Assuefazione italiana tra veline e corruzione

postato il 20 Mag 2009
Assuefazione italiana tra veline e corruzione

Dopo la denuncia pubblica della moglie su veline e minorenne, a cui sono arrivate promesse dal nostro premier di carriere, indifferentemente in politica e nello spettacolo, in cambio di piaceri come quelli di cantare insieme al karaoke, oggi arriva la motivazione della sentenza di condanna a più di quattro anni del suo avvocato consulente David Mills, profumatamente retribuito miliardi e miliardi perchè raccontasse storie in tribunale per coprire le malefatte della Fininvest berlusconiana.
Elusione del fisco, violazione delle leggi contro la concentrazione dei media, profitti illeciti dall’estero ai figli.
Tutto in famiglia.

Ma la signora Veronica si è stufata, ha chiesto il divorzio e rivendicato la dignità sua e dei figli.
Ha rotto l’omertà con accuse al marito che avrebbero cancellato dalla scena politica qualsiasi politico di secondo piano, figurarsi un premier, in qualsiasi altro paese democratico.
Dove, chi corrompe per quelle cifre un testimone per uscire indenne dalle accuse di reati pesantissimi come quelli emersi durante il processo Mills, sarebbe già in galera.
Invece il nostro ha fatto in tempo a far approvare il lodo Alfano, che salva i vertici dello Stato dalla giustizia, in un parlamento di cui non solo ha la maggioranza, ma che controlla perfettamente, tant’è che ha praticamente zittito ogni opposizione significativa.

La migliore difesa è quella di fare la vittima, come sempre, e mentre il Paese è distratto, di fare il pieno delle nomine, questa volta alla RAI, così potrà sempre far sapere solo la sua agli italiani. Come se non fossero ancora abbastanza assuefatti.

E il popolo italiano, in cui risiede la sovranità come in ogni democrazia, continua a votarlo perchè ci libera dai rifiuti a Napoli e dagli immigrati ovunque. O almeno lo promette perchè ci dice che lui non vuole un’Italia multietnica. Nessuna differenza è ammessa. Tutto livellato alla sua cultura e alla sua politica.

Il popolo italiano cerca disperatamente tra simboli e simboletti qualcuno che abbia la forza di liberarcene. Non trova nessuno. Trova solo un Di Pietro che denuncia e denuncia ma non vuole che si rendano pubbliche le denunce dei redditi, insieme a Grillo, ad esempio. Quindi trasparenza si? no?

Meno di un mese alla data delle elezioni. Care amiche e amici. Chi votiamo?

Commenta

Lascia un commento