Pari opportunità nelle primarie degli Stati Uniti

postato il 4 Set 2008
Pari opportunità nelle primarie degli Stati Uniti

Poco tempo fa Lucia Annunziata titolava un suo articolo su Hillary Clinton: “una donna in meno e una politica in più”, come a significare che era finito il discorso emancipazionista di chiedere pari accesso alle donne nei luoghi di potere e si era affermata una capacità di esserci in quei luoghi, da parte di alcune donne come Hillary, che si qualificava per la grinta politica dopo una sconfitta come quella che ha subito da Obama.
Oggi, dopo la convention dei repubblicani e l’affermazione della vicepresidente Sarah Palin che, pur essendo giovane donna ,incarna tutto quello che è più conservatore in America e meno femminista nella storia, vorrei riflettere su quella che è stata la grande novità di queste primarie che ne fa l’inizio di una nuova fase e un modello per tutto il mondo.
La novità non è solo il nero candidato o le donne candidate, che sicuramente rappresentano un cambiamento epocale impensabile solo alle elezioni vinte da Bush. L’attuale presidente che sconfisse con metodi non proprio trasparenti Al Gore, ecologista e ora premio Nobel proprio per il suo impegno per salvare il pianeta dalla catastrofe, rappresentava la vecchia politica americana, quella della lobby del petrolio e delle armi, quella denunciata dal regista, che peggiorava tutti i lati negativi già presenti nella presidenza del padre.
E questa purtroppo è una tendenza che si sta affermando in tutto il mondo, soprattutto in Italia. E’ quella che da la vittoria a Berlusconi, che tollera mafia, camorra e n’drangheta come un controstato organico al sistema di potere, che origina le caste ovunque, che porta le guerre e le repressioni.
Ma sta avanzando nel mondo un’altra tendenza, ancora debole ma enormemente visibile ormai con la vetrina delle primarie negli Stati Uniti.
E’ una politica totalmente nuova che apre possibilità di esprimersi e di concorrere ai luoghi di potere più alti a bianchi e neri, donne e uomini, giovani e vecchi, esperti e inesperti, intellettuali ed ex-miss, donne emancipate e madri tradizionalissime, tutti messi in grado di esprimere totalmente la loro storia, le loro contraddizioni, il loro pensiero ma soprattutto la loro politica.

Per questo le primarie negli Stati Uniti sono così coinvolgenti. Possiamo cogliervi, incarnate in persone precise, tutte le contraddizioni, le paure e le speranze che travagliano la nostra epoca, riconoscerci in quelle che per noi rappresentano il cambiamento e la rassicurazione che domani sarà meglio di oggi, e non una brutta copia del passato.
Questa è la vera affermazione delle pari opportunità e credo che sia opportuno leggere ciò che succede sempre con questa nuova chiave di interpretazione.

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