sorella acqua, sorella democrazia

postato il 15 Giu 2020
sorella acqua, sorella democrazia

Nella ricorrenza della vittoria del referendum per l’acqua che ci aveva fatto sperare in una svolta che fermasse privatizzazioni e svendite dei beni comuni, ho partecipato ieri sera ad un incontro con chi era protagonista di quella stagione.

Oggi, negli stati generali a porte chiuse voluti da Conte, il capo della task force Colao, illustrerá il rapporto che riguarda grandi opere come il ponte di Messina, la rete 5G. Mascherato da modernitá, il progetto “water smart society”, lanciato da Water Europe, associazione che raccoglie più di 200 membri, tra cui fornitori e gestori di servizi idrici che dettano la linea é una svendita dei processi democratici conquistati in decenni di lotte per attuare la nostra costituzione. Il linguaggio segna che saremo ulteriormente colonizzati da multinazionali il cui scopo é il profitto senza limiti e il cui operato sta distruggendoci con gli ecosistemi che hanno garantito la vita.

Un bilancio che ci ha messo davanti agli occhi una situazione molto difficile perché dobbiamo scegliere se rassegnarci ad una fine incombente che troppi segnali preannunciano: pandemia, crisi climatica, rottura del permafrost, intollerabile povertá e ingiustizia. La sorellanza a partire dall’accesso all’ acqua pulita per tutte le speci pretende che proprio chi é escluso dal potere si riappropri del processo democratico che ci vogliono ulteriormente sottrarre: accelerazione delle procedure per autorizzare infrastrutture, sempre meno utilizzata la valutazione di impatto ambientale, investimenti in cui il privato ha la meglio sul pubblico, espropriazione del diritto dei comuni di decidere sulla gestione dell’acqua, sulla diffusione del 5G e utilizzo dei fondi che dovrebbero arrivarci dall’UE per arricchire ulteriormente multinazionali e gruppi finanziari facendo lievitare il debito dello Stato.

Le donne devono essere le protagoniste della svolta, perché insegnano come si lavora con cura anche per le generazioni future, ma vogliono veder conteggiato nel Pil il loro lavoro non pagato dai tempi de lla Conferenza di Pechino di 25 anni fa. Un’economista italiana, Antonella Picchio, ottenne questo impegno da tutti i governi lí riuniti, ma poi non lo mantennero perché tutte le economie del mondo, basate sullo sviluppo insostenibile che ci hanno imposto, non avrebbero retto. Le donne sono state in prima fila a fronteggiare la pandemia nelle case, nelle RSA, negli ospedali, nel volontariato e si trovano impoverite e a rischio posto di lavoro.

Come dice Vandana Shiva, le donne sono le custodi del territorio, a partire dalle acque, delle foreste, dei semi, conoscono l’utilizzo delle erbe curative, sono depositarie degli antichi saperi che fanno la ricchezza anche del nostro agroalimentare e del migliore made in Italy. Perché come testimoniava Berta Flores Cáceres poco prima di essere uccisa “le donne sono la maggioranza nella lotta contro la privatizzazione dell’acqua e dei fiumi, la difesa delle foreste contro lo sfruttamento delle multinazionali. Ció provoca minacce alle nostre vite e alla nostra sicurezza fisica, emotiva e sessuale, minacce contro i nostri figli, la nostra famiglia. Dicono che siamo puttane, streghe, pazze. Abbiamo ottenuto vittorie come la ratifica della convenzione 169 sulle popolazioni indigene, la proprietá sulle terre della comunita, i comuni aborigeni”.

Perché come ci ha insegnato la Nobel Wangari Maathai, di fronte al pericolo le donne non scappano, come il colibrí che porta la sua goccia d’acqua per spegnere l’incendio della foresta, abbracciano gli alberi per non farli tagliare, lottano contro la costruzione delle grandi dighe e i semi sterili, geneticamente modificati, come fanno Vandana Shiva e Arundathy Roy per salvare agicoltori che, in seguito ad accordi commerciali e neocolonialismo, non avevano altra scelta che il suicidio. Perché quelle cento donne a Pescara ricordarono prima di Chernobyl che la terra ci é stata data in prestito dai nostri figli, e dopo, entrarono responsabilmente nelle istituzioni in bicicletta, e forti delle manifestazioni ecofemministe contro l’asservimento della scienza alle irresponsabili scelte energetiche e l’incapacitá del potere di gestirne le distruzioni e le morti come documenta la serie Tv che verrá diffusa a partire da questa settimana. Vinsero il referendume e fecero uscire l’Italia dal nucleare civile. Poi raccolsero le firme per la riconversione delle fabbriche d’armi, promossero la Campagna Nord/Sud per la remissione dei debiti neocoloniali, promossero leggi per la bonifica dall’amianto e da tutti gli inquinanti chimici, per il risparmio energetico e le fonti rinnovabili, per la bioagricoltra, per l’istituzione dei parchi, per l’uscita dalla caccia e tante altre. Progetti che contiuano oggi come documenta il libro collettivo “l’ecofemminismo in Italia, le radici di una rivoluzione necessaria“.

Su Liberation del 13 di giugno scorso, c’é una bella intervista a Jeanne Burgart-Goutal che ha appena pubblicato il libro “essere ecofemminista” in cui sostiene che la lotta contro il patriarcato e i cambiamenti climatici é la stessa. É la lotta contro quell’antropocentrismo che ha denunciato il Papa nella sua enciclica Laudato sí. In Italia porta lo stesso nome una associazione guidata da Daniela Padoan che ha appena pubblicato “Niente di questo mondo ci risulta indifferente“. Una cara amica mi ha regalato un bel libro che vi consiglio: “il canto degli alberi” del biologo David Haskell che, spiegando come la natura si organizza intorno ai grandi connettori ne deduce che la vita é un insieme di reti incarnate dove le tensioni di relazione non si risolvono con la vittoria del piu forte ma nel dissolversi del sé nel tessuto di relazioni che si autoregola. Impariamo quindi dalla natura e dalle ecofemministe per credere e praticare un nuovo inizio.

Prossimo appuntamento giovedi 18 giugno:

  • Nota: l’immagine in alto ritrae le water wives le seconde o terze moglie degli uomini che vivono nei villaggi indiani afflitti dalla siccità. L’unico scopo di queste donne è quello di andare alla ricerca di acqua e di portarla alla famiglia.
Pubblicato in: Ambiente, Diritti umani, Donne, Istituzioni, politica, salute,
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