Riflessioni sul documento di Alba

postato il 20 Ago 2014
Riflessioni sul documento di Alba

 

Pubblico sul mio blog le considerazioni che ho inviato sul profilo FB di Nuovo Soggetto Politico in vista della riunione del 30 Agosto a Roma dei 221 che si sono proposti per il coordinamento nazionale perchè non le vedo comparire lì.

Ricomincio il confronto da un soggetto organizzato a livello nazionale, che ha ha avuto un peso determinante nella presentazione e nella conduzione della lista Tsipras e la faccio nelle ore in cui qualcuno ha suggerito una polemica volgare su Dagospia contro la nostra eletta Barbara Spinelli, a cui va la mia solidarietà. Polemica in cui non ho nessuna intenzione di entrare ma vorrei continuare invece un confronto costruttivo verso il nuovo soggetto politico in Italia.

Car* amic* di Alba,
riprendo la vostra riflessione sulle regionali di inizio mese in vista dell’assemblea del 30 dei 221 coordinatori e, anche a seguito di uno scambio di mail con Guido Viale sulla mailing list della lista Tsipras,dove sostenevo che la sua posizione mi pareva un passo avanti rispetto al vostro documento, riconoscendo però a voi il merito di aver rotto il tabù delle elezioni regionali che ci trasciniamo almeno da l’assemblea del 6 Luglio.
In quell’occasione avevo fatto riferimento nel mio intervento al mio desiderio di chiarirci da subito al riguardo per evitare che si ripetesse l’esperienza, a dir poco incresciosa, delle elezioni regionali in Piemonte dove una componente della lista Tsipras, che schierava per le europee ben tre candidati NOTAV della ValSusa, sottoscriveva il documento programmatico di coalizione per le regionali che prevedeva il Si Tav, con a candidato presidente quel Chiamparino che è stato sempre in prima linea contro i NoTav, da sempre sostenitore di grandi intese ed esponente della destra PD, appena uscito dalla presidenza della Fondazione S.Paolo per diventare governatore.
Proprio per aver vissuto sulla pelle questa grave ambiguità politica sono molto severa nell’analisi di ciò che scrivete.
Dal documento si evince una contraddizione di fondo tra quanto si dice in premessa (ALBA avverte un’enorme responsabilità e anche la possibilità di stare adeguatamente in campo come uno dei “garanti collettivi” della continuità del progetto originario (quello esposto nell’Appello da cui la lista Tsipras ha preso origine), che ha funzionato anche per la proposta di principi innovativi presenti nel Manifesto di ALBA) e quanto si afferma in alcune conclusioni; in particolare il punto 1. Non si può vietare ai partiti tradizionali di presentarsi come tali alle regionali, se lo ritenessero (es. partecipare alle primarie del centrosinistra in qualche regione)
Questo assunto non dovrebbe comparire nel documento, altrimenti è giocoforza pensare che si voglia legittimare alcuni (parti di SEL tanto per fare nomi) che stanno di fatto già operando per distruggere il Progetto dell’Altra Europa e non fare decollare il corrispondente soggetto politico in Italia. Occorre fare chiarezza e non mantenere ambiguità, altrimenti viene meno lo spirito del progetto originario.
Anche il punto 6 determina ulteriore confusione.
Altro limite del documento sta nelle domande finali, con i dubbi sul ruolo dei Comitati Locali. ALBA, che si autodefinisce “garante collettivo”, potrebbe farsi promotrice nel chiedere che essi siano censiti e analizzati nella consistenza numerica e compositiva per essere legittimati (le situazioni sono molto eterogenee e in molti contesti essi sono diretta espressione dei partitini). Occorre definire regole comuni di gestione e partecipazione.
Preoccupa infine la frase finale che lascia ai territori la patata bollente dei percorsi politici. Troppo banale e anche molto comodo per alcuni che perseguono la politica dei due forni. A livello locale si possono seguire percorsi autonomi, ma entro un quadro di regole e di comportamenti politici coerenti di valenza nazionale. Con valori e progetto politico condivisi: banalmente, tanto per citarne uno, noi siamo altro rispetto alle larghe intese e chi persegue percorsi in quell’ambito, è automaticamente fuori dal nostro binario. Dovremmo avere almeno il coraggio di dirlo.
Mi piacerebbe che anche Alba sostenesse alle regionali, a cominciare da Calabria e EmiliaRomagna, candidature autorevoli che diano seguito all’esperienza di l’altra Europa per Tsipras sia nell’articolazione del programma che riprenda a livello locale i punti su cui è nata la lista, sia con i candidati. Sono passati pochi mesi e sarebbe simbolicamente il più bel rilancio nei territori. Penso a candidati che hanno ottenuto ottimi risultati come Ivano Marescotti e Domenico Gattuso.
Certo, per prendere decisioni occorre accordarsi sul metodo per prenderle e mi pare evidente che il cosiddetto “metodo del consenso” non meglio definito, senza permettere mai votazioni, non abbia dato buoni risultati. Per inciso ricordo che questo metodo è stato imposto dai paesi forti nelle negoziazioni del WTO e ha prodotto la sottomissione dei paesi ritenuti meno autorevoli con la ribellione dei BRICS che ha affossato i vertici di Doha e seguenti.
Proposte come quelle di Beltrame e di Viale, in vista della riunione del 30 agosto, paiono finalmente essere parzialmente accolte anche dal gruppo del CON che, in assenza di decisioni collettive, ha in gran parte continuato a decidere il percorso con il risultato che abbiamo sotto gli occhi. Certa che la realtà corra più veloce delle nostre paure ed ambiguità credo che sarebbe utile proseguire un confronto aperto dal vostro documento e rimasto finora fermo.

Il mio invito è a proseguire con convinzione, come la maggior parte dei comitati locali chiedono, alla definizione del nuovo soggetto politico in Italia, a partire dalle prossime regionali.

Pubblicato in: Europa, Istituzioni,
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