimento generalizzato e aprire a tuttocampo il confronto sul Recovery fund.

Ieri è stato lanciato dall’ANPI, ACLI, ARCI, CGIL, CISL, UIL, Legambiente e tante altre associazioni, un appello fimato anche da M5S, PD,PRC, Sardine, Si ed altri, dal titolo Uniamoci per salvare l’Italia. Invita ad una grande alleanza democratica e antifascista per sconfiggere la pandemia. La democrazia richiede cure quotidiane e occorre rilanciare i valori della nostra Costituzione. Vengono citati i gravissimi fatti di Capitol Hill e termina invitando ad unirci per salvare e cambiare l’Italia. Un appello drammatico che lascia chiaramente intendere una grande preoccupazione che anche qui si possano affermare i rischi che hanno procurato morti e paura nel passaggio di consegne tra Trump e Biden e reso la capitale americana totalmente militarizzata. Anche Mattarella non sarà tranquillo. L’Espresso porta il titolo di prima pagina Democrazy e l’urlo di Munch e affianca “l’assurda crisi del governo Conte” alla drammatica uscita di Trump per definire in frantumi la politica dei due paesi.

Ricordo a tutte le amiche che mi seguono il mio post precedente che metteva in rilievo il delirio di onnipotenza maschile e i rischi conseguenti, dove ricordavo come le stesse nostre madri costituenti riconobbero di non essere riuscite a mettere in crisi il modello politico patriarcale e a disegnare i poteri della Repubblica, impedite come furono dai loro partiti. Ora credo proprio che non potremmo sottrarci a questa responsabilità.

Sono contenta che il nostro laboratorio ecofem e sostenibilità si sia arricchito di nuovi contatti e progetti, abbia incontrato giovani donne e i problemi, le difficoltà che incontrano nello studio e sul lavoro, abbia approfondito con due ricercatrici dati e info sulla pandemia e stia per approfondire tanto altro perchè in questa situazione caotica, neppure il confronto con parlamento e governo sulla numerose bozze di Recovery fund che si sono succedute è ipotizzabile. Ma rivedere le priorità di tutte noi è indispensabile. E farlo insieme superando tanti distinguo non proprio necessari dando spazio allo “straordinario senso delle donne per la politica” (Corriere della Sera). A un anno dall’inizio della pandemia cominciamo a capire che non torneremo come prima. E che toccherà a noi proporci come agenti del cambiamento sostenibile, come paradigma della cura, come #governo di lei. Ma non sarà facile se non abbiamo fiducia in noi stesse.

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