#Lottomarzo

postato il 7 mar 2017
#Lottomarzo

Vero è che sovente le cose improvvisate sorprendono e riescono meglio di quelle preparate per tempo e con grande cura. Oggi, nella commissione comunale diritti e pari opportunità, convocata in preparazione di domani dall’amica presidente Viviana Ferrero, il mix di invitate che hanno preso la parola ha prodotto un piccolo miracolo che mi ha riportata ai bei tempi dei racconti nei gruppi di autocoscienza.

Vecchie amiche che hanno iniziato come me negli anni settanta e che continuano a curare iniziative interessanti,  quarantenni che potrebbero essere nostre figlie, #nonunadimenoTorino, investite dal loro ruolo di organizzatrici dello sciopero che sta coinvolgendo le più giovani, studentesse, ricercatrici ed educatrici , borsiste senza diritti di mutua, vacanza, maternità, congedi parentali, precarie o partitaIva, antagoniste chi più e chi meno, poche che hanno interesse o pratica di confronto con le istituzioni e i media, tanto che mentre in tutta Italia si facevano contemporaneamente conferenze stampa qui a Torino si teneva un presidio sotto la sede di Repubblica e si volantinava contestando  i media che “di fronte al dispiegarsi violento della reazione patriarcale tentano di privatizzare, familizzare, domesticare lo scontro. Le donne sono vittime indifese, gli uomini sono violenti perché folli”,  i media che “sono responsabili del perpetuarsi di un immaginario che giustifica ed alimenta la violenza contro le donne”.

La sorpresa sono state le nostre amiche non native, venute in tante a raccontarci la loro origine e a spiegarci come ci vedono. La vicepresidente di Almaterra “di famiglia matriarcale”, con un padre ” alcade ribelle” morto troppo presto e una madre forte e responsabile che la porta in Italia dove trova gli stessi problemi che le donne patiscono nella sua terra d’origine.  Joy, nigeriana bellissima, giovane mamma, nerissima, svolge il servizio civile presso la stessa associazione e si occupa di reinserire le vittime di tratta. Si commuove ricordando la tenacia e la forza di volontà delle sue ragazze, gioviali e piene di desideri rispetto al loro futuro, che le istituzioni non tengono in conto perché le vogliono incanalare forzatamente  in compartimenti stagni, verso il lavoro di cura come unico sbocco.  La sofferenza le incrina la voce quando racconta di essere spesso fermata e offesa da maschi che la considerano prostituta per il colore della sua pelle e le usano violenza chiedendole cosa pretende per le sue prestazioni.

Le due amiche di origini cinesi contente della amicizia con le torinesi: quella con più anni che lamenta come le donne non hanno il coraggio di denunciare le violenze che subiscono, la più giovane, direttrice del salone musica, contenta di poter scegliere un’altra cultura rispetto al suo paese dove 100 anni fa alle donne si fasciavano i piedi. Qui, ricorda, fino a sessanta anni fa, non potevate votare. Ma c’è più libertà di pensiero mentre in Cina c’è ancora un solo partito  e quindi non c’è democrazia. Cosciente che senza di noi l’umanità non potrebbe andare avanti, non ha intenzione di sposarsi presto come la madre e la sua cultura di origine vorrebbero.

Ma è il fascino di Lunanga, la cui origine è nella foresta subsahariana, che mi prende. Lunanga che vuole riparlare di sorellanza. Cara sorella non so come ringraziarti di avermi fatto ritrovare le mie radici attraverso il tuo racconto. Nella foresta governa il re per diritto di nascita ma non può prendere nessuna decisione senza il consenso della donna “sorgente” ci racconta. E’ lei che inizia le tredicenni ed è lei che può collegarsi al trascendente perché le donne danno la vita e la salvaguardano. Per questo sono mam anche se non madri. Ricorda le parole della bisnonna di 46 anni e della nonna “vellutata”, diventata tale a 29, che iniziava le giovani. Si chiede provocatoriamente cosa ci stanno a fare uomini in questa sala dove noi donne stiamo facendo questi racconti. Gli uomini non hanno legami con il trascendente e non possono sentire i nostri discorsi sulla vita. Ma subito dopo ricorda il padre che, quando uno dei suoi  fratelli si rifiutò di portarle il sapone mentre toccava a lei il bucato , chiamò tutti i maschi, regalò a ciascuno un sapone dicendo: ” mai più una delle mie figlie sarà una vostra serva”. E infatti lei si sorprende che noi stiamo ancora a cucinare e a tenere puliti figli che hanno superato i quindici anni.  Ci chiede: “ di quali donne parliamo? di quali cittadine e di quale società, di che colore è la nostra cultura?” Denuncia la mondializzazione che ha messo fuori gioco la cultura meticcia e l’animismo che riconosce nella donna la vera sorgente della vita.

