Onnipotenza, valigetta e governance

postato il 9 Gen 2021
Onnipotenza, valigetta e governance

L’effetto che mi procurano di notte età e confinamento, conseguente a provvedimenti governativi e neve à gogo, è la sveglia improvvisa, spesso legata a avvenimenti che il giorno dopo avranno molto rilievo sui giornali. In questo modo mi faccio invadere e accompagnare da subito da Rainews che informa continuamente, rifletto nel silenzio e comunico all’alba i miei pensieri a chi li legge. Insieme poi cerchiamo risposte e proposte. Così è stato con l’assassinio e lo stupro di quella meravigliosa ecofemminista che aveva aperto nel centro della città che da poco abito un negozio di prodotti frutto della sua capacità imprenditoriale e di integrazione. Ad Agitu abbiamo dedicato il calendario di ecofem e sostenibilità che vi chiediamo di aiutarci a dffondere, lo potete trovare QUI, è un progetto pensato quando abbiamo chiesto a Codacons di ritirare il vergognoso calendario di donne nude che il gruppo dirigente tutto maschile vende in pandemia strumentalizzandoci. L’abbiamo realizzato in economia e lo regaliamo a tutte e tutti per contrastare il modello predatorio a cui questi maschi, che si sentono onnipotenti anche nelle risposte che ci hanno dato, non hanno pudore ad invitare i loro simili, frustrati in questa pandemia nella sessualità che vorrebbero praticare.

Una notte più recente è quella dell’invasione di Capitol Hill dove, allibita, ho avuto modo di seguire quello che succedeva, ed ho avuto modo di vedere la prima donna colpita da un proiettile, sanguinare ed agonizzare. Sapremo poi che è morta in ospedale, come il poliziotto anche lui ferito, ed era una veterana partita da S.Diego per invadere il Campidoglio. Una trumpiana che credeva alla favola dei brogli? Le altre donne urlanti vicino ai cartelli che insultano la Pelosi anche? Dovremo capire meglio perchè queste gregarie di clan maschili mi spaventano di più dei loro leader che si credono onnipotenti. L’esatto opposto di Agitu ma vittime anche loro? Ho commentato subito su FB esprimendo i miei dubbi su eventuali complicità di vetici delle forze dell’ordine e del Pentagono, nominati da Trump. La Pelosi esplicita ora la sua preoccupazione sulla valigetta nucleare che rimane nelle mani di questo presidente sconfitto che non sa perdere con dignità, come troppi uomini sono abitati a fare anche nei loro affetti che considerano possessi. Da questi deliri di onnipotenza e da questa incapacità di relazione e di accettazione della realtà derivano i femminicidi.

Le vicende politiche di casa nostra sono agitate da troppe prime donne maschi, nel governo nazionale e locali, nei comitati e task force tecnici, tra virologi e immunologi vari, che invadono le tv e che producono grande confusione e rumori in una fase complicata, di disorientamento, paure e frustrazioni in cui ci aspetteremmo una ben diversa responsabilità. Quella responsabilità che Luisa Muraro ha richiesto alle due ministre di cui Renzi ventila ogni giorno le dimissioni, perchè non si dimettano. Ora, chiunque ha frequentato i luoghi della politica partitica e istituzionale, sa bene che i nostri costituenti, e le nostre 21 madri impedite dai loro partiti di partecipare alla sottocommissione che definiva i poteri della repubblica, non hanno messo in discussione fino in fondo il precedente modello patriarcale. Sa bene dicevo che questo invito non è praticabile con l’attuale modello di stato e di partiti, non a caso mai regolamentati come vorrebbe l’art. 49. Solo gli eletti e le elette in Parlamento possono ancora sentirsi rappresentanti di chi li ha votate grazie all’articolo che non obbliga al vincolo di mandato che Renzi e 5 stelle peraltro hanno tentato di eliminare. Come ho dichiarato in occasione di un bel convegno del Forum donne verdi, dell’inizio del 2000, “politica, sostantivo femminile” il modello continua ad essere quello dei clan purtroppo. Hannah Arendt ha spiegato che occorre usare potere come ausiliare di altri verbi come fare ad esempio, e non come sostantivo che rimanda all’onnipotenza maschile. E ai ricatti conseguenti che chi si riconosce in quei modelli pratica. Certo Renzi, ma anche la Bellanova che si riconosce nel suo clan e quindi invece di trovare mediazioni minaccia dimissioni: non seguirà mai il consiglio Muraro, nè lo potrebbe fare senza essere cacciata o emarginata dal capo.

Autodeterminazione e autonomia delle donne in politica è quindi il nodo su cui dobbiamo presto confrontarci. Non bastano visibilità e parità gicate in questo modello. dobbiamo fare insieme il salto di qualità che ci rende responsabili e capaci di guidare il processo di passaggio dal paradigma della predazione della violenza e dell’insostenibilità a quello della cura come definito nelle due giornate di Magnolia. Insieme. Dalla stessa parte. Con pazienza e senza ansia di protagonismi, con empatia e competenza. E gli uomini che cominciano a non soppotare più ricattatori e incompetenti, che avvertono il pericolo può darsi che cominceranno ad ascoltarci e seguirci. Buon nuovo anno a tutte. Facciamo succedere l’imprevisto.

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