Le radici di una rivoluzione necessaria

postato il 29 ago 2017
Le radici di una rivoluzione necessaria

Le radici di una rivoluzione necessaria è il sottotitolo del libro che ho curato insieme a Franca Marcomin, presentato ad Altradimora in anteprima a giugno 2017, fresco di stampa, nel bellissimo seminario Fare pace con la terra-natura, femminismo, responsabilità, pratiche documentato nei video disponibili su www.radiodelledonne.org con le facilitazioni di Franca, la mia e quelle di Rossana Becarelli e di Antonella Cunico,  i cui interventi troverete in questo numero di Marea. Una rivoluzione bloccata, quella ecofemminista, poco dopo il nostro successo in Parlamento da esponenti verdi maschi, che hanno definito quel periodo matriarcato verde e l’hanno utilizzato per la loro carriera politica, amici dell’allora Pci e oggi PD in cui sono finiti, senza  che mai, questo partito sempre piú frantumato che ci governa, ne abbia voluto assumere il carattere di novità politica che da allora si stava estendendo in Europa e nel mondo a fine del secolo scorso.

Una rivoluzione normalizzata in breve tempo, purtroppo, ma oggi piú necessaria che mai.

Una rivoluzione nonviolenta a cui parteciparono subito femministe, molto autonome e autorevoli che rappresentavano la terza ondata dopo quella emancipatoria e quella di liberazione degli anni ’70, le cui testimonianze abbiamo raccolto nel libro L’ecofemminismo in Italia che, oltre alle autrici che hanno partecipato al seminario di Altradimora contiene i contributi di Antonella Caroli di Trieste, del cui porto è stata segretaria generale dell’Autoritá; Lucia Coppola, oggi presidente del Consiglio comunale di Trento; Anna Donati, prima donna nel CDA ferrovie e assessora a Bologna e Napoli; Grazia Francescato ex presidente dei Verdi e del Wwf; Maria Francesca Lucanto di Cosenza del Cpo della provincia  e dell’Asl; Laura Marchetti di Foggia, una dei 7 saggi del primo governo Prodi e sottosegretaria del secondo; Elena Mazza di Firenze, architetta di Archizoom; Pinuccia Montanari, attuale assessora dell’amministrazione Raggi e precedentemente a Reggio Emilia e Genova; Marella Narmucci, mia splendida collaboratrice a Montecitorio e ora del gruppo Possibile; Annamaria Procacci, ora consigliera nazionale Enpa e giá deputata segretaria del gruppo Verde; Eliana Rasera di Catania, giá dirigente locale e nazionale dei Verdi e del MLD; Edvige Ricci ora presidente di Mila donnambiente e le Majellane di Pescara; Maura Rosa di Venezia di cui è stata consigliera comunale e presidente della prima commissione donne elette; Luana Zanella, portavoce dei Verdi e presidente Accademia belle arti di Venezia.

Care amiche mie, chi ancora attivista dei verdi e tutte comunque attive nell’ecofemminismo, che avete fatto parte della mia vita in un periodo così pieno di speranze come quello che abbiamo vissuto insieme quando guidavamo il cambiamento, so che oggi siete preoccupate per l’alto tasso di violenza contro di noi, contro i migranti che scappano dai loro paesi per i disastri ambientali che vi abbiamo indotto, oltre che per le guerre che abbiamo scatenato, contro persone inermi in nome di Allah, so che siete deluse per l’arretramento dell’impegno sugli obiettivi che ci stanno a cuore a partire dai luoghi istituzionali dove si cede a lobby e interessi che stanno distruggendo il nostro pianeta e accumulando nelle mani di pochi ricchezze enormi depredate a tutti i popoli della terra, occidentali e coloniali compresi.

La ricchezza é concentrata ormai nelle mani di pochissimi con l’impoverimento dei piú, in particolare delle donne.

A rischio la vita stessa sulla terra come stiamo sperimentando in questa ultima  torrida estate, con la siccitá che obbliga al razionamento dell’acqua nella nostra capitale, mentre dall’altra parte del mondo una pioggia violenta e incessante crea morte e distruzione. Chissá se Trump capirà cosa rischiamo con la sua politica dissennata.

So che vi state impegnando per la presentazione del libro sui vostri territori: facciamone un inizio di organizzazione tra di noi che attraversi movimenti e partiti. Non perdiamoci nei contorcimenti di quella che continua a definirsi sinistra, (piú o meno radicale o di governo), ma sempre incapace di lasciare centralità ai nostri obiettivi e alle nostre prioritá che sono quelle della stragrande maggioranza delle donne e di molti uomini consapevoli della posta in gioco.

