Facciamo il punto

postato il 17 Feb 2021
Facciamo il punto

Inizio di Quaresima e Draghi in Senato espone il programma e fa il conto della sua maggioranza mentre le donne del PD e della sinistra, le femministe scoprono che sono stati nominati solo ministri, e poche donne di destra e tecniche, in barba a tutte le raccomandazioni e i codici europei e internazionali, gli appelli halofit e per il 50% con cui avevano tempestato il presidente della Repubblica e quello incaricato. Tra amarezze, arrabbiature e sconcerti dobbiamo prendere atto che questo non è l’unico problema che ci assilla. E’ stata scoperta una nuova ennesima variante pericolosa e si moltiplicano le zone rosse dove il virus corre velocemente anche tra i piccoli che fino a poco fa si pensavano poco a rischio. Si chiudono asili e scuole. Intanto a Formia si accoltellano due bande di minorenni: un diciassettenne muore e un altro è gravissimo. A Napoli nella folla a passeggio sul lungomare dei quattordicenni o poco più iniziano a fare scorribande, insultare e picchiare provocando un fuggi fuggi. Una diciassettenne qualche settimana fa è stata accoltellata a Napoli dall’ex fidanzato minorenne e fortunatamente si è salvata. A fine gennaio una diciassettenne è stata bruciata e buttata in un dirupo vicino a Palermo pare dal fidanzato diciannovenne geloso. A Lecce invece una giovane più grande è stata accoltellata per strada dall’ex-fidanzato ed è morta. Non faccio l’elenco delle adulte uccise da inizio anno, o di quelle maltrattate e minacciate, che hanno denunciato inutilmente e troppe non se la sono sentita di farlo perché avevano perso il lavoro o avevano paura per i figli, alcuni dei quali sono stati uccisi dal padre. Le giovani studentesse lavoratrici con cui siamo in contatto ci raccontano la difficile vita tra studio e politica e lo sfruttamento a cui sono sottoposte. Una di loro, che lavora per una cooperativa in un asilo privato, ha preso il Covid perché nessuna protezione o monitoraggio era garantita. Un infortunio colpevole sul lavoro che non è stato riconosciuto e neppure la lunga mutua è stata pagata. Questa è la Next Generation.

Anche qui posso solo immaginare cosa significa che su 101mila che hanno perso il lavoro nel mese di gennaio 99mila siano donne: senza reddito, con figli, improvvisamente dipendenti, probabilmente costrette a lavori di cura non pagati, a rischio chiuse nelle loro case con uomini violenti. Le audizioni fatte sul recovery italiano in Parlamento durante la crisi di governo hanno messo a fuoco i tanti problemi. Molti documenti che denunciano la grave situazione conseguente all’espulsione delle donne dal pubblico e la loro cacciata nelle case e nel privato, a svolgere tutti i lavori di cura non pagati e sottopagati, sono arrivati sui tavoli del Presidente della  Repubblica e di quello incaricato, molti ricordando che regolamenti, codici e leggi italiane ed europee, oltre che prassi consolidata in molti paesi, prevedono pari opportunità, 50e50, e molte donne nei luoghi decisionali e a capo di governi e stati.

C’è stata una grande indignazione nel weekend, che ci siamo comunicate tra tutte, donne molto conosciute hanno trovato spazio sui media e altre in rete con analisi del perché siamo così conciate nel nostro paese, alcune hanno avanzato proposte molto radicali, e difficilmente praticabili, come invitare quelle che saranno designate sottosegretarie a rifiutare sdegnosamente, oppure come chiedere a tutte le parlamentari di non votare la fiducia al governo. Un sindaco ha consigliato alle donne del PD, le più offese, di costituirsi in corrente per contare.  La delusione e l’analisi della situazione sono chiare in quest’articolo sul Corriere: la manifestazione in realtà sarà un webinar promosso da #dallastessaparte, di cui noi ecofem facciamo parte con il nostro laboratorio, che ha coinvolto 190 donne in una discussione ricca e pacata. Ieri pomeriggio la centenaria Marisa Rodano ha convocato un interessante confronto di #noiretedonne che da 10 anni è impegnata a far decollare una vera parità nel nostro paese. E altre discussioni si stanno svolgendo ovunque.

