2votimegliodi1, halfofit, laudatosi

postato il 31 Mag 2020
2votimegliodi1, halfofit, laudatosi

Vi ringrazio per i commenti al mio precedente post ma soprattutto per le firme che mi avete procurato alla petizione halfofit Italia: Lorella le tue indicazioni sono come sempre preziose e ti inviterei a scrivere un post sulla scuola, visto i tuoi interessanti commenti su fb che se organizzi e ci dai delle indicazioni possiamo aprire un dibattito approfondito al riguardo. Il mio amico Tomei, di Demosfera, mi rimprovera di non rivolgermi ai compagni che appoggerrebbero le nostre rivendicazioni. Lavoro con Monica Lanfranco che da anni fa a teatro “Manutenzioni” con uomini che lo richiedono, non attori, sulla sessualità ed ha scritto l’ultimo libro su un’inchiesta tra adolescenti dal titolo “educare uomini”. Invitatela sui vostri territori o in webinar, leggete libri scritti da donne, (noi ne abbiamo letti tantissimi scritti da uomini), firmate i nostri appelli e le nostre petizioni. Se volete aprire qua un dibattito sul vostro rapporto con l’ecofemminismo siete i benvenui e vi lasciamo volentieri spazio e parola.

Questa delle amiche pugliesi ad esempio va firmata anche da voi e riportata nelle regioni dove vergognosamente la doppia preferenza non c’è e dove si andrà votare tra poco come in Liguria.

Legge elettorale regionale e diritti delle donne

Si torna votare per le elezioni regionali e, anche in questa tornata, le donne sembrano condannate a non vedere riconosciuti i propri legittimi diritti elettoralisanciti dalla Costituzione e dalle leggi. NOI NON CI STIAMO PIU’

Intanto chi siamo. Siamo un gruppo di associazioni e di donne – a vario titolo impegnate nelle istituzioni, nel sindacato, nel giornalismo, nelle libere professioni, negli organismi di garanzia, nel mondo dell’Università e della cultura – che da anni si occupa di diritti di genere decise ad andare fino in fondo, ricorrendo anche alla magistratura, se necessario, per vedere applicati i nostri diritti sanciti dalla legge.

A settembre prossimo – sembra questa la data – si voterà per il rinnovo di un terzo dei Consigli regionali e, fra questi, ce ne sono alcuni (la Puglia, la Liguria, ma anche la Calabria e il Piemonte, ad esempio, dove si è votato recentemente) che non hanno ancora applicato la doppia preferenza di genere, né altri strumenti di riequilibrio, anche statutari (ad esempio con riferimento alla composizione delle giunte, delle commissioni, ecc.), nonostante si tratti di principi contenuti nella Costituzione e di misure specificamente previste dalla legge nazionale n.20/2016.

Tuttavia, prima di adire le vie legali, abbiamo voluto perseguire un ultimo tentativo sulla strada politico-istituzionale – nella quale ancora crediamo – e che sarebbe da preferire, specie quando è sostenuta e sollecitata dall’impegno della cittadinanza attiva. Per ora, quindi, abbiamo scritto ai ministri pugliesi Teresa Bellanova e Francesco Boccia e alla ministra delle Pari opportunità, Elena Bonetti, non per lamentarci di quanto accade, ma per indicare una strada percorribile e celere verso il cambiamento. In situazione di normalità avrebbe già dovuto farsene carico il Parlamento che è tutt’ora titolato a farlo. Naturalmente, prendiamo atto positivamente del sollecito richiamo della ministra Bellanova – che raccoglie l’invito di “Donne in Rete”- affinché le Regioni si adeguino alla legge n. 20/2016.Le prime risposte ottenute, però, fanno capire subito (attraverso la stampa) che non vi è alcuna volontà di allinearsi, preferendo il gioco dello scaricabarile.

E’ necessario, allora, un intervento immediato edeciso del Governo per sanarequesta macroscopica illegalità (che è anche uno scandalo politico), perché sia rispettata una legge statale (n. 20/2016) che impone una serie di misure per la promozione delle pari opportunità nell’accesso alle cariche elettive; ad esempio in Puglia, non è consentita l’espressione della seconda preferenza “riservata a un candidato di sesso diverso“, mentre nelle Regioni andate recentemente al voto come Piemonte e Calabria non solo non era, né è ancora oggi, prevista la doppia preferenza e nemmeno il riequilibrio dei generi nella composizione delle liste a pena di inammissibilità.

L’illegalità è clamorosa, poiché si tratta di norma qualificata tra i “principi fondamentali“, ai quali la legislazione regionale è OBBLIGATA a conformarsi, ai sensi dell’artt. 3, 51, 117 e 122 Cost., come già chiarito dall’ormai cospicua giurisprudenza costituzionale sul tema.

