Ricordando Miriam Makeba, una donna eccezionale

postato il 11 Nov 2008
Ricordando Miriam Makeba, una donna eccezionale

Mi piacerebbe morire come lei: cantando per la libertà, contro la violenza, per un sogno.
Era stanca ma non ha mai ceduto in tutta la sua vita. Ha subito repressioni ed esilio per riscattare il suo popolo, per farne emergere l’orgoglio delle origini e della lingua, per denunciarne l’oppressione da parte di quella classe bianca arrogante che, in nome dell’apartheid, l’ha cacciata, ha distrutto i suoi dischi, ha annullato i contratti in America, ha imprigionato il leader politico nella sua patria, Nelson Mandela, ha perseguitato negli USA il marito Stokely Carmichael, leader delle Pantere Nere.
Era stanca e malata ma ha voluto esserci a Castel Volturno dove la camorra ha ucciso sette africani, dove minaccia la vita di Roberto Saviano che ne ha denunciato nomi e organizzazione nel suo Gomorra.
Aveva portato a termine il concerto ma ha voluto ancora cantare una volta quel Pata Pata, richiesto a gran voce, e su cui sono cresciute lotte di liberazione in tutto il mondo.
Non ha mai voluto entrare in politica ma la sua voce e la sua musica sono stati eccezionali strumenti di lotta.” la potenza delle sue note le conferisce cittadinanza universale e fa diventare il Sudafrica terra di tutti” scrive oggi Saviano su La Repubblica.
Sono stata molte volte nella sua città natale, Jo’burg: anche ora che il Sudafrica è politicamente libero resta una città molto violenta, con i suoi ghetti nuovi cresciuti come funghi dopo che Soweto è stata integrata, con il suo ospedale di 9 kmq in cui gli ammalati di aids non hanno medicine per curarsi, con le giovani vergini che sono state contagiate e stuprate perchè così si racconta che si guarisce.
Ci lascia un forte messaggio di speranza morendo: il nuovo presidente degli USA oggi ha le sue radici in un Africa sempre più disperata, dal Congo al Darfur e alla Somalia, e forse la sua attenzione sarà più alta di fronte a queste tragedie.
In Italia, nella nostra Soweto massacrata dalla camorra, non facciamo esiliare Saviano e continuiamo, come ha fatto lei, a lottare contro violenza e sopraffazione.

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