Nuova fase politica

postato il 29 Ago 2019
Nuova fase politica

Dunque stamani Conte riceve l’incarico ufficiale da Mattarella, a cui va tutta la nostra gratitudine per aver guidato con saggezza e fermezza questa surreale crisi di ferragosto, maturata negli stabilimenti balneari e sui siti che, tra selfie e dichiarazioni a pioggia, hanno sostituito le conferenze stampa.

Di Maio e Zingaretti cercheranno di ricucire le fratture dei loro partiti, conseguenti alla scelta di provare a fare un governo insieme dopo anni di insulti reciproci. Calenda se ne è andato, non si sa se a casa o dove. Di Battista e Paragone non sono riusciti a ritornare all’alleanza con Salvini e l’ultimo dice che darà la fiducia solo se all’economia ci sarà uno come Fassina, purchè sovranista anche se di sinistra. La piattaforma Rousseau dovrebbe rappresentare la decisione della maggioranza, e per la prima volta si intreccia con l’iter tradizionale delle consultazioni con imbarazzo generalizzato anche tra i fondatori, perchè questa volta, a differenza di un anno fa all’epoca del contratto per il primo governo Conte, le divisioni partono dall’alto. E Di Maio fatica a mantenere la guida indiscussa. Grillo gli ha già fatto capire che deve rinunciare anche ad essere vicepremier, magari accontentandosi di essere un sottosegretario, perchè i ministri, se tecnici come propone, non diventerebbero bersaglio facile per Salvini come lo sarà lui trascinando nelle polemiche il movimento/partito che Di Maio non ha avuto tempo di riformare in modo più malleabile.

Salvini ormai sembra un disco rotto ed ha perso il 5% dei consensi da quando ha sfiduciato Conte chiedendo di andare subito alle urne. Berlusconi ha ripreso fiato, anche se con Mattarella ha scambiato la parola giustizialista al posto di garantista e ha dovuto farsi correggere dalle sue badanti Gelmini e Bernini. Meloni minaccia manifestazioni di piazza contro un governo che non c’è ancora. Loredana De Petris, presidente del gruppo misto, ha dato invece il via ai si a questo governo, scatenando amici di sinistra contro il suo partito, Leu, che sarebbe stato acritico a differenza dei radicali con la Bonino che avrebbe fatto una dichiarazione post consultazione più cauta.

Gerlmini, Bernini, Loredana De Petris, De Micheli e Bonino. Le uniche donne che hanno avuto visibilità in queste consultazioni, insieme alla presidente del raggruppamento delle autonomie locali che, insieme a Leu, garantirà i voti alla per ora risicata maggioranza al Senato di questo governo. Tutti i parlamentari avranno tirato un sospiro di sollievo perchè in un anno gli equilibri politici e le regole grilline dei due mandati non avrebbero più permesso la loro ricandidatura ed elezione. Anche molte di noi hanno preferito il rischio di questo governo di cui non si sa quali saranno le scelte politiche fondamentali perchè le elezioni che avrebbero regalato “i pieni poteri” a Salvini, che era certo di ottenerli, ci avrebbero portate ad un governo così contro di noi, che Pillon e Fontana, insieme alla terrificante sostituta Locatelli, ci sarebbero parsi dei riformisti.

Abbiamo detto delle poche donne che sono comparse al Quirinale, non so che dire di deputate e senatrici di cui non ho sentito dichiarazioni, e tanto meno interviste. Solo uomini di tutte le età e tendenze a cui venivano richieste considerazioni in corso d’opera. Per quanto riguarda il movimento delle donne ho visto, e sottoscritto, una dignitosa richiesta della rete di parità al Presidente della Repubblica, che abbiamo sottoscritto anche con la nostra associazione su invito della nostra socia fondatrice Donatella di donne in quota ed un’altra arrivata dopo, simile ma più radicale di amiche più di sinistra (Brignone, Cirant, Di Sisto, Falcone, Kock, Muroni, Pellegrino, Prodi ed altre). Rimbrotti da Alessandra Bocchetti e proposta di candidatura a premier di Mariana Mazzuccato “una economista giovane, bella e competente con quattro figli” che non aveva ovviamente nessuna chance. Mi sarebbe sembrato poco opportuno sostenerla bruciandola. Chi l’ha lanciata in rete potrebbe lavorare con chi di noi la apprezza, per farla conoscere, e preparane un lancio più serio in futuro. Non so da chi sia partito il lancio a premier della vicepresidente della Corte Costituzionale Cartabia, anch’esso peregrino, e se entrambe abbiano qualche possibilità e voglia di partecipare o collaborare con il governo che si preannuncia.

