Casarini è l’alternativa?

postato il 12 Giu 2007
Casarini è l’alternativa?

Si discute ovunque, anche su questo blog, del degrado della politica italiana. La sfiducia ha ormai toccato profondamente anche chi rivendicava di essere rappresentante degli scontenti e dei movimenti di sinistra, Rifondazione in particolare e il nascente coordinamento di parlamentari riunitisi per la prima volta qualche giorno fa a Roma.

Domenica scorsa la piazza ha reso visibile questo scollamento totale dalla cosiddetta Cosa Rossa nel vuoto della piazza del Popolo. Lo riconosce apertamentre solo Cesare Salvi che i cittadini sono esasperati tanto quanto rispetto al Partito Democratico. La corrente troskista di Rifondazione, che ha partecipato al corteo no global medita se fare un ennesimo partito mentre gli altri, quelli che sono stati a casa come Cento, Mussi e chi non sa gestire il rapporto tra piazza e governo come Diliberto e Gordano, sperano di recuperare a livello di DPEF, il documento che prepara la prossima finanziaria e destina il famoso tesoretto.

I risultati elettorali del secondo turno confermano un vantaggio delle destre anche se Genova, la linea del Piave come l’ha definita Corradino Mineo, ha tenuto se pur per poco. Interessante l’affermazione con una maggioranza incredibile, che si avvicina al”ottanta per cento, del candidato di estrema sinistra a Taranto, città precedentemente portata al fallimento proprio dalla destra.

D’altra parte soffia un vento di destra in tutta Europa. In Francia il primo turno ha eletto 100 parlamentari di destra contro 1 socialista. I Verdi hanno subito una sonora sconfitta ma anche il centrista Bayrou si è visto ridurre drasticamente il consenso come l’estrema destra di Le Pen.

Nel frattempo la Corte dei Conti rileva una “piccola” dimenticanza del governo: non si può nominare il nuovo vertice della Finanza se non si licenzia quello vecchio. Nel frattempo le intercettazioni sulle scalate bancarie ci dimostrano i sogni del vicepresidente D’Alema, che come ogni “parvenu” vuole entrare nella finanza anche con frequentazioni discutibili, non solo Consorte ma anche Ricucci, Fiorani e Fazio. E si preoccupa di nascondere cosa si sta tramando. Questo il nostro governo.

Dunque, in questa situazione, Casarini può rivendicare il più grande successo della loro storia per aver riempito la piazza con il movimento dei centri sociali mentre “i cattolici vanno al Family Day e i sindacati e i partiti da nessuna parte”.

Voglio riportare le voci di due donne: una giovane, Marina di Rimini e una meno giovane e pure senatrice, la madre di Carlo Giuliani, ammazzato durante il G8 di Genova, ed eletta come tutte le vedove di uccisi da terroristi, che sono gran parte delle donne in Parlamento. Marina parla del grosso disagio dei giovani prodotto da questo sistema ultraliberista e Heidi Giuliani dice di temere una svolta a destra del governo Prodi, ostaggio delle destre, e per questo di essere stata in piazza con i centri sociali dove, mentre tentava di calmare quei ragazzi “che hanno ragione di essere arrabbiati”, si è presa un “e levati stronza”.

Montezemolo, nel mirino del “movimento” , ha denunciato la vergogna dell’evasione fiscale in Italia, dove si ostenta continuamente ricchezza, il gap tra retribuzioni è ormai alle stelle e gli evasori continuano impuniti a denunciare redditi da fame, soprattutto tra liberi professionisti e imprenditori. oltrechè tutti quelli che fanno affari e lavorano grazie alle mafie. Non è chiaro cosa ha fatto Visco, insieme alla Finanza, per contrastare questo problema nè quello che fa Amato contro la criminalità organizzata e Pecoraro per risolvere il caso rifiuti nella sua città.

Mi piacerebbe vedere Casarini alla guida della lotta contro le mafie e l’evasione fiscale. Per ora solo Ciotti e il gruppo Abele, contrastano seriamente il modello mafia dimostrando nelle terre confiscate che si può lavorare e produrre senza la protezione mafiosa. Per questo gli incendiano le vigne.

Per riappropriarci del senso dello Stato, per sentirci cittadine e cittadini dell’Italia e del mondo nonostante chi ci governa, forse dovremmo ricominciare più che dalla disobbedienza dall’impegno civile e dalla controinformazione come si faceva in un movimento di tanti anni fa che poi è degenerato quando ha cominciato a legittimare la violenza. O la forza come si diceva allora.

Attenti quindi Casarini e i suoi a non ripercorrere strade sbagliate e alle donne che fanno parte del movimento a non giustificare senza dirigere.

Pubblicato in: Istituzioni,
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