abbiamo vinto
postato il 24 Mar 2026
“Votate Si e ci togliamo di mezzo la magistratura che sono plotoni di esecuzione“. A fare questa dichiarazione durante un dibattito televisivo, è stata Giusi Bartolozzi, capa di gabinetto del ministro della Giustizia, Carlo Nordio. Bartolozzi, magistrata, parlamentare di Forza Italia per 4 anni dal 2018 al 2022, era ospite in un confronto sul referendum ed è sbottata in questo modo, spingendo senza rendersene conto una parte della base elettorale del governo, più rispettosa della Costituzione e della divisione dei poteri, verso il no. Già la sua presenza a un talk show era inopportuna, visto che è abbastanza irrituale vedere un capo di gabinetto che fa campagna elettorale, laddove il ruolo di solito contempla figure silenziose, riservate, nell’ombra. Ma l’arroganza di queste parole ha svelato il sentire di una parte della cerchia meloniana che non è stata per nulla apprezzata da quegli elettori che da tempo sono insoddisfatti del suo operato.
Il sottosegretario Del Mastro nel frattempo ha creato una società con la figlia di un capomafia e, quando ”Il fatto” ha svelato la vicenda, ne è uscito raccontando della sua insaputa, sperando di non doversi dimettere dal governo. Anche questa vicenda, oltre alle dichiarazioni della Bartolozzi, hanno fatto emergere arroganza, opportunismo e anche incapacità politica della cerchia meloniana che non è piaciuta a una parte, pare il 17% del suo elettorato, già scontento della subordinazione a Trump e della politica internazionale di questo governo. Che di conseguenza si è spostata sul No referendario anche perché l’appello al voto di Meloni era stato ben poco convincente: “Occhio agli stupratori … Quando si fa la scelta più facile c’è un problema di negligenza. La meritocrazia conta più dell’appartenenza politica ….La crociata dei magistrati rispetto agli immigrati … le sentenze saranno meno politicizzate”
“I cittadini sono molto più intelligenti di come li fa certa politica” ha detto la Meloni. Infatti hanno detto No. Quindici milioni di elettori sono uno spartiacque che mettono la destra governativa in grande difficoltà. Forse Meloni si era illusa se qualcuno l’aveva assicurata con una frase di andreottiana memoria: “il potere logora chi non ce l’ha” ma io che l’ho conosciuto bene ho apprezzato la scuola in cui è cresciuto e anche l’ironia che spesso usava a proposito. Meloni ne è totalmente priva e ora che deve rinunciare all’arroganza si ritrova un po’ malconcia ad un anno dalle elezioni. Se poi si sofferma sull’analisi del voto e si accorge che giovani e donne le hanno votato contro forse il suo farsi chiamare al maschile e tutte le ambiguità che ha usato non le hanno giovato.
Anche l’affluenza inaspettata, quasi il 60%, è il segnale dell’insofferenza dei tanti delusi della politica che se ne erano allontanati ma che, di fronte al tentativo di modifica della nostra Costituzione si sono decisi a portare un deciso No al seggio. Tanti giovani sono usciti dall’astensionismo e hanno concorso a superare il ragguardevole traguardo dei 15 milioni di No. La cosiddetta generazione Gaza si fa sentire. La nostra generazione sessantottina li incontra felice. Questo mondo ha bisogno di un periodo di grandi cambiamenti.
I media che hanno fatto propaganda al Si, già oggi si affrettano a cancellare questa svolta come viene loro richiesto da chi si stava godendo il potere e ha promosso il referendum illudendosi che avrebbe potuto con un Si vincente prefigurare la conferma prossima. Spero proprio che questo NO contro il governo si diffonda fino a farlo affondare. Noi ecofemminste ce la metteremo tutta.
Commenti:
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Abbiamo vinto. La prima a vincere è stata la Costituzione sempreviva; ha vinto la Società civile, i Comitati del NO, i cittadini e le cittadine giovani e di tutte le età, le associazioni, gli intellettuali e gli artisti, i magistrati indipendenti…tutti e tutte noi, singolarmente e insieme (nelle difficoltà dei diversi territori!). Un sussulto di orgoglio contro l’arroganza, l’incompetenza, la falsità di questo governo e dei suoi rappresentanti che si sentono impuniti.