Realtà fantascientifica

postato il 13 Mar 2020
Realtà fantascientifica

Non pareva vero a tutti i maschilisti frustrati di sfogarsi contro una capa e ribadire che le donne non sono adatte. Questa lettera che la Lagarde avrebbe scritto a Macron che sta circolando, che ha ripreso anche Fff, ne è un esempio. Sapevo che sarebbe successo immediatamente. Ieri mattina quando ho scritto sul mio diario volevo mettervi in guardia. Commentate quel che succede del nostro punto di vista ecofemminista

Monica Lanfranco ci invia ogni giorno su www.radiodelledonne.org il suggerimento di un libro di un’autrice, in genere di fantascienza, e ci invoglia a procurarcelo leggendoci un brano con la sua bella voce, calma e profonda. Descrive sempre realtà distopiche, un po’ angoscianti che si adattano perfettamente alla realtà che stiamo vivendo.

Eppure noi di iniziativa femminista, deluse dalle elezioni europee perchè Soraya Post non è stata confermata e da quelle nazionali in Spagna, dove nessuna nostra candidata è stata eletta, stavamo lanciando l’invito a responsabilizzarci con #governodilei, a partire dalla bella riunione milanese di qualche mese fa di cui abbiamo parlato e da cui è nata una rete. Leggendo questa estate Herland, la bella utopia di inizio novecento della Charlotte Perkins, insofferente per il sistema politico maschile che ci affligge da tempo in Italia e non lascia spazio alla cultura ecofemminista, ho desiderato di uscire dalla frustrazione e mi è venuta voglia di proporre un governo diverso, ancora utopico, che potesse però diventare una realtà per cui lavorare in tante, attraverso generazioni diverse, a partire da quella di inizio secolo scorso. E’ piaciuta e stavamo lavorandoci. quando è iniziata questa pandemia terribile.

E’ difficile lavorare a realizzare un’utopia in questa situazione. E meglio si adattano racconti distopici di cui la fantascienza ecofemminista è ricca. L’ansia, la paura, la malattia, le morti, la fatica della cura e la preoccupazione per chi amiamo sono la quotidianità che sta cancellando in pochissimo tempo la vita a cui eravamo abituate. Non sappiamo quanto durerà ma siamo conscie che nulla sarà più come prima come ho scritto nel post precedente. Troppo attenta a scambiare consigli, approfondire impressioni, aiutare chi è in difficoltà ieri sono stata ricacciata nel patriarcato egoista e predatore da una donna, una capa che conta, Christine Lagarde, capace con sette parole di creare scompiglio nelle borse, alzare lo spread e far perdere centinaia di miliardi. E così, appena sveglia, ho scritto quello che pensavo su fb e che in molte avrete già letto. Lo incollo qua perchè mi piacerebbero riflessioni nei vostri commenti, più approfondite delle reazioni immediate sul mio diario. Questa gaffe, o dipendenza totale dalla Bundensbank come dirà qualcuno più tardi, resterà pieta miliare su cui far leva verso il cambiamento perchè, ripeto, chi crede di essere la Lagarde? Un marziano? Ma che potere ha un capo, che essendo donna avrebbe dovuto rendersi conto che in una situazione pericolosa e dolorosa come quella che stiamo vivendo in questi giorni il suo ruolo andava messo in discussione in modo empatico e non difeso in modo stupido, cosi che ci fa rimpiangere un banchiere come Draghi. Dunque chi presiede vertici bancari mondiali e europei puo’ essere cosi’ ottuso da non rendersi conto che nulla puo’ essere piu’ come prima, ne’ l’istituzione che guida e ne’ tantomeno il suo ruolo e che mettere in discussione questo sistema assurdo comporta empatia prima che intelligenza razionale, creativita’ e non ripetitivita’ che ora non e’ piu’ rassicurante ma distruttiva, come e’ stata. E cosa si aspetta a chiudere le borse? E quando la Lagarde si vergognera’ di non essere piu’ capace di essere all’altezza del suo sesso? Si tendera’ conto di essere diventata un automa da riprogrammare perché non e’ neppure più utile alla casta dei banchieri e tanto più dannosa per tutte le donne che si stanno impegnando senza sostegni ed aiuti perché la vita continui e questo sistema assurdo e disumano cambi.

Pubblicato in: Ambiente, Diritti umani, Donne, Europa, politica,

Commenti:

  • Laura Inantalupo 16 Marzo 2020

    Da donna che non ha una storia specificamente femminista ho sempre visto due problemi principali:
    – le donne che utilizzano modelli maschili perché è più facile (e allora hai le donne che ti dicono che gli serve un’assistente e però deve avere meno di 25 anni o più di 40)
    – il femminismo che esclude per cui tutti gli uomini sono nostri nemici (e so che questo non piacerà a molte).
    Quando ho avuto responsabilità, poche volte in verità ma non sono mai stata interessata alla carriera per via della mia storia familiare, ho sempre applicato un modello diverso ed anche oggi che lavoro in un ambiente molto maschile ho notato che un approccio diverso, se utilizzato con autorevolezza, magari anche centellinando le proprie competenze se in un determinato ambito non sono riconosciute, funziona.

  • Laura cima 16 Marzo 2020

    Grazie Laura, piu volte mi hai ricordato di non essere femminista e di patire le donne in carriera. Mi piacerebbe che tu, come hai fatto altre volte, scrivessi un pezzo in cui ci spieghi in cosa si differenzia il tuo metodo quando hai responsabilita’ cosi ci aiuti e ci confrontiamo concretamente

  • Laura Incantalupo 17 Marzo 2020

    Certo, volentieri. Al momento io sto continuando a lavorare ma fortunatamente in piena sicurezza. Trovo il tempo e metto giù qualcosa. Grazie per la fiducia.

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