una tranquilla domenica

postato il 16 Ago 2020
una tranquilla domenica

Da sempre ferragosto segna il culmine delle vacanze estive e l’inizio dell’autunno incombente con i temporali che incalzano. Vero é che con il cambiamento climatico anche in estate ci sono stati allagamenti (in Italia basta ricordare Palermo), frane (Valtellina) e acqua alta (Venezia), ma soprattutto l’allarmante scioglimento di ghiacciai (quello del Monte Bianco che minaccia Courmayeur), delle calotte polari e del Permafrost in Siberia, dove é sprofondato un deposito di gasolio che ha inquinato fiumi e mar Artico. A Sud é di oggi la spaccatura della nave giapponese che trasportava piú di quattromila tonnellate di petrolio, incagliatasi nella barriera corallina al largo delle Mauritius,. Un “danno ambientale incalcolabile” in acque incontaminte, un ecosistema con 38 tipi di coralli, 78 speci di pesci, tartarughe e alberi che gli abitanti stanno disperatamente cercando di difendere con barriere improvvisate per contenere e assorbire il petrolio. Le donne si sono tagliate i capelli da donare per fabbricare galleggianti in grado di assorbire il petrolio.

Ieri ed oggi ho discusso di altri gravi problemi di inquinamento con due amici che hanno deciso di candidarsi nelle prossime regionali in Liguria perché nessun eletto, né di maggioranza né di opposizione ha finora lavorato con loro per fermarlo: Giuliano da anni si batte contro una allucinante cava di bitume che erode la montagna e ammorba gli abitanti con fumi e puzze e Claralidia, che si era trasferita qui a Finale da Milano perché sperava di vivere con meno radiazioni elettromagetiche che le hanno causato elettrosensibilitá si trova anche qui a dover contrastare l’allegra moltiplicazione di antenne che il 5G induce e che i comuni finiscono di accettare perché incentivi delle compagnie telefoniche e provvedimenti governativi che invalidano le loro ordinanze basate sul principio di precauzione spianano la strada.

Il problema é che quello che qualcuno continua a chiamare in modo indifferenziato casta, e facendone parte dopo essersi fatto eleggere come anticasta, la vuole rafforzare con un referendum che taglia il numero dei parlamentari, dopo aver imposto liste e listini bloccati e preferenza unica controlegge (in Puglia abbiamo dovuto minacciare di invalidare il voto e costringere il governo a esercitare i poteri sostitutivi per applicare da doppia preferenza e smettere la vergognosa rielezione da decenni di solo maschi), soglie crescenti (in Calabria terra di ‘ndrangheta, l’8%), raccolta di numero assurdo di firme e i collegi (centinaia di migliaia di persone per le europee contro le 3/4mila in Germania) e chi piú ne ha piú ne metta, impediscono oggi a nuove liste e a cittadini (in particolar modo donne) di presentarsi per difendere i loro interessi e soddisfare i loro bisogni, che piú nessun rappresentante della sovranitá popolare sa o vuole fare. Secondo i dettami della nostra Costituzione, in particolare la prima parte, scritta come ho detto piú volte dalle nostre madri costituenti, i rappresentanti eletti, devono invece agire secondo quanto emerge dalla volontá popolare, perché lí risiede la sovranitá. Non nelle segreterie dei partiti ormai superati e rimasti senza regole perché non hanno mai voluto concretizzare in legge l’art. 49 della Costituzione e stanno sempre meno rispettando l’art.3, che riporto qui all’inizio con i suoi fondamentali due commi. Altrimenti non ci sarebbero le discriminazioni attuali che rendono difficile la vita delle donne, di chi é disabile, di chi ha la pelle nera, dei migranti e cosí via. Addirittura l’art.1 pare dimenticato visto che il lavoro non é piú un diritto fondamentale da assicurare a tutti. Come la salute, la casa e il cibo.

Ma non posso ora dilungarmi oltre amiche e amici. Vi invito peró a rileggerla in questi giorni di vacanza la nostra bella carta costituzionale appuntandovi tutto ció che ingiustamente non é piú attuato dai nostri politici, alcuni dei quali, temo, non l’hanno mai letta. Ma ne hanno voluto continuamente modificare la seconda parte dei poteri, quella scritta solo da uomini, non di rado peggiorandola come nel caso del titolo V come abbiamo potuto costatare durante questa pandemia che non finisce, nei continui litigi e ordini contradditori tra stato e regioni, di cui abbiamo fatto noi le spese, e molti si sono ammalati e sono morti. E informarvi sulle leggi elettorali che ci hanno imposte, diverse per ogni livello dalla circoscrizione al Parlamento europeo, finalizzate all’autoconservazione del sistema politico.

E qui torno ai miei due amici liguri che si sono candidati e che tenteró di aiutare anche se mi costringono ad agire in modo irrazionale rispetto a ció in cui credo e che ho sempre praticato in politica. In questa domenica che sta in estate ma preannuncia l’autunno voglio comiciare a parlarvi del mio malessere politico che si accompagna a uno strano ottimismo che conservo e che ho confermato alla giornalista Paola Centomo che ha intervistato giovani ecofem e poi me e pubblicato l’articolo su Iodonna. Abbiamo chiacchierato per un bel pó e ci siamo riconosciute piacevolmente concordi su molti punti. Ma si sa le redazioni dedicano poco spazio a questi argomenti.E’ giá importante che ne accennino come il Corriere ieri, mentre Repubblica che mi aveva intervistato prima, non ha ancora concesso alla gornalista freelance di pubblicare l’articolo sull’ecofemminismo. Come é importante che i Verdi dopo trent’anni lo riprendano nei gruppi tematici in vista delle elzioni di settembre.

Ma ne riparleremo.

Pubblicato in: Ambiente, Donne, Istituzioni, politica,
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