Stupri tra battute di destra e militari, ricette di sinistra e provvedimenti del Gip

postato il 26 Gen 2009
Stupri tra battute di destra e militari, ricette di sinistra e provvedimenti del Gip

Sulla pelle delle donne violentate oggi tutti i media affrontano lo stupro come un problema che non si conosce o non si vuole capire, da assimilarsi genericamente ai problemi della sicurezza e dell’immigrazione, strumentalizzandolo o facendoci battute sgradevoli come si è permesso di fare il Presidente del Consiglio.

In realtà i nostri politici fanno finta di non conoscere le origini del problema e quindi danno ricette assurde, non si sono mai degnati di leggere i dati Istat per capire la dimensione del fenomeno o di sentire le testimonianze delle donne che lo hanno denunciato.

Per questo il Ministro dell’Interno sostiene che è un problema di illuminazione delle strade e l’Acea a Roma si affretta a rispondere che le lampadine, quando sono avvenuti fatti di violenza, erano tutte funzionanti. A questo punto Maroni si sbilancia ad assicurare che da 3mila militari che pattugliano le città per garantire la sicurezza il governo passerà a 30mila, circa un terzo dell’attuale esercito,per garantire la sicurezza alle donne.
Franceschini ribatte spiegando la posizione delle’opposizione sulla violenza alle donne aumentare numero e finanziamenti per le forze dell’ordine.

Anche nei dibattiti televisivi si passa rapidamente dalla violenza alle donne alla sicurezza e all’immigrazione con Lampedusa che diventa l’esempio della incapacità anche di questo governo, che su questo tema ha preso i voti, di quantomeno affrontarlo in termini costruttivi. Tant’è che di fronte alla proposta di raddoppio, che sta il linea con la costruzione di nuove carceri, il sindaco di centro-destra si mobilita contro il governo, insieme ai suoi cittadini e ai clandestini del centro.

La gravità del fenomeno percepita dalla giustizia è esemplificata dal gip che ha concesso gli arresti domiciliari al violentatore di Capodanno sollevando la reazione indignata della vittima che ha dichiarato di volersi fare giustizia da sola (come?) se il suo violentatore, perchè ricco, continuerà ad essere trattato con i guanti.

Se queste risposte inadeguate o grossolanamente sbagliate da parte di uomini politici, al governo o all’opposizione, nascondono una coda di paglia e una complicità maschile che continua, anche nel silenzio che in Italia circonda questo gravissimo delitto che si consuma milto più nelle case che nelle strade stupisce il silenzio e la mancanza di proposte anche da parte delle pocche donne elette o al governo. La Carfagna se la cava affermando che lei ha mandato avanti un provvedimento del governo prodi: il riconoscimento dello stalking, cioè della persecuzione, come reato.
Nessuna che solleva la radice del problema: l’oppressione del maschio sulla femmina che continua con la brutalità dello stupro e con la complità dell’estromessione delle donne al potere e nei luoghi decisionali, in tutto il mondo e con tutte le etnia e classi sociali.
Eppure non si contrasta la violenza sulle donne senza promuovere le donne nei luoghi di potere ed educare gli uomini ad un rispetto ed a una sessualità meno violenta, a riconoscere le proprie insicurezze e asocialità a partire dal contrasto del bullismo nelle scuole.
Alla stigmatizzazione sociale verso comportamenti e battute che emergono anche dai giovanissimi che si sentono così impuniti da violentare le loro giovanissime compagne, a volte ucciderle come purtroppo succede non di rado in Italia, e al di là della cronaca del giorno la politica non ritiene di doversene occupare.
Nemmeno le donne politiche ritengono di farne la centralità della loro azione, visto che tutto il sistema politico tende a sottovalutare stupro e violenze sulle donne forse perchè, come la prostutuzione si tratta di un problema vecchio come il mondo e quindi considerato irrisolvibile, Soprattutto se, come il nostro sistema politico di clan, non ha nessuna intenzione di lavorare in Italia verso una reale uguaglianza di diritti tra donne e uomini.

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