Una serata entusiasmante alla Casa Mediterranea delle Donne di Palermo

postato il 9 Mag 2018
Una serata entusiasmante alla Casa Mediterranea delle Donne di Palermo

A Palermo, alla casa mediterranea delle donne, c’è stata una discussione politica appassionante e coinvolgente. Rita Calabrese ha introdotto l’ecofemminismo in Italia ricordando le varie fasi del movimento dei verdi da Cernobyl al 2009, quando sono scomparsi dal parlamento chiedendosi subito se si tratta di una parabola esaurita. Le donne in primo piano fin dal convegno di Pescara “la terra ci è data in prestito dai nostri figli” a quello di Bologna”madre provetta” a “politica sostantivo femminile” di Catania ne hanno fatto un movimento che indica una pratica di vita, un modello organizzativo di “arcipelago”, una pratica e teoria di sacralità laica della terra, una messa in discussione del rapporto uomini/donne/natura, un’etica della cura, un’economia circolare e infine hanno individuato. il modo di ecologizzare la politica. concludeva con due domande impegnative: “come è potuto succedere che in Italia finisse?”come possiamo rilanciare?”

Maria ha spiegato l’olismo dei sistemi e delle relazioni dal punto di vista scientifico e posto i temi dei vaccini, della sterilità conseguente all’inquinamento (Gela, Taranto) e della violenza attuale nel confronto a differenza della modalità ecologista di procedere e la centralità della bellezza.

Consideriamo il fatto che non  ci sono più riferimenti locali e le donne di sinistra non sono protagoniste e sono diventate un ingombro di cui liberarsi per i partiti. Cosa non ha funzionato nella politica della donne? Un difetto di comunicazione? L’inesistenza nei media?La mancanza di coraggio?

Dobbiamo riprendere la critica della scienza con la coscienza del limite, della parzialità e delle differenze. Rinterrogarci sulla maternità e sui risvolti liberisti e l’onnipotenza della fecondazione nella vendita dell’utero. Pratica ed esperienza di rapporti sociali (persi i contatti con il popolo, benvenuto il populismo).

Attente al movimento internazionale delle donne, al nuovo paradigma che si sta delineando, a contrastare l’andropocentrismo rallacciandoci alla cultura della Dea Madre (Gijmbutas), noi e il nostro corpo da riprendere e insegnare nelle scuole come facevamo negli anni 90, No Muos, No Tav, No Dal Molin non si sente la voce autonoma delle donne nei movimenti oltre che nei partiti.

Chi è comunista non ha più nessun riferimento politico, le donne sono strumento degli uomini che decidono le liste, cooptate e espressione di potentati. Gli uomini cancella no il movimento delle donne come è suvvesso a Cinnisi al centro Peppino Impastato dove Fofi ha parlato un’ora di un 68 di maschi e Bocchetti ha dovuto polemizzare ancora una volta.

Ho ricordato che le giovani e la maggior parte delle donne hanno acquisito una coscienza ecologista nei comportamenti ma ora dobbiamo assumerci la responsabilità di intervenire con autorevolezza in questo sistema politico screditato e tutto maschile. Potenziare le nostre reti e ritornare global come l’ecofemminismo insegna (Vandana Shiva). Guidare con autorevolezza i processi di cambiamento: empatia e nonviolenza.

Prossimo appuntamento a Catania, libreria Mondadori di Piazza Roma, venerdì ore 17, lo stesso giorno in cui al Salone del libro di Torino l’ecofemminismo in Italia verrà presentato da Franca Marcomin e Monica Lanfranco.

 

Pubblicato in: Ambiente, Donne, politica,
Commenta

Lascia un commento