Tutto a soqquadro

postato il 2 Set 2016
Tutto a soqquadro

Sará che mi sono trovata in agosto la mia casa con tutto ció che conteneva rovesciato sui pavimenti, letti, tavoli e poltrone grazie ai ladri della chiave bulgara che dopo hanno anche richiuso con i due giri la serratura per far sembrare tutto normale, sará l’angoscia conseguente al vero terremoto e ai morti e distruzioni che ha provocato, che ci hanno dato l’impressione di essere in guerra ma ormai soffro una profonda insofferenza verso tutti quelli che chiacchierano sui social e nei media, che sputano sentenze in giro, che rovesciano frustrazioni personali e politiche contro tutti quelli che non appartengono alla loro stretta cerchia, che meno sanno fare e piú criticano e boicottano.

Una stima infinita invece per chi sa fare, e fare bene ogni giorno, in silenzio e con passione e serietá come vigili del fuoco, volontari e tutti quelli che sono intervenuti subito nelle zone terremotate, ma anche tutte le donne che badano alla quotidianità della vita, a bambini e anziani non autosufficienti, e chiunque svolga i compiti di lavoro, di amministrazione e governo in punta di piedi e senza arrendersi.

Tantopiú se ha gravi problemi da fronteggiare, salute, povertà, mancanza di lavoro, solitudine, difficoltà ad educare bene ed aiutare i propri figli ad inserirsi in questa società malata, problemi comuni ai piú purtroppo oggi.

VORREI CHE CI RESPONSABILIZASSIMO TUTTE E TUTTI, AL DI LÁ DI QUALSIASI APPARTENENZA CHE APPARE A MOLTI DI NOI PERALTRO SEMPRE PIÚ PRECARIA, per smetterla con tutte queste dispersioni e aggressioni reciproche che riproducono anche nel micro la violenza intollerabile che stiamo subendo a livello mondiale in guerre  sempre piú tribali nel modello, anche se si usano droni e missili di ultima generazione, non solo perché non risolvono conflitti ma li amplificano e li moltiplicano, distruggono cittá e stati uccidendo essenzialmente civili, producono e rafforzano barbarie intollerabili con bambini usati come bombe per uccidere, donne rapite, stuprate e poi uccise o vendute come cose, non garantiscono neppure tregue umanitarie e accordi che mirino ad armistizi e pace, e quindi, rendono incerta la possibilitá non solo di convivenza, ma di vita stessa, sul nostro pianeta.

Ricominciamo a ridefinire la nostra identità facendo i conti con noi stesse e la nostra storia, individuando anche le priorità che stanno nel nostro generico voler cambiare questo mondo e credere che un altro sia possibile. Femminista, e quindi, nonviolenta ed ecologista. Cosí voglio muovermi di conseguenza e con responsabilità, mantenendo i preziosi legami di amicizia maturati nella mia vita, anche se devo fare i conti che alcuni fondamentali nel frattempo oggi mi mancano pur continuando ad essere sempre dentro di me, rapporti che mi hanno consentito esperienze significative con cui collettivamente abbiamo cambiato questo mondo. Relazioni che si ascrivono sempre meno a partiti e movimenti condivisi per la liquidità a cui siamo costrette. Cosi mi trovo sempre piú spesso a condividere con poche e pochi che fare. Ma gli altri e le altre rimangono con me con l’illusione che prima o poi ci ritroveremo non solo piú saltuariamente come mi succede spesso.

So che molte e molti condividete questo saltellare e questo non mi preoccupa. Mi indebolisce la sofferenza intorno a me e vorrei essere molto piú capace di aiutare a porvi rimedio. Con questo mio scritto mi congedo da troppi grilli parlanti che ho ascoltato, da chi rivendica certezze che non ha con arroganza, da chi non fa ma dice sempre agli altri che si deve fare.

Con questo spirito cercherò anche di capire cosa succede intorno a me. Ad esempio la crisi Raggi che mi preoccupa e non mi da certo la soddisfazione che provano quelli che stanno ripetendo “l’avevo detto”.

Si tratta di quelli che sono stati cacciati con il voto. Per questo credo che il voto cambi con molte difficoltá oggi, si tratti di amministrative, di brexit o di politiche. Proprio perché scollegato dalle lotte e dai progetti di cambiamento. Per questo fare, progettare, votare. A cominciare dal No a questa pessima deforma costituzionale. Io ci sono, senza appartenenze. E con la convinzione che essere una donna femminista, che non ha mai dovuto dipendere da maschi in amore o in politica mi abbia molto aiutato a vincere e a vivere bene. Sommessamente vorrei ricordalo in questo momento anche alla Raggi: tra Di Maio e Di Battista scelga se stessa.

Pubblicato in: Donne, Istituzioni, politica,

Commenti:

  • francesca 2 settembre 2016

    quando la nemica, l’altra, quella che criticavamo tutti sapendo far meglio, cade…. se e una donna dispiace anche a te… dispiace sopratutto perchè noi vogliamo sempre che le donne siano due volta piu brave, intelligenti ed oneste della loro controparte maschile. uno spechio terso e migliore. questo non e giusto verso le donne. storicamente svantaggiate da milleni, pure diventiamo piu severe… si.. adesso mi dispiace per la raggi… nonostante il suo orgoglio, il suo fare pulito e superbo, il suo essere prima della classe.

  • susi 12 settembre 2016

    cara laura,
    mi dispiace x l’invasione e furto a casa vostra.
    grazie x quanto hai scritto, sai che mi sento molto vicina a questi pensieri, sentimenti e modo di stare al mondo. a presto

  • Laura Cima 12 settembre 2016

    Grazie susi, certo che lo so. Ci sentiamo appena sei a torino? Ora mi vedo con luana e franca per il libro delle donne verdi. Non ti piacerebbe dare una breve testimonianza su il tuo essere ieri e oggi su ecofemminismo?sul tuo breve lavoro con me e su quello di oggi in tunisia?

  • Laura Cima 12 settembre 2016

    Onestamente vorrei che la Raggi governasse con le donne, come facciamo a Torino. Per il bene suo,nostro e di romane/i

Commenta

Lascia un commento