Questioni del femminismo di oggi

postato il 10 gen 2018
Questioni del femminismo di oggi

Alla casa delle donne di Torino c’è stata una bella discussione con Marie-Jo Bonnet, introdotta da Margherita Giacobino che ha fatto una breve presentazione del suo impegno femminista ed omosessuale e del suo lavoro di teorica e storica. Marie, che ha prodotto molte pubblicazioni di cui abbiamo potuto, nella serata, avere un interessante panorama e l’anticipazione dell’ultima che uscirà tra poche settimane, è entusiasta del movimento #Metoo che in Italia non ha avuto molte sostenitrici, anche inibito come è stato dalle pesanti accuse di opportunismo ad Asia Argento, avanzate con molta aggressività da Luxuria, una trans che ha sempre avuto molto accesso ai media. Che poi dopo un mese si sia ravveduta e abbia chiesto scusa pubblicamente, ormai il danno di svalutare con Asia un intero movimento, era stato fatto. Ieri ho pubblicato su FB il discorso della giornalista Oprah in occasione del Golden Globe e oggi ho dovuto leggere la dichiarazione di Catherine Deneuve che ci riporta indietro. Forse sarebbe il caso di aprire un bel dibattito costruttivo anche in Italia.

Marie-Jo ieri denunciava la situazione paradossale di oggi rispetto al femminismo: da una parte la presa di coscienza a livello di massa, e con un forte impatto sui media, rappresentata da #metoo, ma anche dai miglioramenti raggiunti da molte donne nel sociale e, dall’altra, la sostituzione avvenuta nel linguaggio di alcune parole simbolo: donne con gender, madre con gestante, e la cancellazione dell’immaginario, del corpo in nome dell’uguaglianza ideologica tra le sessualità. Il matrimonio, denunciato da femminismo come il primo strumento di oppressione delle donne, è ora rivendicato come diritto dal movimento Lgbt e queer che dissolve il femminismo e, non differenziando, cancella la donna. Un’ altra parola cancellata è sorellanza che, insieme alla presa di parola  che toglieva la censura su di noi, ora ripresa con forza da #metoo, ci da forza, unisce la singolarità alla coscienza collettiva e si costruisce sull’emozione di sentirsi insieme, quindi su qualcosa di emotivo e positivo che lascia spazio all’inconscio, all’immaginario e ai sogni.

Una società che non si trasforma più usa ed abusa del prefisso trans. Gender che ci cancella e il maschile che prende il potere nel femminismo attraverso il movimento Lgbt, diventato molto forte dai tempi della lotta contro l’Aids quando ha imparato ad usare metodi di lotta vincenti come i gay pride che sono ora più frequentati delle manifestazioni femministe. Provate a pensare che significato ha dire cosa desidera un genere, anziché una donna o un uomo: si è fatto diventare il sesso un fatto performativo. Non si può negare un dato visibile che esistono due sessi: le teorie che negano la differenza di sesso affermano il dominio e l’oppressione, negano l’inconscio che è il contropotere che abita dentro di noi. Dobbiamo affermare il pensiero della differenza e dell’alterità che è vita, mentre negarlo porta alla morte e all’affermazione di un transumanesimo e un transliberismo, ad un materialismo distruttivo come quello che induce a pretendere come diritto l’utero in affitto e le biotecnologie della riproduzione . All’uomo con i chips sotto la pelle nell’illusione di essere eterno. Al racconto dell’ancella, alla predazione. Le molestie sono predazionea cui dobbiamo contrappore la sorellanza, la presa di parola, la vita interiore, il silenzio e la meditazione. Respingere con forza l’accusa di essere omofobe.

