Un governo bifronte, nemico delle donne?

postato il 2 Giu 2018
Un governo bifronte, nemico delle donne?

care amiche tutte, e amici che mi seguono, devo dirvi che ho veramente avuto paura che dovessimo tornare alle urne con una Lega che ha ormai raggiunto il 28% di consensi per consegnare loro un governo. Che, avendo previsto un Cottarelli senza voti in Parlamento e senza ministri nel suo governo come é successo,  sono contenta che l’azzardo di Mattarella sia finito in un governo, sia pure con Savona e il suo Piano B di due anni fa sbandierato ovunque come novello piano Gladio. Ora voglio entrare nel merito di che proporranno questi neoministri con le deleghe che hanno ricevuto e le prime dichiarazioni che hanno fatto. Ho letto con attenzione il contratto che hanno scritto i due che hanno fatto il patto di governo che é chiaramente bifronte e nemico, non neutrale, nei confronti delle donne, con quel ministero alla famiglia, mescolato apposta con la nuova delega ai disabili, per fare confusione e ottenere consenso da tante donne che curano in totale assenza di welfare.

Dico subito che non ne posso piú di chi lo definisce fascista dopo aver rifiutato di farne uno di sinistra con i Cinque Stelle e ora crede di raccogliere l’opposizione sotto le bandiere di un Pd che, dopo aver fatto tanti danni, pretende di ritrovare una verginitá e incita all’odio e all’aggressivitá, responsabile di aver spinto a rafforzare la Lega. Per questo mi piace il commento al precedente post di Maria LoBianco che ci ricorda di aspettare da decenni una Presidente del Consiglio, che nasca dalla solidarietá femminile e capace di guidare le donne verso posizioni decisionali e che si chiede come possano le donne non votare a sinistra. Lascio alle grilline che ci leggono di spiegare meglio: io ho votato alla Camera per Potere al popolo e al Senato per i Cinque Stelle con cui tratto quotidianamente a Torino, pur delusa dalla mia Sindaca che ho sostenuto insieme alla Raggi con convinzione e non ho difficoltá a spiegare il perché che trovate anche su questo blog se tornate a due anni fa.  Non ne posso piú neppure delle aggressioni e violenze di seguaci del M5s e della Lega, che spero almeno ora che sono al potere che si diano una calmata. Vi prego quindi nuovamente di non cadere in questa trappola ma provare a monitorare insieme quello che succede e fare proposte concrete sia al Governo che all’opposizione in Parlamento che partano dalla nostra esperienza, dalle nostre differenze, dalle nostre relazioni, dalle nostre conquiste e dai nostri progetti e desideri.

Certo partiamo molto svantaggiate perché al tavolo in cui si scriveva ho visto solo due donne dei Cinque Stelle, Laura Castelli torinese, che avrebbe dovuto andare alle infrastrutture e all’ultimo sostituita da Toninelli con una campagna denigratoria subito rientrata e non chiara, e la neo ministra Grillo che non conosco. Del maschilismo della Lega non ho dubbi dal celodurismo di Bossi in poi. Se c’é un documento delle grilline che denuncia la mancanza di PO come ci ha preannunciato Franca, spero che sia reso pubblico al piú presto, anche se dovremo denunciare ben altri rischi. Come per esempio quello giá preannunciato da Fontana sull’aborto nella sua prima dichiarazione. O come la difesa della famiglia tradizionale e il fatto che quelle gay per legge non esistono, anche se ha dichiarato che “le varie realtà omosessuali, Lgtb, eccetera non si devono preoccupare”. E altre perle che sicuramente emergeranno.

Rischiamo un grave arretramento noi femministe perché in questi anni le elette Cinque Stelle sono state molto ambigue e, come qualcuna ricordava, sono protagoniste del fattaccio rispetto alla Casa Internazionale delle Donne di Roma. Ma soprattutto non sono state protagoniste nel definirne la politica anche se hanno suggerito molti obiettivi e punti programmatici come l’acqua pubblica, lo stop al consumo del territorio e alle grandi opere pubbliche, al cambiamento climatico, il reddito di cittadinanza e la cancellazione della Fornero, l’economia circolare, i rifiuti zero, le rinnovabili, le bonifiche dell’amianto, l’assetto idrogeologico, lo stop agli sprechi alimentari, la separazione tra banche di credito pubblico e banche di investimento, la fine della buona scuola e in genere la prima parte del contratto che riprende obiettivi dei vari movimenti in cui le donne sono protagoniste.

Se non abbiamo un primo ministro come l’ungherese Orban temo che dobbiamo essere grati di piú ai Cinque Stelle che non alla sinistra con le sue divisioni o la politica neoliberiste dei suoi governi. Oggi nel governo un Conte che arriva da sinistra e i ministri dei Cinque Stelle dovrebbero saper arginare Salvini, ma conto anche sulla Chiesa, anzi vorrei che si scontrasse apertamente sui migranti e sostenesse, come in Laudato Si, la conversione ecologica dell’economia come l’associazione dell’amico Guido Viale, che ci ha anche fornito di punti programmatici chiari rispetto ai migranti grazie al lavoro nel PE di Spinelli e a quello di amiche come Roberta Ferruti e Chiara Sasso a Riace e nei comuni solidali.

