Qualche considerazione su clima, migranti e donne

postato il 18 Nov 2018
Qualche considerazione su clima, migranti e donne

Sui cambiamenti climatici, rimando al post precedente. Quello che voglio ricordare qui è la preoccupazione che ho vissuto in Liguria, in questi giorni di vento e pioggia incessanti, di mareggiate distruttive, frane, strade dove si aprono voragini in cui precipita l’auto, o la bici, su cui viaggi, alberi divelti e caduti sulla strada di casa, e il pensiero incessante dei morti trascinati dal fango, come nella villetta abusiva dove due famiglie festeggiavano un compleanno in Sicilia. Intanto si rincorrono le immagini degli alberi sradicati nel nordest che si riversano nell’invaso ricoprendolo, più di quattro milioni che svuotano intere foreste dolomitiche, rendendole fragili rispetto a valanghe e frane e, dall’altra parte dell’emisfero, la tragedia degli incendi senza tregua in California dove intere città bruciano, centinaia di persone muoiono, sono ferite gravemente e disperse, perdono tutto e sono sfollate. Una siccità di cinque anni che non perdona. Da noi, gli incendi di depositi di rifiuti e di rifiuti non raccolti di conseguenza si diffondono dalla terra dei fuochi in tutto il paese. Salvini promette in Campania un fiorire di inceneritori e fa infuriare il suo pari Di Maio: il governo questa volta traballa nuovamente sui rifiuti, dopo i fanghi da depurazione inquinanti da usare come concimi e i condoni concessi con il decreto Genova. Nella manovra finanziaria nulla per fronteggiare i cambiamenti climatici ma lo scontro politico si concentra su questioni ambientali. La Francia immobilizzata dalla rivolta contro le tasse sulla benzina che Macron, in caduta libera, voleva in parte usare per il rilancio delle energie rinnovabili.  Difficile vivere tranquilli e confidare in una qualche rivoluzione che ci salvi.

Sto leggendo un bel libro del ’92 di  Diane Ackerman, “Storia naturale dei sensi”, che consiglio per ritrovare come l’ecosistema del nostro corpo sia immerso in quello che ci circonda: “non c’è il modo di capire il mondo se prima non lo scopriamo con il radar dei nostri sensi” cominciando dall’odorato, risvegliato dal respiro, quell’atto duplice che ci accompagna dalla nascita, quando inspiriamo la prima volta, alla morte quando espiriamo buttando fuori la vita. Immergerci nella natura con tutti i nostri sensi ci rigenera proprio per questo, ed è il modo migliore per ritrovare l’armonia con l’ambiente che ci circonda e in noi stessi, riscoprire tutto ciò che rischiamo di perdere rinchiusi nelle nostre città, nelle nostre case, nelle nostre cucce calde. Vita e morte. Bellezza, emozioni, relazioni e speranza nel futuro. I bambini, che non facciamo più nascere, e i migranti, che attraversano deserti e mare per sopravvivere, potrebbero aiutarci a ritrovare la voglia di un futuro migliore.

Ieri a Torino l’Anpi ha dato le tessere onorarie a due resistenti che sono ormai un simbolo per tutte e tutti noi: Mimmo Lucano e Ilaria Cucchi. Di Riace e del suo sindaco perseguitato perchè ha dimostrato che l’interazione tra nativi e migranti abbiamo ricordato anche in Liguria la soluzione sperimentata con successo di convivenza rispettosa e capace di rilanciare borghi abbandonati rispettando l’ecosistema e non cedendo ai ricatti della criminalità organizzata. Sia a Pietra Ligure che a Finale, comune che ha già aderito a Re.Co.Sol, la rete dei comuni solidali che raccoglie anche associazioni interessate alla solidarietà, con l’aiuto di Roberta Ferruti e di Guido Viale, abbiamo discusso con i ragazzi accolti negli Sprar che la nuova legge sulla sicurezza chiuderà come vuole Salvini, con i mediatori culturali, operatori e cooperanti, attivisti e volontari, con i sindaci e gli assessori competenti. Le pari opportunità acquisiscono spessore e si arricchiscono di esperienze con i migranti. Questa è la via aperta dall’ecofemminismo dal secolo scorso. Ricordo tra le altre, la campagna Nord/Sud, promossa da Alex Langer quando era europarlamentare, che mise in discussione il debito illegittimo per la prima volta. Oggi Attac e CADTM hanno iniziato a mettere in discussione a fondo i debiti in cui sono immersi i comuni, anche a causa dei derivati, e vertenze importanti si sono aperte al riguardo, a Torino grazie al lavoro straordinario di tre donne: Mariangela Rosolen e Paola Ceretto del Forum Acqua con Maria Cariota di Salviamo il paesaggio. Pensate quante risorse potremmo utilizzare se non si dirottano verso banche e finanza, per supportare i servizi e il lavoro delle donne, interagendo con i migranti a prevenzione di dissesti e calamità. Per realizzare subito quell’altro mondo possibile che aspettiamo da una vita! Questo è il mio impegno costante dagli anni Settanta, con il femminismo che travolge e apre nuove vie ed esperienze ai movimenti di liberazione del Sessantotto e con l’ecologia che mi impegna anche nelle istituzioni.

 E’ appena uscito il libro curato da Franca Balsamo “Sessantottine” che raccoglie le testimonianze di una ventina di amiche torinesi in quegli anni , da Lidia Ravera a Elisabetta Donini, Vicky Franzinetti, Laura DeRossi e anche la mia. La vicenda di Ilaria Cucchi, la sua determinazione accompagnata dal rispetto verso le istituzioni, nonostante lo Stato con l’arma dei carabinieri siano responsabili della morte del fratello e dei vergognosi depistaggi, mi sembra simbolica della presa di coscienza drammatica a cui le donne sono costrette oggi. Ieri Ilaria l’ha detto chiaro nel suo sobrio intervento. Dignità e sobrietà mi sembrano la chiave del protagonismo femminile che si sta facendo sempre più strada per responsabilità. In Italia ci aspettano molte sorprese. Basta assecondare desideri e rispondere a bisogni con il senso del limite che ci caratterizza. Con lo sguardo globale che abbraccia tutte le nostre sorelle, perseguitate, stuprate e picchiate ovunque. Uccise nei modi più terribili, davanti o con i figli da chi raccontava di amarle. Per dire basta a tutte le violenze e le guerre, i razzismi e le ingiustizie, per salvare noi, il nostro pianeta e le speci che lo abitano.

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