Verso la convention ecologista a Roma: la sessualità maschile

postato il 15 Mag 2011
Verso la convention ecologista a Roma: la sessualità maschile

Nei gruppi di lavoro proposti per il confronto sul programma del nuovo soggetto politico, tutti molto interessanti ed attuali, non è previsto un tema politico/culturale e sociale che mi sta particolarmente a cuore, su cui le donne hanno speso anni di discussioni che hanno aumentato di molto la propria autodeterminazione ma che non hanno spostato i comportamenti maschili nell’arco di decenni e neppure in diverse aree geografiche perchè si rproduce sempre uguale a se stesso in ogni parte del mondo, più o meno tollerato dalle leggi ma comunque spesso condiviso dalle coscienze, o dagli inconsci, maschili di ogni livello sociale.
Parlo della sessualità degli uomini, che in Parlamento ho definito “grezza” e ripetitiva, come modello molto evidente che ci viene sbattuto in faccia ad ogni pubblicità e in quasi tutti gli spettacoli di intrattenimento delle TV di stato come di quelle commerciali, tra cui anche da questo punto di vista, non esiste ormai differenza.
Mi sarebbe piaciuto invitare Lorella Zanardo, autrice di un bellissimo video e di un libro che ne parla, se fossi stata tra gli organizzatori dell’evento.
Ma i miei amici ecologisti e civici, hanno preferito ancora una volta decidere il programma tra di loro, nonostante la disponibilità che alcune di noi avevano avanzato.
E quindi non si parlerà del fatto che ogni tre giorni, questa sessualità distorta porta alla morte una donna nel nostro paese, per mano del suo compagno, o ex, nella maggior parte dei casi.
Non si parlerà di fatti che anche oggi riempiomo le pagine dei giornali (18 e 19 su La Repubblica di oggi) come quella ennesima vicenda di pedofilia a Genova, dopo quelle di quest’anno a Savona, Roma e Firenze, a opera di sacederdoti cattolici di cui tutti sapevano ma nessuno denunciava finchè non vengono arrestati.
Oppure dell’arresto per stupro di Strass-Kahn, direttore del Fondo Monetario Internazionale, avvenuto al Sofitel di Time Square stanotte (mezzogiorno ora locale) nei confronti di una cameriera che si è ribellata e l’ha denunciato. Avrebbe dovuto essere candidato nelle vicine presidenziali in Francia da Partito socialista, perchè si sa, quando si è uomini di potere c’è sempre un’altra poltrona pronta. Così va il mondo.
La vicenda poi dell’assassinio di Melania Rea, il cui maritino pieno di attenzioni e tanto amato dai suoceri, aveva storie plurime con le soldatesse che istruiva, pare sarà affrontata costringendo la bimba di 18 mesi a testimoniare sui fatti, naturalmente con tutte le attenzioni proposte da uno psicologo infantile interpellato. Una violenza intollerabile per chi è madre, per ogni donna che sa cosa significherebbe per quella bimba un interrogatorio sulla morte violenta della mamma e sulla possibile colpevolezza del papà. Il quale è stato molto sollecito nelle indagini e quando sono uscite le incongruenze dei suoi racconti e i suoi comportamenti sessuali
ha dichiarato: “Ho fatto errori ma non l’ho uccisa io”. E se l’avesse uccisa una delle donne che lui aveva illuso non avrebbe colpa?
Per questo propongo ai miei amici ecologisti maschi che introducano un gruppo in cui si dicute di queste questioni, coordinato da uno di loro che sicuramente, poichè sono uomini dolcissimi con bei rapporti con le loro mogli, saranno inorriditi quanto me da queste vicende che andrebbero però affrontate politicamente da un nuovo soggetto politico “ecologista e civico”.
Alle amiche che parteciperanno propongo di discutere di rappresentanza, di forme di direzione politica, di alleanze e di come arrivare alle elezioni usando ad esempio l’interessante metodo di Lista partecipata proposta e fatta circolare dall’amica Laura Raduta, giovanissima rumena che vive tra Arabia e Roma e che per ora non ha trovato molto ascolto. Nelle riunioni precedenti anche lei, come me, aveva scelto di fare verbali molto precisi per richiamare tutti alla coerenza. Ma si sa questi metodi trasparenti risultano un pò noiosi per chi gioca a dirigere in modo nuovo.