Il dibattito articolato che si è sviluppato anche durante l’intervento ha messo in luce la necessità urgente di un confronto pacato e non cattedratico in cui Marie-Jo ha un po’ teso a scivolare, pur usando il suo linguaggio molto semplice, chiaro e non accademico. Come ho fatto rilevare non dobbiamo metterci le une contro le altre ma piuttosto fare emergere i disagi che ci sono anche rispetto al contenuto del Piano di Nudm, come ha fatto rilevare pacatamente, ma senza compiacimenti, Luisa Muraro. E alle giovani amiche di Ndum chiedo pazienza ed ascolto, presa di parola e coraggio ad esporre le proprie convinzioni senza pretendere di uniformare tutte le nostre diversità.

Commenti:

  • ghermana 10 gennaio 2018

    molto interessante. purtroppo non ho potuto partecipare all’incontro ma seguo il dibattito e quanto dici merita riflessione e confronto

  • Daniella AMBROSINO 10 gennaio 2018

    E’ un terreno accidentato su cui è molto difficile inciampare. personalmente non ero entusiasta di Metoo, ma l’avversione RANCOROSA – anche da parte di V. luxuria – contro Asia argento, che aveva avuto il coraggio di dire che non aveva avuto il coraggio, mi ha fatto ricredere. Il rischio di confondere un corteggiamento importuno e maldestro con la molestia e la violenza sessuale – di cui parlANO DENEUVE E le altre – NON è PARAGONABILE AL RISCHIO ASSAI PIù PROBABILE E CONCRETO DI FAVORIRE L’ABUSO SESSUALE SOPRAFFATTORIO CHE MOLTI UOMINI IN POSIZIONI DI POTERE (GRANDE O PICCOLO) HANNO INTERESSE A FAR PASSARE PER CORTEGGIAMENTO.
    SUL VERSANTE DEL GENDER, ALTRE DIFFICOLTà: CERTO UN UOMO E UNA DONNA NON SONO UN GENERE, CERTO LE DONNE NON POSSONO ESSERE RIDOTTE dalle biotecnologie A SEMPLICI organi RIPRODUTTIVI , MA MI SEMBRA un errore ENTRARE IN CONFLITTO FRONTALE CON IL MONDO LGBT E PENSARE addirittura CHE TRAMITE ESSO IL MASCHILE stia PRENDendo IL SOPRAVVENTO NEL FEMMINISMO e ne espella le donne. C’E’ ancora molto da approfondire e discutere, evitando troppo facili equazioni, ma NON DOBBIAMO DIMENTICARE CHE LA VIOLENZA DI GENERE ESiste ed opprime molte persone (anche biologicamente donne) e che le donne storicamente oppresse dai maschi non possono non comprendere e condividere il desiderio di sottrarsi a ruoli di genere imposti.
    Dunque condivido l’invito di laura al confronto e al manifestare francamente tutte le proprie perplessità e le sensazioni di disagio, ma pacatamenyte e con pazienza, senza atteggiamenti accusatori nei confronti dei/dellE lgbt

  • Laura Di Mascolo 10 gennaio 2018

    Grazie per le informazioni. mI FA MOLTO PIACERE CONSTATARE CHE, COME ANCHE AFFERMATO NEL DOCUMENTO DELL’ULTIMO CONGRESSO DI ARCILESBICA, SI SENTA LA NECESSITà DI RIPRENDERE UN DISCORSO SULLA DIFFERENZA FEMMINILE. GRAZIE.

  • ilaria 11 gennaio 2018

    Finalmente confronti civili e costruttivi che promuovono ascolto tra donne e soprattutto rimettono al centro le vere questioni. Grazie.

  • lagendadelledonne 17 gennaio 2018

    Ragionamento perfettamente lineare eccetto che la chiosa finale: Nudm non ha nè autorevolezza, nè può ritenersi autoreferenziale rispetto alle vere ed autentiche istanze delle donne, men che mai con quel “piano antiviolenza” più assimilabile ad un calderone misto di tutto e niente. Tenuto conto che sono proprie di Nudm tutte le argomentazioni, che invece la Bonnet contesta tramite questo articolo scritto da L. Cima.

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