La sinistra 20 anni dopo la caduta del muro

postato il 8 Nov 2009
La sinistra 20 anni dopo la caduta del muro

Barbara Spinelli su La Stampa di oggi fa una ricostruzione impietosa del ruolo del Pci in Italia prima, e soprattutto dopo quella Cosa che Occhetto dovette inventarsi alla Bolognina.
Una Cosa indefinita per la necessità di ripudiare una storia che si era legittimata fino al giorno prima senza aver mai tentato un altro progetto, ad esempio un partito socialdemocratico riformatore in grado di condurre una vera opposizione che puntasse al governo per una alternanza al sistema democristiano.
I socialisti dal canto loro, stretti tra i due partiti di massa, uno sempre al governo e l’altro formalmente all’opposizione con ambizioni di compromesso storico ma in realtà al governo in molte situazioni locali, dopo il centrosinistra fanfaniano del ’62 si trovarono ingabbiati in una situazione senza uscita. Craxi tentò di imitare il modello democristiano di potere puntando a finanziamenti senza scrupoli e aprì la via al modello berlusconiano.
Il responsabile di questo ventennio in cui la Cosa ha cambiato nome ma non ha mai preso forma è per la Spinelli Massimo D’Alema, con la complicità del suo nemico di sempre, Walter Veltroni perchè entrambi avrebbero impallinato Prodi. All’ideologia mancante avrebbero sostituito la volontà di potenza.
Veltroni non è più neppure intervenuto in questo congresso che ha designato segretario Bersani, il pupillo di D’Alema. Il quale spera di andare in Europa a fare il ministro degli esteri per poi tornare, come successe a Prodi quando finì il mandato di presidente della commissione, a far vincere l’opposizione.
Gli anni passati hanno ormai fatto cadere l’esigenza di una cosa indefinita, che neanche questo PD non ha saputo definire, tant’è che perde i pezzi prima ancora del congresso.
Rutelli se ne va. Berlusconi corteggia Casini. Fini si smarca. Maroni si ribella e Bossi gli tira le orecchie. Vendola confluirà? Intanto i verdi di sinistra e libertà, sconfitti al congresso si associano per andare con lui, con i comunisti e i socialisti residui, senza sapere dove andrà.
Forse è ora di cambiare registro, di respirare aria nuova, di riprendere in mano la nostra vita e la politica per mandare a casa i politicanti.
Le prime a farlo dovrebbero essere le donne, proprio quelle che questo sistema di potere di casta non ha mai ammesso nei luoghi decisionali.
Ma le donne, dal femminismo ad oggi hanno maturato un progetto alternativo a questo sistema politico?

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