Invito tutte le amiche a partecipare e a seguire i confronti in atto. Sto ascoltando la relazione di Draghi che affronta i nostri problemi, e quelli dei rischi che corriamo con le catastrofi climatiche e la pandemia, almeno riconoscendoli e nominandoli; ha evidenziato le preoccupazioni climatiche con una battuta: “Vogliamo lasciare un buon pianeta, non solo una buona moneta”. Rispetto alle diseguaglianze uomo-donna è stato chiaro: “Una vera parità di genere non significa un farisaico rispetto di quote rosa richieste dalla legge: richiede che siano garantite parità di condizioni competitive tra generi. La mobilitazione di tutte le energie del Paese nel suo rilancio non può prescindere dal coinvolgimento delle donne. Il divario di genere nei tassi di occupazione in Italia rimane tra i più alti di Europa: circa 18 punti su una media europea di 10. Dal dopoguerra ad oggi, la situazione è notevolmente migliorata, ma questo incremento non è andato di pari passo con un altrettanto evidente miglioramento delle condizioni di carriera delle donne. L’Italia presenta oggi uno dei peggiori gap salariali tra generi in Europa, oltre una cronica scarsità di donne in posizioni manageriali di rilievo. Intendiamo lavorare in questo senso, puntando a un riequilibrio del gap salariale e un sistema di welfare che permetta alle donne di dedicare alla loro carriera le stesse energie dei loro colleghi uomini, superando la scelta tra famiglia o lavoro. Garantire parità di condizioni competitive significa anche assicurarsi che tutti abbiano eguale accesso alla formazione di quelle competenze chiave che sempre più permetteranno di fare carriera – digitali, tecnologiche e ambientali. Intendiamo quindi investire, economicamente ma soprattutto culturalmente, perché sempre più giovani donne scelgano di formarsi negli ambiti su cui intendiamo rilanciare il Paese. Solo in questo modo riusciremo a garantire che le migliori risorse siano coinvolte nello sviluppo del Paese.”. Vedremo concretamente cosa farà questo Governo.

Cosa che nessun governo precedente aveva fatto. Un po’ di aria europea finalmente. Il riconoscere che siamo al fondo della classifica del gender e del pay gap, per la disoccupazione femminile, poche donne manager e scarso accesso alla formazione scientifica, e welfare smantellato da ricostruire, sanità territoriale compresa. Anche il rapporto con eletti e, soprattutto, elette. Ministre e ministri, sottosegretari e le poche donne che ci saranno. La definizione del recovery plan sarà da seguire sia per le riforme indicate che per la governance. In vista delle prossime elezioni a livello locale sarà importante potare avanti le nostre idee e i nostri progetti, ma anche contrattare candidature che ci rappresentino.

Noi abbiamo una gestione collettiva e nessuna presunzione di essere la voce più importante anche perché nate meno di un anno fa. Nessuna  ha mai assunto ruolo di capa per fortuna. Non è così ovunque. Io conosco le Contemporanee, 25 anni Pechino,noiretedonne, il gruppo della Oliva e Martini, Gg20 e Linda Laura Sabbadini, Concita De Gregorio e le donne Pd Green Italia e le verdi, la Libreria delle donne di Milano e Diotima e le case delle donne che hanno elaborato tante proposte. Stimo il lavoro di tutte e collaboro direttamente quando richiesta. So le tensioni e le fratture più personali che politiche che hanno attraversato  e sono ancora in corso nel femminismo, anche tra generazioni diverse, ma non ho mai voluto approfondirle. Mi piacerebbe che noi che ci siamo definite dallastessaparte ci muovessimo per tentare di unire nelle differenze con grande correttezza e empatia. Che individuassimo le differenze politiche e agissimo conflitti con intelligenza. Giovedì prossimo 25 alle 21 ci ritroviamo con l’assemblea di lunedì scorso.

Ci aspetta un grande lavoro ma abbiamo una resilienza maturata nelle difficoltà e una passione che non si ferma. Le nostre esperienze e le nostre radici sono la nostra forza. Insieme stiamo facendo il salto necessario.

Pubblicato in: Ambiente, Donne, Europa, Istituzioni, Lavoro, politica, salute,

Commenti:

  • Francesca piatti 17 Febbraio 2021

    Strapparsi le ceste e farcstridere i denti evvabeh. Ma un commento sul discorso di Draghi, no?

  • Pinuccia 17 Febbraio 2021

    Ortimo Laura. A me il discorso di Draghi istintivamente piace. Ho dubbi e li conservo sul 5g. Per il resto mi convince. Ma lo leggerò attentamente. Sulle donne, noi donne, condivido la tua opinione

  • Laura Cima 17 Febbraio 2021

    Francesca, aspettavo il tuo commento. Pinuccia, speriamo che alle parole seguano i fatti

  • Eliana Rasera 17 Febbraio 2021

    Analisi perfetta Laura!

