Bellezza, sesso e politica

postato il 19 Lug 2007
Bellezza, sesso e politica

Un articolo sul Financial Time che denuncia la propensione degli italiani maschi a farsi suggestionare da nudi femminili, usati per pubblicizzare qualsiasi cosa, piuttosto che farsi stimolare il cervello e lega l’esclusione delle donne dai luoghi decisionali a questo loro uso strumentale, ha dato la stura a commenti e a talk show estivi, in cui ho sentito un sacco di stupidaggini.

Come per esempio che ad una donna bella e provocante non sarebbero riconosciuti cervello e titoli di studio oppure che gli italiani sono volgari e il loro livello medio è quello presentato dai film cosiddetti di Natale e dalla tv spazzatura, cioè quasi tutta.

Quentin Tarantino si è chiesto in questi giorni dove sia finito il cinema italiano e la mia amica Marina Terragni ha scritto un libro sulla scomparsa in Italia della donna.
Persino le donne di destra rimpiangono il femminismo pur negandone il valore.
Come mai anche su questa questione l’Italia viene sbeffeggiata all’estero e pare che solo qualche giornalista, donna in carriera o politica se ne accorga?

E’ vero che i giovani maschi sono peggio dei loro padri in fatto di sessualità, cioè di atteggiamento verso la vita e i/le loro simili e ragionino solo con il cazzo. Ad esempio non aspirino a capire come funziona il mondo e cosa ci stanno a fare su questo pianeta ma siano oggetti di un mercato che usa donne nude per piazzare qualsiasi prodotto?

Oliviero Toscani ieri sera, alla fine di una presunta discussione politica su questi temi ad “8 e mezzo” ha accusato le donne, politiche e in carriera, insieme a Chiara Saraceno di uniformarsi anch’esse a un modello di mercato e a far scomparire la vera bellezza che è altro.

Io credo che non si possa affrontare questi temi in modo così confuso e solo con donne perchè riguardano tutti. Se le donne giovani aspirano ad essere veline, i maschi diventano Corona, che non è molto meglio. Quelli che hanno un cervello fuggono da questo paese perchè possono fare, ben pagati, ricerca in altri paesi, mentre qui se non iniziano come portaborse nel carrozzone mangiatutto della politica, e annessi massmedia, possono aspirare al precariato e a mille euro di stipendio quando gli va bene.

Quindi occorre partire dal sistema politico che non può più reggere e che ha bisogno di uno scossone che lo rivitalizzi altrimenti tutti si augureranno che pesi e costi il meno possibile, così non intralcerebbe la società e la vita.

Da sempre sono convinta che questo scossone può venire solo da una presenza paritaria di donne nei luoghi decisionali politici, finanziari ed economici. Questo non perchè le donne siano migliori e più capaci in assoluto, anche se i dati scolastici confermano questo assunto, ma perchè hanno la freschezza di chi raggiunge il potere essendone fino allora escluso. Se si tratta di una o poche cooptate non cambieranno nulla nel sistema di potere, come è successo sinora.

Ma se saranno una massa critica del 50%, come propone una proposta di legge popolare UDI su cui si stanno raccogliendo le firme, cambierà il potere, cambierà la politica, si affermerà la democrazia al posto dei clan, ne guadagnerà la bellezza a cui aspiriamo e che ci circonda, la qualità della nostra vita e forse anche la sessualità degli uomini italiani si manifesterà in modo meno grezzo, più intrigante e più rispettoso.
Ci saranno meno violenze, faremo sesso meglio e saremo più felici.

E’ una questione di potere. E’ una questione che riguarda tutti.

Pubblicato in: Donne, Lavoro,
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