Si ricomincia, con iniziative che incidano

postato il 9 Set 2015
Si ricomincia, con iniziative che incidano
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Stagione dei referendum, acqua pubblica e beni comuni

Possibile sta raccogliendo le firme su un buon numero di quesiti referendari, su contenuti espressi da movimenti molti dei quali (No Triv, scuola, difesa Costituzione) non si riconoscono nel metodo affrettato e espropriatorio dei promotori. A differenza di quando abbiamo stravinto, facendo anche uscire il nucleare dall’Italia definitivamente, non è stato fatto questa volta quel lavoro certosino di ricerca del consenso in tutte le aree sensibili, e di conseguente impegno collettivo, che ha permesso la grande vittoria di allora. No Triv ha deciso di sperimentare la via delle regioni (5 bastano) per proporre che si fermino le trivellazioni. Questo tentativo mi pare molto interessante e lo appoggiamo.

Tra pochi mesi si vota in molti comuni e grandi città e non abbiamo chiaro che liste e  che partiti ci troveremo davanti. Non parliamo poi dei programmi, mai rispettati e mai spiegato perché si era detto e non si fa, o viceversa.

Risultato, la maggioranza sarà degli astensionisti. Il non voto è una chiara protesta che nessun partito coglie se non in negativo proponendo, come ha fatto Renzi, restrizioni della democrazia per riuscire a governare nonostante ciò.

Tralascio qui tutta l’esodo biblico dei rifugiati, l’Isis, la Grecia, l’Est dell’Europa, egoista e chiusa,  che sta virando a destra, il cambio di rotta della Merkel che si impegna ad accogliere mezzo milione l’anno di disperati e sradicati, preferibilmente siriani. Ci tornerò cercando con voi di ragionare in modo non scontato, amici e amiche con cui sono rimasta in contatto tutta l’estate, anche con Facebook, oltre che con assemblee iniziative e mobilitazioni a cui ho partecipato, o che ho sentito raccontare.

Oggi vi voglio chiedere di diffondere un comunicato che ho scritto su due fatti politici molto importanti, avvenuti durante le vacanze. Si tratta della continuazione di una battaglia referendaria a cui abbiamo partecipato con gran entusiasmo, con un metodo partecipativo di movimento e non di partito. Riguarda l’acqua bene comune, su cui abbiamo ottenuto il 90% di consensi tra chi ci ha permesso di raggiungere il quorum referendario.

Vi chiedo di farlo vostro nel contenuto. Di prendere iniziativa politica ovunque entro il 30 di settembre e poi seguire tutta la vicenda prevista dall’art 35 dello sblocca Italia, che come è stato con la legge di stabilità, è lo strumento attraverso cui questo governo tenta la privatizzazione dell’acqua e degli altri beni comuni.Lo chiedo in particolare alle amiche che hanno ben presente cosa rappresenti l’acqua, anche simbolicamente, per garantire la vita sul pianeta.

“Sono passati quattro anni dal referendum per l’acqua pubblica e, movimento e comuni non accettano di consegnare i servizi idrici ai privati come la legge di stabilità e lo Sblocca Italia renziani, nei fatti, propongono costringendo i comuni a mettere i loro acquedotti in competizione con il soggetto più forte in ogni ATO, anche se privato. Primalepersone registra con soddisfazione i risultati ottenuti con il presidio di Savona, bellissima esperienza da diffondere, anche perché ha coinvolto cittadini e cittadine, comuni, provincia e esponenti delle istituzioni, anche della Regione, e soprattutto sindaci che hanno preso impegni importanti. Ci pare importante che la provincia abbia recepito con la sua Presidente l’indicazione del percorso verso la gestione pubblica e l’apertura di un tavolo partecipato, aperto al contributo del Comitato, delle RSU dei lavoratori dei vari gestori pubblici, delle associazioni dei consumatori ed ambientaliste, per definire, in tempi ristrettissimi, anche come deve essere  gestito l’ATO. Questo è il risultato a cui tendeva la mobilitazione. Così pure è importante che sia stata convocata sulla questione l’assemblea dei sindaci e che la commissione regionale ambiente abbia accolto la richiesta di audizione del comitato referendario.

Adesso sarà più facile iniziare il percorso della proposta di legge popolare nella Commissione Ambiente della Regione per arrivare  in Liguria ad una legge che rispetti l’indicazione politica dei referendum 2011 mantenendo come unica forma di gestione quella pubblica, una legge che disegni una visione complessiva dell’uso della risorsa idrica, potabile, agricola ed industriale e recepisca le direttive europee sul rischio frane ed alluvioni, dissesto idrogeologico, rinaturalizzazione dei fiumi e qualità dell’acqua, e preveda l’istituzione di un tavolo di consultazione permanente.

Nella recente legge siciliana questi punti che erano nella proposta uscita dalla commissione ambiente, sono stati recepiti molto parzialmente, ma la valutazione resta sostanzialmente positiva perché  la gestione pubblica sarà realizzabile dai comuni in forma singola o associata, non potrà essere sospesa l’erogazione del minimo vitale, si potranno finalmente analizzare nel merito i contratti con i gestori privati e le eventuali inadempienze per verificare le condizioni di recesso.

Primalepersone, che ha appoggiato entrambe le iniziative, si impegna a diffondere anche su altri territori risultati e buone prassi e ricorda che la scadenza del 30 settembre va seguita con attenzione in ogni Ato per evitare che inizi un processo di privatizzazione strisciante che va nella direzione contraria a quanto voluto dalla gran maggioranza di italiani con la vittoria referendaria.”

 

Commenti:

  • silvio farinazzo 9 settembre 2015

    Grazie Laura di aver messo il tuo sapere, la tua passione, la tua intelligenza, in aiuto a queste grandi battaglie.

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