Pubblicato in: Ambiente, Diritti umani, Donne, Istituzioni,

Commenti:

  • Pietro Del Zanna 15 Maggio 2011

    Cara Laura, sono troppe le sollecitazioni per una risposta breve. Non ci sarà alcun gruppo fuori tema sabato e domenica prossimi. Ma se, come si dice, è l’inizio di un percorso vi saranno occasioni. Anche la proposta di Laura Raduta richiede tempo per una risposta. Mi sembra un po’ rigida e difficilmente percorribile. Occorre senz’altro un modello più partecipato di quel che si è ridotto la politica attuale, ma occorre anche un po’ di elasticità e di fiducia. Schemi troppo rigidi, poi inapplicabili, rischiano di partorire mostri. Un abbraccio

  • pino romano 19 Maggio 2011

    Cara Laura, ho visto il filmato della Zanardo e mi dispiacerebbe non incontrarla a Roma. So che il sabato sarà a Firenze a Terra Futura e perciò domenica potrebbe fare una capatina da noi. Che ne dici? Mi hai poi chiesto una mia considerazione sul “ruolo delle donne” e sul filmato-denuncia della Zanardo e se ciò ha a che fare solo con i “comportamenti maschili” o non solo. Ti rimetto allora alcune mie riflessioni che non vogliono portare a un giudizio, che sarebbe limitativo, ma perchè mi piacerebbe (ho 4 figlie femmine) poter arrivare a una posizione condivisa.

    “Nella sciagurata società di oggi, i casi di Berlusconi e Stauss Khan, maschisti per eccellenza grazie alla montagna di denaro di cui dispongono e non certo per il loro “fascino”, sono l’eccezione che conferma la regola.
    E’ sbagliato parlare di donna-oggetto? Molte donne sanno di essere un oggetto, anzi accettano e cercano di esserlo, almeno per un periodo più o meno breve della loro vita. Ce lo stanno a ripetere ogni sera le (ingenue?) modelle e le ballerine-veline, consapevoli donne-oggetto, che scelgono di tentare una carriera nel mondo dello spettacolo. In televisione e nella pubblicità capita spesso a giovani donne di fare da contorno. Che sia ballerina in una trasmissione o testimonial muto e anonimo di un prodotto in un manifesto stradale. E il pubblico più di tanto non si pone il problema. Non è forse così? E ci chiediamo se tutto questo è giusto o no? E’ questo il dibattito delle ultime settimane che si è rinfocolato, a livello internazionale, a livello nazionale e locale, dopo il caso mediatico del documentario-denuncia “Il Corpo delle Donne” di Lorella Zanardo, scrittrice, blogger, regista e consulente organizzativa.
    Fra i primi ad esser sotto accusa c’è la televisione. Prendiamo ad esempio la scena della ragazza trattata da prosciutto, portata sospesa in una cantina piena di prosciutti, usata come chiusura del filmato «Il corpo delle donne». Gli slip che indossa lasciano scoperte le natiche e alla fine un finto salumiere ci stampa sopra un marchio. Come si fa con i prosciutti.
    A chi piace la tv che usa la donna e il suo corpo?. Perché non si riesce a fare a meno di mercificare l’immagine femminile nei media? Anche perché, in fin dei conti, chi va in tv per ricoprire certi ruoli sembra proprio non essere costretto, anzi. Nel filmato della Zanardo si critica le donne stesse, che rischierebbero di perdere la propria identità, omologandosi a stereotipi inculcati dagli uomini. Quello della donna-oggetto resta un tema controverso e, volendo, sempre di attualità. Certo non è da oggi che i media “usano” il corpo della donna, ma va chiarito che non sempre questo è (percepito come) un problema. A fronte di chi critica, comunque, molti altri difendono la pubblicità, i mass media, i calendari sexy e il mondo dello spettacolo in genere.
    La tematica della donna-oggetto resta di attualità e, forse, nel pubblico ha finito con il prevalere una sorta di «assuefazione» a veline, ballerine, nudi e ammiccamenti vari. Si scatenano allora le interviste e i servizi che offrono una panoramica di opinioni «Viste da lei» e «Viste da lui» e ci sia accorge che non sempre le donne sono compatte contro la pubblicità sessista e tutti gli uomini a favore. Rappresentano pur sempre punti di vista e sta a noi confrontare le diverse idee e posizioni e magari, In un dibattito serio e costruttivo, esprimere la “nostra”.

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