Torino e Roma: due piazze

postato il 9 Dic 2018
Torino e Roma: due piazze

Mentre colgo allibita le responsabilità di chi ha stipato centinaia di ragazzini a sentire il blogger che canta:

Mi trovi a bordo campo
Con una figa affianco
Anche se non so manco
Che squadre stanno giocando, huh!

Mentre spero che non muoiano altri per questa follia che è già costata sei giovani vite e mi ritorna l’angoscia della piazza di Torino che ha lasciato una donna morta e una tetraplegica e oltre millecinquecento feriti grazie allo stesso spray urticante, lì usato pare per rubare, e grazie alla stessa imperizia colpevole di chi doveva lasciare vie d’uscita e invece le ha chiuse, mentre mi chiedo come è possibile che nulla insegni, che lo stato non esista più, che i controlli non si facciano da nessuna parte, che la n’drangheta detti legge come ci documentano i bei servizi di Purgatori e di Iannacone (quello su Augusta dovrebbe essere proiettato ovunque), che nessuno si adoperi a formare culturalmente e civicamente le generazioni che si affacciano in questa società malata e che avrebbero almeno diritto a sapere che stiamo distruggendo la possibilità di vita sul nostro pianeta prima che abbiamo l’età per impedirlo, ho ancora in me la gioia, la forza e l’entusiasmo di quella testa di corteo di donne Notav che ieri a Torino ha riempito il centro città, che mi salvano dal pessimismo più nero.

Anche io, come Perino, ho detto a Rai1 che da trent’anni mi oppongo con tante amiche della valle e di tutta Italia a questa opera inutile. Ricordo che Anna Donati allora aveva presentato un progetto alternativo e non impattante, sostenuto allora anche da Monica Frassoni dei Verdi europei che, preoccupati forse di confondersi con i 5stelle non ne erano protagonisti come lo eravamo allora. Lo erano invece tanti studenti, le giovani amiche di Ndum che hanno letto anche il loro contributo e antagonisti pacifici arrivati da luoghi anche lontani e la bimba che avevo invitata a tenere lo striscione accanto a me è arrivata sul palco felice. La stragrande maggioranza di quella piazza NoTav strapiena non aveva nessun riferimento politico e, grazie alla resistenza della valle, poteva incontrarsi e manifestare. L’ipoteca messa sul governo dal palco e l’invito ai 5stelle di non tradire i Notav, fatto dal capo storico, spero non volesse dire che si è soddisfatti di quello che hanno votato ultimamente accodandosi a Salvini, in primis il decreto sicurezza ma tanto altro. Quindi mi aspetto anche una opposizione sui diritti che si stanno violando se si vuole rappresentare chi si ribella e che fa la storia come gridavamo in piazza. Perchè ultimamente chi governa pare come il rapper non sapere neppure quali squadre sono in campo. E c’è il rischio che la follia violenta dei gilet gialli che rivoluziona Francia e Belgio si estenda anche da noi, dove quello che dovrebbe essere il maggior partito di opposizione, il Pd che ha governato dopo Berlusconi, era contro la piazza di Torino e in sintonia con quella di Salvini a Roma. Forse non a caso le donne PD oggi dichiarano “il congresso fatevelo voi”.

Sulla piazza di Salvini, tutta inginocchiata in ammirazione del grande leader che non ha nulla da dire e da promettere di credibile, che imbonisce con parole vuote e riforma con leggi anticostituzionali che devo dirvi? Che lui somiglia sempre più a Mussolini? Che questi industriali SiTav che riceverà a Roma dovrebbero vergognasi di averlo come interlocutore per foraggiare i loro business mentre in Italia manca tutto, i servizi essenziali, le scuole, la sanità, strade, ponti e ferrovie locali sicure, case per i senzatetto e mense per i senza cibo, impoveriti dalla loro ingordigia? Che il Pd, costretto ad usare 7 madamin per illudersi di esistere mentre le sue militanti inascoltate se ne vanno, dovrebbe vergognarsi più di loro per quello che ha determinato in Italia la sua politica ottusa, di governo ieri e di opposizione oggi, regalando questo palco a Salvini e spazio in Europa alla destra più pericolosa, razzista e maschilista. Che questa parte dell’Italia che gli crede e lo vota mi fa paura e dobbiamo contrastarla in ogni luogo e in ogni momento.

