Ossessioni berlusconiane: donne e democrazia

postato il 22 Mag 2009
Ossessioni berlusconiane: donne e democrazia

È come una telenovela delle sue reti.
Ogni giorno una nuova puntata.
Oggi la velina è Mercegaglia, presidente della Confindustria che nella sua relazione lo incitava a fare le riforme visto il consenso di cui gode, e che gli ha risposto a tono.
Le donne sono evidentemente un’ossessione per il nostro premier, se escono dal ruolo di oggetto sessuale deve tentare di ricondurvele ad ogni costo, coprendosi di ridicolo.
Noia e indignazione, nausea e ironia, forte desiderio di non averlo più ogni giorno con le sue miserie. Questo l’atteggiamento mio e delle donne che frequento che non l’hanno mai votato. Ma chi sono invece le donne che lo votano e perchè l’hanno fatto e lo rifaranno, perchè lo difendono? Di fronte a una lettera inviata al Presidente della repubblica e ai Presidenti di Camera e Senato, per chiedere il rispetto delle donne da parte del Premier, almeno nel suo ruolo pubblico ,che le prime hanno promosso, c’è stata immediata la reazione in sua difesa da parte di donne di destra autorevoli, come una consigliera di parità piemontese che ha sostenuto che, nonostante tutto Berlusconi stravincerà.
Ma qui non si tratta di problemi di destra e di sinistra. Si tratta di questioni di genere per cui in tante ci siamo spese, di qualsiasi orienatamento politico, che vanno al di là delle parti perchè sono il fondamento della democrazia.
Come il fondamento della democrazia è la sovranità popolare che si esprime attraverso i suoi e le sue rappresentanti, elette/i in Parlamento.
Ora apprendiamo che i parlamentari per il nostro premier sono capponi e tacchini preoccupati di finire in padella, di fronte alla volontà di ridurne da mille a cento il numero, ieri esternata. E che ciò che il parlamento fa è pletorico ed inutile. Questo è il concetto di democrazia che ha il nostro premier, che viene sempre più accostato a Mussolini, anche nei commenti sull’ultimo film di Bellocchio come stamani a RaiNews 24, o ieri con Bertinotti alla 7.
Si tratta della campagna elettorale della sinistra che non avendo altri argomenti si accanisce con lui? Oppure è unpensiero che comincia a serpeggiare anche tra le persone di destra, in particolare se donne?
Credo valga la pena di ascoltare piuttosto che imbonire in questa campagna elettorale perchè è fondamentale capire che italiani e italiane sanno esercitare fino in fondo e in modo costruttivo la loro capacità critica. Anche se sono in una situazione in cui non trovano forze politiche che li rappresentino e quindi forse, non andranno a votare o ci andranno come si dice, turandosi il naso.
se è vero, come scrive Bertinotti nel suo libro, che sono stati coinvolti dal populismo più che dalla destra perchè in questa fase “la storia repubblicana è logorata” al punto che il Parlamento non è più in grado di condizionale il governo e quindi non siamo più in una repubblica parlamentare, è fondamentale capire dove stiamo andando. Più ancora che quanti voti si conquisteranno per il proprio partito.

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