Diamoci una mossa

postato il 4 Feb 2026
Diamoci una mossa

La marmotta della candelora, tirata fuori dalla sua tana è tornata subito al riparo appena annusata l’aria di neve. La capisco e mi sento come lei. Col cavolo che dall’inverno siamo fora.

E neppure dall’inferno finchè ci subiremo Trump e il governo Meloni, nonostante un suo anziano ammiratore che ha restaurato un dipinto a San Lorenzo in Lucina, ci abbia regalato un angelo con il suo profilo che la Santa Sede, scandalizzata, ha ordinato di cancellare ripristinando l’affresco com’era.

Devo dire che il centro sociale Askatasuna, che quando vivevo a Torino sfilava in coda al corteo del primo maggio con i movimentisti, e solo alla svolta verso via Roma creava qualche disordine scontato e tollerato dai sindacati, ha dato vita questa volta a un caos non indifferente.

Piantedosi alla Camera ha fornito una ricostruzione delle dinamiche della guerriglia, il numero degli agenti coinvolti e feriti e quello degli arrestati e commentato: “Chi sfila con i delinquenti offre loro prospettive di impunità. I disordini di sabato confermano il vero volto degli antagonisti ospiti dei centri sociali occupati abusivamente, talvolta anche grazie a coperture politiche ben identificabili. Siamo di fronte a una strategia che mira a innalzare il livello dello scontro con le istituzioni e che, attraverso i disordini e la violenza, punta a compattare la galassia anarco-antagonista determinando un innalzamento del livello dello scontro che richiama dinamiche squadristiche e terroristiche che hanno caratterizzato alcune fasi del nostro passato”.

Come dire che stanno tornando le Brigate Rosse?

Abbiamo appena assistito alle aggressioni e agli omicidi dell’Ice a Minneapolis e non vorrei che anche in Italia questo governo Meloni, amico di Trump, spingesse le nostre forze dell’ordine verso derive pericolose

Per questo credo che sia molto importante che noi, politiche italiane di ogni età che vorremmo un altro governo capace di mandare Meloni all’opposizione, ci coordinassimo, aprissimo dibattiti con le giovani generazioni al di fuori delle sedi partitiche e ci dessimo una mossa perché guerre e violenze continuano a prosperare sulla nostra pelle. L’ultimo femminicidio è avvenuto a Napoli, ad opera del fratello della vittima con una coltellata alla schiena. A differenza degli Stati Uniti dove i cittadini si possono armare senza problemi, da noi non è possibile. Ma fino ad oggi coltelli e martelli non sono considerate armi. I manifestanti di Torino, molti dei quali sono arrivati da lontano senza essere fermati, hanno usato pietroni che si sono procurati togliendo le panchine e sedie prese dai dehors dei bar.

Ora si discute di modificare ancora la legislazione ma la prevenzione proprio non sta nelle corde di chi governa. Come ha detto don Ciotti: “Prevenzione è la parola chiave, e non solo in riferimento al corteo di Torino, ma a qualunque situazione dove il conflitto sociale rischia di sfuggire di mano.”

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