E nel mio intervento ricordo le sue parole che hanno risuonato dentro di me e chiedo che ci impegnamo a ritornare sorgenti, insieme native e migranti, giovani, giovanissime e anziane,  occidentali, orientali e del Sud del mondo, antagoniste e istituzionali, tutte insieme, scioperando domani con le nostre sorelle di 40 paesi del mondo. Chiedo che la nostra Torino (città laboratorio dove occupammo un consultorio autogestito in ogni quartiere per imparare il self-help e l’ospedale S.Anna, la più grande clinica ostetrica europea, per discutere con medici, ostetriche e infermiere come ci si relaziona con le donne che vogliono abortire e quali tecniche si usano anche per il parto, dove le 150 ore sono state formazione femminista) ospiti un confronto politico internazionale con le donne che stanno cambiando le loro città. Questo è necessario perché oggi a Torino abbiamo eletto una giovane sindaca, diventata mamma durante la campagna elettorale, e molte consigliere trentenni come lei, e la giunta è in maggioranza di donne. E questo deve fare la differenza. Una differenza immediatamente visibile qui e anche negli altri luoghi.

Commenti:

  • Franca 8 marzo 2017

    È stata veramente una bella occasione. E preparata in tre giorni grazie a una collaborazione positiva delle donne cittadine politicamente attive e femministe rappresentanti e rappresentare. Un piccolo esempio di quello che speravamo si è realizzato. E questo anche alla particolare sensibilità di Viviana e alla nostra (tua di Anna Raffaella e mia) apertura e anche di quelle cittadine impegnate che hanno accettato l’invito di un organismo dell’amministrazione governato dai/dalle 5stelle. Un piccolo miracolo laico molto semplice che ci ha permesso di ascoltare le parole i pensieri la ricchezza di donne diverse e fantastiche. Un esempio di come questa amministrazione se guidata bene dalle donne in sintonia tra ammistratriciclo e della società civile possa produrre scambi socievoli tra donne diverse da moltissimi punti di vista , generazionale, “etnico”. Culturale e di genere. Comunichiamo lo ed esportiamolo se possibile anche in quei luoghi dove invece – forse perché numericamente prevale il maschile? – il dialogo sembra essere non tra sordi ma tra persone che non vogliono realmente ascoltarsi e collaborare.

  • Daniella 8 marzo 2017

    Questo fertile dialogo tra donne di culture tanto differenti, unite contro la onnipresente violenza maschile, allarga il respiro e incoraggia la speranza. Speriamo tra l’altro che questa rinnovata sintonia tra donne (ora in maggioranza anche nella giunta), porti anche a un ripensamento, da parte della sindaca di Torino, delle recenti decisioni riguardo agli sfratti, nei confronti dei centri sociali occupati e di costruendi centri commerciali di cui nessuno/a sente la mancanza. Talvolta la violenza maschile passa anche attraverso politiche in cui non c’è posto per solidarietà e condivisione e si privilegiano scelte “remunerative” rispetto a scelte sociali (magari lastricate dalle buone intenzioni di finanziare in seguito le scelte sociali).
    Insomma il terreno è disseminato di inciampi, perciò godiamoci la rinnovata sorellanza tra donne di tutte le età e tutti i colori, Ma senza perderli di vista (GLI inciampi), in questa memorabile giornata di sciopero delle donne.

  • Laura cima 8 marzo 2017

    CarE Franca e Daniella,
    PurtrOppo nessuna altra conSigliera era presente e neppure la sindaca che non ha mandato neppure un messaggio.
    Un vero peccato ma anche un segno di poca sorellanza e solidarieta’ con le donne della citta’ presenti in comune.
    Con FranCa siamo sempre presenti anche nella assemblea 21 il cui comunicato critica la mancanza di rispote da parte dei consiglieri con cui si e’ convocata l’assemblea e la assenza di sindaca e giunta.

  • Angelo Borghi 8 marzo 2017

    Non è solo perché Laura è una mia amica speciale, ma i suoi scritti sono chiari e prendono la pelle. E ammiro il suo perenne entusiasmo tra fatiche e preoccupazioni: lei é tenera e serena anche se vive tempeste. Per cui queste righe mi hanno fatto pensare anzitutto ai tempi delle battaglie nelle quali mi ha fatto capire molto, viaggiare con le donne, nelle donne, per le donne, cheé la nostra reale vita; poi che ancora vi è molto da faredato che in questi anni ho notato un arretramento generale: ma le presenze raccontate danno animo al cuore.

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