Oggi credo solo alla responsabilità delle donne e alla loro capacità di fermare la catastrofe incombente, anzi alle ecofemministe, perchè donne sono anche Meloni, le amiche elette di Berlusconi che si sono piegate come le olgettine, quelle che impazzivano in piazza per Salvini e le 7 torinesi sitav che ancora non si sono rese conto di come sono state strumentalizzate e perchè. Ecofemministe perchè devono aver chiaro di cosa si sta giocando in questi giorni di Cop24. In questa propettiva voglio lavorare e ringrazio tutte le amiche che con me vogliono investire responsabilmente le altre di possibilità e di speranza, a cominciare da chi è venuta a Bruxelles e a Roma, da chi è in rete con me da tanto tempo, da chi ha condiviso la sua testimonianza su l’ecofemminismo in Italia-le radici di una rivoluzione necessaria, da chi ha commentato i miei post recenti. Confrontiamoci al più presto e mettiamo in comune forza, desideri, esperienze, idee e proposte. Non abbiamo bisogno di nessun capo o capa. Bastiamo a noi stesse ed è ora che ci facciamo protagoniste

Pubblicato in: Donne, politica,

Commenti:

  • Elvia 9 dicembre 2018

    Leggendo Torino-Roma, Salvini-vivace popolo no Tav : due piazze, due mondi, due modi di concepire la vita.
    Mi sono venuti in mente i modi opposti in cui è inteso il mondo.
    Per prima cosa, alcuni versi della poesia DATECI di Primo Levi.
    …Dateci qualche cosa da distruggere,
    una corolla, un angolo di silenzio,
    un compagno di fede, un magistrato,
    …un lampione, un tombino, una panchina…
    Dateci qualcosa da sfregiare,
    un intonaco, la Gioconda…
    Dateci qualcosa da stuprare,
    una ragazza timida,
    un’aiuola, noi stessi…

    Dall’altra parte le ragioni della speranza militante.
    Le vedo espresse , in tanti momenti piccoli e grandi , della vita personale e sociale di diverse persone.
    Ma ora, io, da laica, ti cito una donna biblica: Giuditta. Quando il popolo di Israele era a un passo dal venire inghiottito dagli Assiri per mano di Oloferne e del suo potente esercito, fu l’ebrea Giuditta a capire cosa doveva fare: ucciderlo con la sua mano di donna. Prima pregò così: ” Fa’ che una donna abbatta la loro superbia. La tua forza, Signore, non consiste nel numero e la tua potenza non dipende dalla grandezza di un esercito. Tu sei Dio dei poveri! Aiuti gli oppressi, sostieni i deboli,salvi chi è senza speranza….Ascolta la mia preghiera, v.9,11.
    Quindi si vesti` a festa e , accompagnata da due ancelle, trovò il modo di entrare nella tenda di Oloferne. Mentre dormiva ubriaco gli tagliò la testa.
    Ed è bellissimo poi il racconto della festa che le fecero le donne, quando rientrò al paese. Danzarono con lei con grandi mazzi di tirso e fronde di ulivo. Alla festa si unirono anche gli uomini che portavano corone di fiori sull testa.

    Giuditta è anche una metafora dell’iniziativa femminile vincente. La testa di Oloferne da tagliare è il taglio dei paradigmi concettuali patriarcali e dei loro miserabili principi ordinativi. E l’invenzione di altri.Autoctoni. Nostri. E tutto questo, mentre si fa agire in noi la speranza militante.

    Questo è quanto volevo scrivere nel commento,Laura. Qualcos’altro? Nient’altro.

  • Monica 10 dicembre 2018

    Quello che mi spaventa è che dopo il secondo ventennio italiano, del quale ho visto crescere i semi tossici nelle scuole italiane, pensavo che il fondo fosse stato raggiunto. E invece. Invece, dopo il ventennio dominato dal fallo ecco emergere l’attualità delle interiora, delle viscere senza freno che, facendo leva sulla paura, rovesciano i liquami dell’odio e della inumanità. Il fondo sessista è rimasto, e su questo ecco conferire peso e vigore il tempo dell’hate social. Terribile e contagioso. Le recenti esperienze fatte nel nord est, e parlo di scuole pubbliche, mi hanno atterrito. Teniamoci strette e proviamo a ragionare lucidamente sul da farsi.

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