Politica: pratiche maschili e aspirazioni femminili

postato il 27 Set 2013
Politica: pratiche maschili e aspirazioni femminili

Ad Altradimora a Caranzano ci siamo ritrovate a discutere in un seminario di tre giorni su Politica: sostantivo femminile. Comune l’esigenza di un progetto che leghi differenti realtà, appartenenze e esperienze in una trasversalità finalmente concreta e utile ad entrare nel piatto della politica italiana che, ogni giorno, ci regala nuove trovate di partiti e leader impegnati a guardarsi l’ombelico e a salvarsi il fondoschiena in un paese che, dagli anni novanta, non fa che accumulare record negativi e, dall’ultimo Berlusconi, con Monti e Letta, grazie anche alle grandi intese volute dal Nostro Presidente, è precipitato in una crisi che pare ormai irreversibile.
Si dice giustamente che abbiamo la classe partitica (non possiamo più chiamarla politica perché non sanno neppure cos’è) che ci meritiamo.
Fino a poco tempo fa noi donne potevamo indignarci con i maschi che riempivano Parlamento e governi nazionali e locali,che facevano il buono e cattivo tempo nei partiti, e prendercela poco con le donne che stavano nelle istituzioni perché erano così poche e così poco aiutate dalle donne organizzate politicamente e femministe del movimento, da difficilmente riuscire ad invertire una rotta verso lo sfacelo, anche l’avessero voluto.
Oggi le cose però sono cambiate con un parlamento che ha molte giovani donne elette, abbandonate per lo più al loro destino dalle organizzazioni di donne che le hanno volute là. Oggi, dopo due anni di esperienza nei consigli e nelle giunte dei sindaci arancioni, al 50% di donne o quas, si può anche tirare un bilancio. Sono riuscite a farsi valere? Stanno cambiando la politica nelle città? Sono state capaci di creare forti relazioni con le donne che le hanno votate e appoggiate per entrare in giunta là?O la presenza femminile è ricondotta rapidamente alla logica di potere e partitica maschile?
Di questo mi sarebbe piaciuto discutere a Paestum perché le premesse su cui ci siamo confrontate nel primo incontro Primum vivere dovevano portarci a capire se le nostre politiche stavano incidendo nel cuore della crisi.
Si discuterà di tanto altro, sicuramente importante dopo un anno di femminicidi sempre più feroci, ma la scena simbolica la lasceremo tutta agli uomini ancora una volta.

Io voglio ancora portare alla luce comportamenti di leader, questa volta non così indiscussi, di sesso maschile. Dal Papa e Napolitano ora voglio raccontarvi qualche briciola di politica che riguarda la mia città.
Una giunta al 50% o quasi, il tentativo di relazionarci alle assessore che desideravano confrontarsi con noi (molto poche in realtà) e gli ultimi avvenimenti successi nel periodo estivo e che si trascinano ancora oggi.
Mesi di assessore sbattute sulla cronaca cittadina dei giornali in vista un un rimpasto di cui nessuno, eccetto gli addetti ai lavori, capivano il significato politico. Mai a discutere del loro lavoro e delle loro iniziative ma una spada di Damocle sulle loro teste. Naturalmente né il sindaco né i consiglieri hanno mai discusso con le interessate di queste voci prontamente raccolte dai giornalisti che trovano succulente ormai solo le notizie e i pettegolezzi di scontri presunti che non hanno nulla di politico.Propongo di scrivere una lettera di protesta al sindaco e ai capigruppo e il Collettivo Civico delle donne concretizza l’iniziativa.
A fine luglio, quando si stava andando in ferie, il rimpasto si realizza brutalmente dall’oggi al domani cacciandone una senza spiegarle il perché (vedi caso quella che aveva le deleghe alle pari opportunità ) ad una seconda, il capogruppo del suo partito soffia la delega pesante, quella Urbanistica, mentre lei stava tentando di riformare pratiche clientelari che avevano tenuta ferma ad esempio per più di un decennio la commissione edilizia e la si mette con le sue periferie, i suoi giovani a integrarsi anche con le donne, come è giusto essendo donna. Nel frattempo l’assessora all’istruzione viene perseguitata anche lei dal suo capogruppo, di un partito diverso. Che anche lui voglia diventare assessore al suo posto.
Di queste cose abbiamo discusso ieri sera, insieme alle due assessore che hanno voluto partecipare, naturalmente insieme atutte le iniziative in cantiere per il 25 novembre, tanto più urgenti visti i continui femminicidi e le violenze sessuali spesso non denunciate dalle donne con un bel progetto che le invita a fare coming out.
Che sia ora cha anche le politiche lo facciano rispetto alle violenze che subiscono nell’esercizio della loro funzione, addirittura da loro compagni di partito?

Pubblicato in: Donne, Europa, Istituzioni, Lavoro, politica,

Commenti:

  • stefania doglioli 28 settembre 2013

    in effetti laura io non ci avevo pensato ma una testimonianza sulla violenza delle dinamiche di partito il 25 novembre mi piacerebbe in mezzo alle altre!

  • germana buffetti 28 settembre 2013

    credo che tu abbia ragione.Non ho potuto fermarmi fino ala fine dell’incontro , ma quello che ho sentito o che sapevo (ad esempio per Mariagrazia Pellerino)mi basta per dire che non è davvero sufficiente per una donna essere eletta o “scelta” perchè possa cambiare la scena politica. Ci vuole un sostegno e un continuo confronto con chi le ha votate.E in ogni caso un confrono “di genere” e la valutazione del buono che magari si ottiene mettendoci in gioco come donne.

  • Mariagrazia 30 settembre 2013

    La tua analisi e’ giusta e condivisibile; quanto all’azione politica a mio avviso occorre considerare che molti ma anche molte, cittadine o altre donne nei partiti o nelle stesse istituzioni, si fanno trascinare dalle strumentalizzazioni agite dai maschi sulle donne in politica.
    E a volte senza alcuna consapevolezza. Percio io credo che noi donne dobbiamo prendere parola pubblicamente e denunciare insieme queste violenze, questi attacchi. Oggi in consiglio comunale si discuterà di me non della mia politica, ed e’ una donna che presenta la mozione di sfiducia nei miei confronti.
    Quanta sofferenza mi ha portato questa esperienza dove non ho visto la mia politica riconosciuta e giustamente discussa ma ho visto agire molto bene il potere separato dalla politica. Percio se volete godere della rappresentazione vi invito a venire oggi al consiglio comunale dalle 15. Mi sentirei meglio

  • Laura cima 30 settembre 2013

    Mariagrazia e germana, dobbiamo affrontare politicamente le pratiche maschili per smascherarle. Non è facile stamo appena iniziando. La via indicata da Stefania mi sembra utile ma non basta.il nodo e che partiti e gruppi sono in mani maschili

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