scendere in piazza

postato il 13 apr 2017
scendere in piazza

Ieri ho toccato un punto di angoscia non indifferente e ne ho scritto sul mio diario di FB, attirando molti like e alcuni commenti di amiche. Reduce da manifestazioni contro femminicidi e stupri, fiaccolata silenziosa e incredula a Finale Ligure per la ventenne massacrata dal “fidanzato” con 5o coltellate, manifestazione urlata davanti a un tribunale che ha assolto lo stupratore con la scusa che la violentata non ha urlato. Concludevo dicendomi determinata a non far passare più nulla senza scendere nelle strade.

Oggi tre nuovi femminicidi, di nuovo infierendo con decine di coltellate.

A Torino e a Padova condanna di due omeopati. Ho letto la lettera che la mia cara amica Marina ha scritto per difendere le sue scelte due mesi prima di morire e diffidare chi metteva anche di mezzo la figlia adolescente pur di non rispettarle, come é stato fatto subito dopo con una causa contro la omeopata con la soddisfazione di ottenerne la condanna a due anni e tre mesi. I giornali scatenati, come per la campagna pro vaccinazioni, a supportare le lobby farmaceutiche con titoli del tipo: “Ciarlatani, paramedici e stregoni della morte”. L’amica Rossana mi da una info allarmante sulla sparizione dal mercato dei medicinali alternativi che oggi sono 20mila e dalla fine del 2018 diventeranno 300 per un recepimento il più restrittivo possibile di una direttiva UE, e per un grosso piacere alle multinazionali del farmaco.

Monica Lanfranco ha postato sul suo blog, con un po’ di ironia per non prenderla troppo sul serio, la pubblicità di una casa farmaceutica www.testdigravidanzaperuomini con una inserzione a pagamento su Fb che ancora una volta spudoratamente solletica il desiderio di controllo maschile della fertilità, che io ho chiamato invidia dell’utero, prima ragione dell’ansia di potere patriarcale. Laura Corradi mi ha fatto avere il suo ultimo libro “nel ventre di un’altra” che riporta in copertina: ” Secondo le eco-femministe è evidente l’intenzione del capitalismo di produrre il bambino perfetto, il lavoratore perfetto (mia nota il robot), il soldato perfetto (mia nota anche i droni che lanciano missili) ed è indisputabile che la scienza stia sistematicamente violando i limiti della natura, che aveva consegnato alla donna la capacità di riprodurre la specie umana.”

Due vecchie femministe come me, Edda Billi e Lea Melandri ripostano due scritti sul Cliente: la prima un vademecun in 17 punti scritto con Paola Mastrangeli nel 2015, e la seconda i risultati di una ricerca spagnola a Cordova,  in Andalusia, dello stesso anno, dal titolo mascolinità e consumo della prostituzione, tradotto efficacemente “Perchè gli uomini vanno a puttane?” Li ho condivisi stamani sul mio gruppo mumble mumble femministe e si trovano molte considerazioni interessanti. Perchè non promuoverne ricerche di questo tipo nelle nostre università?

Forse per lo stesso motivo che la legge sul cognome materno  è ferma al Senato, dopo che l’Italia ha ricevuto una condanna dalla Corte Europea e due dalla nostra Corte Costituzionale, l’ultima della quale ha chiesto alle anagrafi di dare il cognome materno se i due genitori lo chiedono. Neppure sotto condizione vigilata della madre, da eterna minorenne, le città si stanno muovendo per rispettare la sentenza, e tantomeno il Parlamento. Nè ho sentito un comitato per l’attuazione della Costituzione muoversi al riguardo. Le donne per il No e gli altri gruppi femministi che hanno raccolto firme e fatto campagna referendaria, perché non si muovono? E le varie istituzioni e forze politiche? Il G7 delle donne ha richiesto una mobilitazione specifica, Linda Laura Sabbadini scrive costantemente articoli di fondo sulla prima pagina de “La Stampa” su queste tematiche. Cos’è questo blocco  se non un cedere progressivamente di fronte a violenza, interessi, figlio a tutti i costi, piacere sessuale a tutti i costi e così via?

Dove stiamo rintanando il principio di autodeterminazione?

Ho seguito casualmente per addormentarmi dopo riunioni complesse le due puntate della serie Dottor Foster, della BBC, stranamente proiettate in prima serata su Rai1 e sono rimasta incollata fino alla fine. Ho scoperto che altre avevano giá visto la serie completa tempo fa e sono rimaste altrettanto colpite. Nessuno dei miei amici e amiche lo ha visto? Come mai si commentano tante cose che passano nei media, spesso di scarsa importanza, e non capiamo quanto sia lontana da noi la cultura londinese. Per complessità di analisi sociale, per capacità di disegnare donne che con determinazione e, perchè no, anche una certa perfidia, si riprendono la loro vita in mano e non si fanno schiacciare da mariti fedigrafi e sfruttatori? Devo sentire Briatore (con Fassina stamane a Agorà) dire che una cosa è la sicurezza, un’altra il problema epocale dei migranti e un’altra ancora il terrorismo. Che a Londra ci si sente liberi si esce di notte senza problemi e nessuno si sogna di montare le manfrine da Lega Nord che infestano i canali Mediaset a ora di cena?

La sicurezza delle donne massacrate nei modi più brutali da chi dice di amarle non va garantita dallo Stato? E invece tutti a mobilitare contro i ladri e a chiedere la licenza di uccidere.

Eppure siamo scese in piazza con nonunadimeno in tante, determinate e di continuo. Perché a chi verrà a chiedervi il voto per le amministrative non chiedete conto di cosa intende fare?

Intanto Trump sgancia senza nessun preavviso a nessuno quella che chiamano “la madre delle bombe” un ordigno spaventoso che provoca danno terrificanti a chi entra nel suo raggio e all’ambiente.  Scrivono alcune amiche nei loro blog “Non chiamatela madre quella bomba” La madre da’ la vita.

Vi invitiamo tutte al seminario di giugno”Facciamo la pace con la terra” per cercare un collegamento reale tra noi e in Europa a partire da questo assunto: noi diamo la vita e rispettiamo la terra che ci ospita. Gli uomini, troppi uomini, dal più potente all’ultimo ragazzo che è stato educato a possedere chi dice di amare, danno la morte, e nel modo più spaventoso.

E noi e tutti quelli che con noi manifestano nelle piazze contro la violenza e le guerre, non possiamo più tollerarlo.

Buona Pasqua a tutte e tutti

 

Pubblicato in: Diritti umani, Donne, politica,

Commenti:

  • Barbara 13 aprile 2017

    Non dobbiamo arrenderci di fronte a questi biechi tentativi di fermare le scelte libere delle donne

  • susi monzali 17 aprile 2017

    cara Laura,
    grazie per aver messo in fila e rese evidenti le innumerevoli drammatiche questioni che abbiamo davanti e su cui troppo poco stiamo facendo noi e nulla o quasi quanti si dicono per le liberta’ per tutti, per una giustizia giusta, per la pace, per … disincatenarci dalla liberta’ condizionata in cui stiamo vivendo:
    condizionata PER LE DONNE se non resta nei limiti della sottomissione patriarcale, per le e i migranti e rifugiati, se non restano nei loro inferni di guerra, o semplicemente se non si muovono, per tutt* se non si sottosta’ alle imposizioni delle lobby farmaceutiche, ai grandi poteri dei media che condizionano anche la giustizia, ecc..

    improrogabile un impegno ampio e fermo per abbattere i limiti della liberta’ condizionata

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