  • PULCINI ELENA 17 Febbraio 2021

    Molto efficace, Laura, come sempre ma con una punta struggente soprattutto all’inizio che tocca cose che non vorremmo mai sentire e che ci allarmano…
    C’è un enorme lavoro d fare per contarstare i due poli opposti e speculari di violenza e indifferenza. Le parole di Draghi sono condivisibil, sono d’accordo, speriamo seguano i fatti. Un abbraccio

  • marcella mariani 17 Febbraio 2021

    la mia impressione è stata che Il presidente Draghi non si renda conto che le competenze, giustamente invocate,nel mondo femminile ci sono già solo che una miopia trasversale impedisce di vederle. Importante certamente la formazione di giovani leve ma intanto mettiamo alla prova le tante donne già pronte. Io continuo a pensare che noi ci facciamo sentire poco e seguiamo strade convenzionali che per abbattere i muri sono insufficienti. Purtroppo la situazione presente rende tutto più difficile.

  • Lorella Marini 17 Febbraio 2021

    Draghi è un uomo intelligente, competente. Di respiro europeo. Non parla a vanvera e quello che dice è in buona parte condivisibile. Il problema, come sempre, è passare dalle parole ai fatti. Siamo un paese culturalmente devastato, sessista, fascista e mafioso nella struttura profonda. Certi cambiamenti non avvengono semplicemente perché il presidente del consiglio è in gamba. Resta il grosso disequilibrio di genere. Le donne italiane sono indietro di anni rispetto alla maggioranza delle europee. Urge una politica ecofemminista che superi la tradizionale conflittualità femminile. Quale sia la strada da percorrere, purtroppo non lo so.

  • Maria La Salandra 17 Febbraio 2021

    La parte del discorso di Draghi sulla parità di genere è più che condivisibile, anche se ampiamente trattata a livello europeo e contenuta nei dossier presentati dalle associazioni femminili che, mi pare, abbiano anche chiesto di essere audite nel percorso di consultazioni. Tralasciando le responsabilità delle forze politiche, se lo avesse fatto, insieme alla richiesta ai partiti e ai vari negoziatori, di avere una rosa al 50 per cento, le sue parole sarebbero significative e credibili . Certo non mancherà molto per verificarne la traduzione nella realtà, e su questo concordo debba esserci una costante attenzione.

  • Franca 17 Febbraio 2021

    Draghi è forse finalmente il Principe atteso e voluto dal nostro contemporaneo Machiavelli. Un Discorso ricco ampio chiaro con ottime prospettive politiche e di sviluppo. Vero che mai nesuno aveva assunto la questione del gap di genere con tante convinte parole e conoscenza di causa. Ma le sue parole contrastano con la composizione del governo. Quindi per ora ai prinicipi non seguono i fatti. Inoltre si è dichiarato contrario alle Quote rosa che viceversa in molti paesi sono state proprio parte delle politiche di pari opportunità per riequilibrare lo squilibrio di genere. Sull’immigrazione ha assicurato i salviniani il rimpatrio dei non aventi diritto all’accoglienza come rifugiati. Rimanda la questione migratoria all’Europa che non ha fatto altro che alzare muri verso gli esterni. In questo momento accenno alle quote. Ma subito dopo l’importanza della Sicurezza. E i diritti umani? Alla dignità. Nessun cenno a quello che sta avvenendo in questo momento ai confini dell’europa…

  • Elena Rosa 17 Febbraio 2021

    Ottima analisi, brava Laura. Il nostro grande vantaggio è essere dalla parte della ragione, la nostra debolezza: riusciremo a stare tutte dalla stessa parte?

  • Elena Rosa 17 Febbraio 2021

    Ottima analisi, brava Laura. Il nostro grande vantaggio: siamo dalla parte della ragione, la nostra debolezza: riusciremo a stare tutte dalla stessa parte?

  • rossana garau 17 Febbraio 2021

    ho ascoltato tutto il giorno le parole di tutti al Senato.Draghi ? Discorso con propositi alti ,eccellenti,se-ducenti ,ora ,a sera, ,però ,mi ritorna tutta la nausea di questi mesi con le bugie consociative in passerella e le smorfie renziane e gli impliciti segreti giocati sulla nostra testa. Rileggerò,pertanto, il suo ampio discorso: da buon cattolico – illuminato e convertito -? mi sa ,ma vedremo .. grazie Laura

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