Non so se Ilaria Saggese, che mi rimbrotta in un commento, ben diversamente da Alessandra con cui mi confronto affettuosamente da decenni, ha preso le iniziative produttive che pretende da me, oltre pulire le spiagge e accogliere migranti che spero lei faccia, nè le giovani donne a cui accenna come sostitute della nostra generazione senza nominarle (di Nudm?) e che non so se si sono accorte che c’è stata la crisi. Nella mia lunga vita di ecofemminista non ricordo un’emarginazione, subita o voluta, così pesante.

Mi conforterebbe molto sapere se ci sono altre voci collettive di donne che non mi hanno raggiunta, ma hanno avuto un qualche peso a differenza di me e di noi che siamo fuori dalle istituzioni e neanche in grado di farci sentire con il movimento e i movimenti che frequentiamo. Aspetto vostre considerazioni e nel frattempo sono contenta di aver ricevuto l’invito a presentare il nostro libro sull’ecofemminismo da donne in contatto con Sil e Legendaria, e anche con Legambiente.

Pubblicato in: Donne, Istituzioni, politica,

Commenti:

  • Lorella Marini 30 Agosto 2019

    È sempre più necessario cercare e trovare visibilità in questa società italiana che continua a mettere le donne in un cantuccio. Questi giorni convulsi, come giustamente noti, hanno mostrato il solito parlamento in giacca e cravatta con poche donne in un ruolo assolutamente secondario. La nostra società italiana è retrograda e radicalmente maschilista e le donne si sono adattate, quasi rassegnate. Ma un’inversione di tendenza, ne sono convinta, è possibile e deve passare tramite una rappresentanza femminista in politica. Non c’è altra strada.

  • Ilaria Saggese 3 Settembre 2019

    Nessun rimbrotto, cara Laura Cima, ma un parere diretto come quelli cui Lei evidentemente non è abituata. La sua risposta esprime più un sentimento di “lesa maestà” che dimostra quanto poco sia abituata a confronti “alla pari” per quanto critici, ma si rapporti alle altre come leader (di un movimento che non c’è) dando endorsement o meno a tutte le giovani figure femminili di spicco che appaiono sulla scena internazionale.
    Per quanto riguarda le mie azioni produttive (di cui dà per scontato io non abbia intrapreso) non si preoccupi, sono molto più attiva di quanto Lei non pensi. Colgo invece l’occasione per girarLe anch’io lo stesso quesito di coerenza: e Lei ha aperto la Sua casa ai rifugiati? Si dice ecofemminista, ma come incide sulla tutela dell’ambiente? È forse vegetariana per evitare gli allevamenti intensivi (oltre alla questione etica)? Evita di prendere l’aereo nei suoi viaggi intercontinentali di cui racconta? Ha un’auto ibrida? Evita l’uso della plastica? Diversamente mi scusi.. Non si può parlare del nuovo riproponendo una pratica politica quotidiana che appartiene al vecchio paradigma… Coerenza e rappresentatività sono i valori cui le nuove generazioni si rivolgono. Ha nominato Nudm (diversamente da me) probabilmente per quanto siano lontane da alcune posizioni politiche fondamentali anche per me riconosco nel movimento senz’altro più coerenza e rappresentatività di quanto non lo sia il vostro gruppo di donne (mi lasci indovinare) impegnate e di buona famiglia, con un marito rispettabile e un buon posto di lavoro (o forse non ne hanno neanche biaogno dato che ci pensa il buon marito). Un gruppo di estrazione medio-borghese, che fa politica e reclama il nuovo incarnando però ancora i valori di una società che ritiene superata. Un po’ troppa confusione mi pare. Queste forse alcune delle ragioni del vostro non “essere in grado di farci sentire” dal movimento, oltre che dalle figure femminili istituzionali.
    La saluto, stia bene.

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