buen vivir

postato il 4 Gen 2026
buen vivir

Salutiamo un anno difficile e vorremmo festeggiare un anno nuovo senza più guerre e violenze, povertà e disoccupazione, ingiustizie e incuria, inquinamento-e surriscaldamento. Ma prima devo parlare delle tragedie in corso e di quelle appena avvenute come nella discoteca svizzera dove la notte di capodanno un terribile incendio ha causato una quarantina di morti e decine di feriti gravi tra i giovanissimi presenti. Anche il bombardamento statunitense al Venezuela ha provocato almeno una quarantina di morti, ed ha rappresentato la violazione del diritto internazionale più basilare: aggredire una nazione indipendente per imprigionare il suo presidente con la moglie. Non è chiaro come Trump potrà governare il Venezuela come ha assicurato ad una giornalista che nella conferenza stampa gli ha fatto questa domanda.

Nonostante questo inizio d’anno tutt’altro che rassicurante, lasciatemi esprimere qualche desiderio. Vorrei che cessassero tutte le guerre, non importassimo più armi e la mia proposta di legge sulla riconversione delle nostre fabbriche che le producono fosse discussa in aula come legge popolare sostenuta da tantissime firme di giovani.

Vorrei che nascessero più bimbi e bimbe. Che fossero accolte e accolti con gioia e affetto, un’alimentazione sufficiente e una cura costante, che non subissero paure, violenze, abusi e malattie. Mi piace veder crescere il mio nipotino Victor che ha compiuto da poco quattro anni con le sue curiosità, le sue scoperte e anche le sue buffe furbizie per vincere. Nel gioco dell’oca gli è successo di essere vinto dal nonno che fece sei con l’ultimo dado. Per la prossima partita ha preparato un dado deve il sei è stato coperto in parte dallo scotch ed è diventato un due: mi ha spiegato che così quando deve tirarlo lui dopo il nonno toglierà lo scotch per vincere.

Penso ai bimbi palestinesi e ucraini, e sudanesi e degli altri paesi in guerra, sotto missili e bombe notte e giorno, a chi ha perso figli, madri, padri, sorelle e fratelli, amici e vicini. A tutte le vittime di abusi e violenze e quelle dell’inquinamento e delle conseguenze del riscaldamento del clima. Come la giovane Aurora uccisa a Milano a capodanno, da un peruviano che è stato incarcerato dopo aver tentato violenza ad un’altra donna: Ma penso a tutte le vittime di femminicidi dell’anno passato e mi chiedo come potremo fermare questi assassini che dicevano di amarle.

Il susseguirsi di pensieri al mattino appena sveglia, dopo aver ascoltato il primo telegiornale, purtroppo va in direzione contraria ai miei desideri. Penso ai genitori dei ragazzi dispersi, di quelli feriti gravemente dal fuoco, di Aurora e delle tante giovani assassinate, stuprate, abusate e al fatto che noi donne, nonostante le tante lotte nostre e delle nostre antenate per vedere almeno riconosciuto il diritto di vivere senza paura di uscire da sole, di decidere di convivere con chi ci convince che valga la pena di “mettere su famiglia”, di perdonare chi ci ha maltrattate.

Nonostante questo inizio così poco rassicurante, care amiche mie facciamoci comunque gli auguri e continuiamo il nostro confronto coinvolgendo anche chi è eletta. Per me non è facile visto che dopo una vita di impegno politico oggi faccio solo la nonna, anche a causa della mia età. A metà di questo nuovo anno compirò 84 anni età che non pensavo di raggiungere visto che i miei genitori e i miei nonni sono morti tutti prima. Ma proprio per questo, nonostante tutto, i miei nipoti, e il nipotino di 4 anni soprattutto, mi fanno riscoprire un mondo di speranza. Da questa postura vi mando i miei più affettuosi auguri di un buon anno.

Con una sola raccomandazione: vogliamoci bene e teniamoci strette.

Pubblicato in: Diritti umani, Donne, Esteri,

Commenti:

  • paola 4 Gennaio 2026

    Già abbiamo molte sofferenze sulle spalle, ma le violenze sulle donne sono come in iceberg , la maggior parte non è visibile , ma c’è e restringe il cuore
    Hai ragione e sottoscrivo; vogliamoci bene e teniamoci strette.

  • Giampaolo 4 Gennaio 2026

    Il 2026 è iniziato male, ma dobbiamo Sperare, come Francesco continuava a ripetere, anche se inascoltato, e come tanti altri che abbiamo conosciuto hanno fatto, fino alla fine. Testardamente ma serenamente, Buon 2026.

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