Ci sarebbe ancora molto da dire ma mi fermo qui e vi chiedo di interagire e continuare il confronto. E’ urgente, noi femministe ora dobbiamo diventare le protagoniste nei territori e nel confronto con questo governo

Pubblicato in: Donne, Istituzioni, politica,

Commenti:

  • Eliana 2 giugno 2018

    Io penso che dopo questa overdose dovremmo fermarci un poco… Poco però perché se dovessero essere messi in discussione diritti per noi già acquisiti dovremmo avere la forza e l’intransigenza di tornare in piazza, e non trincerarsi dietro una tastiera! Io conosco Giulia Grillo da tempi non sospetti, per esempio e la considero brava e competente! Allora keep and calm e vediamo che succede…

  • Simonetta 2 giugno 2018

    Non basta un Ministro a fare un intero givetno

  • susi 2 giugno 2018

    grazie Laura, condivido.

  • Daniella AMBROSINO 2 giugno 2018

    I cinque stelle non hanno dimostrato di poter arginare Salvini, visto che la Lega pur essendo molto in minoranza rispetto ai 5 Stelle ha fatto la parte del leone nell’imporre le proprie politiche nel programma, a cominciare dalla flat tax, e ha ottenuto la vice presidenza alla pari con Di Maio. Visto come si sono svolte le trattative per il “contratto”, ci possiamo aspettare un “governo del cambiamento” completamente appiattito sulla Lega. Dover contare sullo scontro del Papa con la Lega a protezione dei migranti dimostra che siamo arrivati alla frutta e che certo sui 5 Stelle non c’è da aspettarsi nulla. Quanto a Conte, vicino ai 5 stelle dal 2013, che venga da sinistra, dove nessuno lo conosceva, riposa solo sulla sua dichiarazione di aver votato a sinistra in passato (cosa che hanno fatto anche tanti che oggi votano Lega). Possiamo star certi però che è un devoto di Padre Pio.
    Temo quindi che molte donne dei 5 stelle continueranno a suggerire buone idee senza vederle attuate.
    Considero il Pd, che ha rifiutato di fare un governo con i 5 Stelle, gravemente responsabile di questa involuzione, che il Paese si poteva risparmiare, di un governo con la Lega, partito che possiamo tranquillamente definire criptofascista. Ma non posso purtroppo non considerarne responsabili anche i 5 stelle. Rifiutarsi di fare il governo con Berlusconi è giusto, ma allora a maggior ragione non si poteva fare con Salvini! Quanto al 28% di Salvini, (per ora del tutto fantomatico). mi auguro che non ci arrivi davvero grazie all’esperienza di governo, La sola trattativa per il governo ha già fatto crescere la Lega esponenzialmente (11 punti in più in tre mesi!) mentre ha deluso vistosamente molti elettori pentastellati, è un fatto.
    Non abbiamo un primo ministro come Orban ma abbiamo, grazie ai nostri amici 5 stelle, un vice presidente del Consiglio come Orban.
    Dunque rischiamo un grave arretramento tutti quanti e in modo particolare noi femministe, in questo concordo con Laura.
    Non possiamo aspettare con le mani in mano. Anche a prescindere dai provvedimenti del governo, quello che sta dilagando nel Paese è la mentalità leghista, da quando i 5 Stelle hanno mostrato ai loro elettori che con la Lega non solo si può trattare, ma si può anche governare.
    Monitorare va bene, ma intanto prepariamoci al peggio.

  • Anna Cabianca 3 giugno 2018

    In effetti la situazione è preoccupante. Mentre la Lega da subito si è posizionata in maniera palese rispetto a questioni come le donne e i migranti, il M5S ha avuto un’ambiguità malcelata che si è chiarita solo molto tempo dopo. Inizialmente i punti del programma erano così partecipati e la presenza delle donne significativa rispetto ai partiti che sembrava superfluo per il movimento soffermarsi sulla questione delle pari opportunità, per loro era un tema obsoleto. Poi nel 2013 sono cominciate le epurazioni delle donne, spesso accompagnate da dichiarazioni sessiste e nella corsa alla leadership sono scomparse.
    Ora che il governo è formato il clima che si respira è molto peggiorato: oscurantista, oppressivo e securitario, persino ostile. Diventa più difficile abortire, è stata palesemente ignorata la Convenzione di Instanbul per i casi di violenza, strumentalizzata l’alienazione parentale, rivisto l’assegno di mantenimento per la parte debole e altro ancora. Mai come in questo governo l’ostilità verso le donne è stata tanto aperta e dichiarata. Assolutamente necessario, quindi, raccogliere il tuo suggerimento nel diventare protagoniste nei territori e nel confronto con questo governo. Il rischio se no è quello di tornare agli anni in cui non avevamo il diritto di decidere del nostro corpo, né di essere tutelate in caso di violenza, mai soggetto di diritto, né libere di esercitare il dritto alla cittadinanza.

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