Uranio impoverito

postato il 13 Gen 2009
Uranio impoverito

I nostri governi hanno sempre glissato sulle loro gravissime responsabilità in merito all’esposizione di soldati italiani in missione ai rischi dell’uranio impoverito. Anche alle mie numerose interrogazioni e interpellanze svolte quando ero segretaria della commissione esteri alla Camera.

Risale al 1984 la prima raccomandazione Nato, totalmente disattesa. E neppure i militari americani tornati ammalati dalla prima guerra in Iraq hanno fatto cambiare atteggiamento al ministero della difesa e ai vertici militari.
Così nel frattempo è cresciuto costantemente il numero di militari ammalatisi gravemente per esposizione all’uranio impoverito e ormai ne sono morti un centinaio senza che fosse riconosciuto il danno subito.

Il paracadutista Giambattista Marica si è ammalato di linfoma di Hodgkin nel 1993, durante la missione IBIS in Somalia e la sentenza della 2a sezione del tribunale di Firenze gli ha riconosciuto un risarcimento di 545061 euro perchè il Ministero della Difesa “sapeva, doveva ed era tenuto a sapere dell’uso di ordigni all’uranio impoverito, della sua pericolosità e dei rischi ad esso collegati e doveva conseguentemente ispirare la propria azione a principi di cautela e protezione”.

Sarebbe interessante capire se e dove oggi l’uranio impoverito viene ancora usato e chi, anche tra i civili ne è esposto.
E quali misure sono state messe in atto dal nostro ministero per evitare i rischi da esposizione.

Forse questa sentenza smuoverà una situazione ipocrita durata decenni.

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