L’ecologia cosa dice sui bambini?

postato il 19 Nov 2010
L’ecologia cosa dice sui bambini?

Oggi si celebra la giornata nazionale dell’infanzia che cade nello stesso giorno della votazione della finanziaria alla Camera. Così si assiste ud un grande affollamento stamane a Montecitorio tra il pubblico dell’evento organizzato dalla Commissione parlamentare per l’Infanzia e l’adolescenza che si dirige verso la Sala della Lupa e i deputati che subiscono un ritardo sull’inizio delle votazioni e si accalcano ovunque meno che in quella sala.
L’invito recita “i diritti dei minori nella prospettiva del federalismo”. E intanto in aula si tagliano i fondi ai servizi per l’infanzia, alla scuola, alla sanità, alla cultura, al welfare. Si dice che saranno gli enti locali ad occuparsi dei bambini. Naturalmente senza stanziamenti.
Mentre la presidente di maggioranza, Mussolini, ricorda che sono passati ormai quasi venti anni dalla convenzione x i diritti dell’Infanzia e ci illustra l’importante atto politico dell’essere passati dalle impronte digitali per i bambini, prima proposta di questo governo, alla semplice carta d’identità, la vicepresidente di minoranza, Serafini, elenca tutti i tristi primati che l’Italia sta collezionando in Europa o nel mondo: il più alto tasso di povertà, di dispersione scolastica, di obesi e il più basso tasso demografico. Il ministro Giovanardi sostiene che in tempi di finanziaria tutti vogliono e che di questo passo tra due generazioni i bambini di immigrati supereranno quelli che nascono da italiani. Il ministro Sacconi suggerisce di riaccorpare meglio le voci di spesa.
Nessuno denuncia che le donne italiane non fanno più figli perchè questa società non li accoglie. E’ governata da nonni che non badano di certo ai nipoti e che sperano che le nonne sostituiscano i servizi che non ci sono.
Nessuno ricorda quante donne si dimettono dal lavoro entro il primo anno di vita del bambino, vengono demansionate, trasferite e mobbizzate al rientro della maternità, non ottengono nessun aiuto, flessibilitò, telelavoro, part-time dai loro datori di lavoro e nessun aiuto dai mariti e dallo Stato. Quante donne non hanno neanche il problema della conciliazione perchè non hanno un lavoro e non si faranno una casa e una famiglia.
Penso che quest’anno l’earth overshoor day è stato il 21 agosto, giorno in cui il consumo di risorse ha superato la disponibilità e la capacità del nostro pianeta di rigenerarsi ed assorbire i nostri eccessi nel consumo di acqua, cibo ed energia e nella dispersione di inquinanti ed immondizia.
Quando iniziai a fare politica nei verdi. più di venti anni fa, a Pescara ci incontrammo sotto un bellissimo slogan: “La terra ci è data in prestito dai nostri figli”. La nostra generazione la sta voracemente consumando con un egoismo ed un cinismo che solo allora era difficilmente ipotizzabile.
Per questo i vecchi politici che si incontrano per affrontare le scadenze di bilancio o le liste elettorali da comporre non perdono troppo tempo a riflettere che le priorità politiche sono totalmente cambiate e che oggi nessuno può più parlare di sviluppo come superamento della crisi in buona fede.
Gli ecologisti giovani hanno chiarissimo che non si possono più permettere compromessi: il clima è ormai cambiato e i danni di alluvioni e frane, di inquinamenti di aria, mari e fiumi, terra e cibo rendono problematico il loro futuro.
Sanno anche per certo che nessuno li rappresenta e le leve del potere stanno nelle mani di chi spera di cavarsela finchè campa (non molti anni visto che si tratta di anziani nella maggior parte dei casi che non si occupano certo delle nuove generazioni.
L’ecologia ha sempre considerato al primo posto le generazioni future e il destino del pianeta che ci ospita.
Ora però è urgente articolare questa priorità in politiche concrete e in percorsi precisi che portino gli ecologisti a conquistare la maggioranza politica per invertire la rotta che ci sta portando in tempi più brevi del previsto verso il baratro.

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