Creiamo ponti come ci ha insegnato Alex Langer, usciamo dai luoghi che frequentiamo abitualmente perché tanti aspettano che elaboriamo e proponiamo lotte e obiettivi che ci facciano convergere verso un altro mondo possibile.

Tocca di nuovo a noi.

Nel frattempo i comportamenti responsabili si sono estesi a molte giovani a cui dobbiamo necessariamente passare la nostra esperienza  Per questo sará importante presentarlo anche in scuole e università, dove c’é già l’interesse di un docente che sta valutando di adottarlo nel suo corso. Coinvolgiamo le nostre amiche accademiche e proponiamo loro di fare la stessa cosa. Facciamo sapere tutte le scadenze perché si tratterá anche di momenti di approfondimento ed organizzativi che possono dare vita ad una rete.

Tante altre voci sono presenti nel libro perché partecipanti a seminari, convegni e numerose iniziative di cui fummo promotrici alla fine del secolo scorso: Franca Fossati, giornalista di LC e Noi donne, Marina Terragni, giornalista e blogger, Rosa Filippini presidente Amici della Terra, Luisa Gnecchi, attuale deputata impegnata in Commissione Lavoro, Alessandra Bocchetti, giá presidente del Centro Virginia Woolf, Anna Finocchiaro attuale ministra per i rapporti con il Parlamento, Linda Laura Sabbadini, dirigente Istat e editorialista de La Stampa, Maria Falcone, presidente della fondazione Falcone Morvillo, Maria Berrini, ex assessora a Milano e attivista/dirigente Legambiente, Laura Conti scienziata, Rossana Rossanda, giornalista, Elvia Franco filosofa di Diotima, Manuela Fraire sociologa, Lidia Menapace, partigiana, Marina Forti, giornalista, Jutta Steigerwald e, unico uomo non a caso, Alex Langer, che con lei organizzó la prima campagna Nord/Sud contro il debito.

Ma tutte queste amiche non sono che una minima parte di tutte quelle che hanno cambiato il paradigma politico in Italia e sicuramente voi ne conoscete altrettante con cui avete lavorato negli anni passati o con cui state preparando iniziative.

Penso a chi si impegna nelle associazioni e nei movimenti ambientalisti ed animalisti, nella difesa del proprio territorio dalle cementificazioni e delle grandi opere inutili, gli inquinamenti, la messa in sicurezza degli edifici e dei corsi d’acqua, per rifiuti zero, acqua pubblica e beni comuni, per il recupero delle tradizioni e delle buone pratiche. Per l’energia sostenibile, salute del corpo e della mente. Rossana Becarelli mi dice che le donne che contrastano la politica della Lorenzin sono in questo periodo mobilitate in tutta Italia contro il decreto vaccini. Ma quante amiche hanno a cura l’alimentazione, il benessere, le relazioni rispettose e affettuose e si occupano di chi ha bisogno?

Possiamo quindi contare su formatrici in tutti i territori. Insieme a Monica Lanfranco abbiamo pronti  dei moduli formativi giá sperimentati ed adattabili ad ogni situazione. Le europarlamentari con cui siamo in contatto possono darci indicazioni per reperire fondi necessari ad un grande progetto di formazione nazionale in accordo con altri partner. La rete di Feminist Initiative che coinvolge ormai una decina di paesi europei, incontratasi da poco a Bruxelles alla presenza di Monica e Lorella Zanardo, ha chiesto di fare un incontro regionale a fine ottobre a Torino. I dieci anni di Altradimora e del Mediterranean Women’s Fund nel 2018 sono altre occasioni per potenziare la rete insieme alle risorse delle amiche di Green Italy e dei verdi: tutte voi avete reti importanti a cui collegarci. Possiamo disporre di una delle poche riviste cartacee rimaste, Marea, e di www.radiodelledonne.org

E di un luogo magico come Altradimora www.altradimora.it

Vi rendete conto che tutte insieme ritessiamo continuamente la tela di Penelope in attesa di un Ulisse che governi finalmente il nostro mondo in giustizia e libertá, sapendo benissimo che non esiste? Quando ci decideremo a esercitare un protagonismo collettivo? Lo sto predicando e praticando da allora e credo proprio che questa sia la volta buona se giochiamo fino in fondo la nostra responsabilità.

Per accedere alla pagina FB https://www.facebook.com/ecofemminismo/?ref=bookmarks

Per richiedere il libro scrivere a editrice@poligrafo.it

Per proporre presentazioni scrivere a cimalaura@gmail.com

 

 

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