Quel che si propone di utilizzare, allora, è unmeccanismo applicato con successo in materia di vitalizi degli ex consiglieri regionali; con la legge finanziaria 2018 (l. n. 145/2018, art. 1, commi 965, 966 e 967), infatti,fu utilizzato l’argomento del contenimento della spesa pubblica per stabilireche le Regioni che non avessero provveduto alla rideterminazione dei trattamenti previdenziali e dei vitalizi(si legga: riduzione dei vitalizi) entro sei mesi avrebbero subito una riduzione lineare pari al 20% dei trasferimenti erariali (diversi da quelli destinati al finanziamento del Servizio sanitario nazionale, ecc). E’ da sottolineare che il termine fu fissato in sei mesi perché il taglio dei trattamenti previdenziali presupponeva una serie di operazioni di calcolo assai complesse e, in molte Regioni, richiedeva addirittura modifiche statutarie; nel nostro caso, invece, si tratterebbe di un adeguamento semplicissimo, sicché potrebbe essere imposto un termine molto più breve, in modo da consentire il ripristino della legalità prima delle elezioni 2020.

Il meccanismo, insomma, è già collaudato, si tratterebbe solo di “replicarlo” per una battaglia di legalità costituzionale e di civiltà su cui tutti, a parole, si dichiarano d’accordo, sicché qualsiasi forza politica sarebbe sfidata adopporsi; inoltre, mentre per i vitalizi c’era solo il precedente delle deliberazioni degli organi interni di Camera e Senato, qui si tratterebbe di imporre il rispetto della Costituzione (artt. 3, 51, 117 e 122), nonché di una legge statale, che già esiste, recante principi fondamentali.D’altro canto, se è stato possibile accelerare i processi legislativi quando si è trattato di tagliare costi pubblici, non vi è ragione di ritenere che non lo si possa fare quando si tratti di garantire diritti fondamentali.

Si aggiunga, sul piano dell’opportunità, che una soluzione come questa eviterebbe il ricorso agli organi giurisdizionali – che in alcune Regioni, a partire dalla Puglia, è già in preparazione – con il serio rischio che le elezioni siano invalidate, eventualmente anche in corso di legislatura; insomma, prevenire è meglio che reprimere e un Consiglio che anche riuscisse ad insediarsi sub iudice, sarebbe continuamente a rischio di delegittimazione. Per non parlare dei costi della probabile ripetizione delle consultazioni elettorali, sicché l’intervento statale si giustificherebbe anche sotto il profilo del coordinamento della finanza pubblica (caro alla Corte Costituzionale non meno di quello delle pari opportunità) e al contenimento della spesa pubblica. Infine, si aggiunge che questa Rete, nata solo per una motivazione di scopo, è aperta a tutte le donne e alle associazioni di genere, e non, che intendano aderire e che risiedano nelle regioni in cui non si vota con un sistema rispettoso dei meccanismi per la promozione delle pari opportunità. La componente pugliese è pronta a mettere gratuitamente a disposizione delle altre associazioni, che hanno sede fuori dalla Puglia, il proprio ricorso e guarda con attenzione alle posizioni della politica e dei suoi rappresentanti in questa battaglia per il ripristino della legalità.

Bari, 30 maggio 2020  

Le firmatarie: Marida Dentamaro (docente di Diritto pubblico Uniba, avvocata, presidente del Conservatorio di Bari, già senatrice della Repubblica), Melina Decaro (docente di Diritto pubblico comparato Luiss, già vice segretaria generale e direttrice dell’ufficio della Segreteria generale della Presidenza della Repubblica), Veralisa Massari (avvocata, già presidente dell’associazione Stati generali delle donne – Puglia), Lorena Saracino (giornalista, presidente del Corecom Puglia, fra le fondatrici della Casa delle donne del Mediterraneo e dell’associazione Stati generali delle donne), Magda Terrevoli (presidente Cug Regione Puglia, responsabile e referente Comitato 50/50 Puglia, fra le fondatrici della Casa delle donne del Mediterraneo), Francesca R. Recchia Luciani (ordinaria di Storia delle filosofie contemporanee Uniba, responsabile della linea d’azione relativa alle questioni di genere Uniba, direttrice del Festival delle donne e dei saperi di genere), Marida Leuzzi (funzionaria di banca – Convochiamociperbari ), Paola Martino (capo ufficio delegazione Disabili, Ripartizione didattica e Servizi agli studenti e componente Cug Regione Puglia), Elisa Forte (giornalista, project manager Talenti Fuor d’acqua Torino), Barbara Neglia (segretaria generale Filcams- Cgil Puglia), Claudia Nigro (segretaria generale Filcams-Cgil Brindisi), Paola Fresi (segretaria generale Filcams-Cgil Taranto), Rosy Paparella (Formatrice, counselor, consulente centri antiviolenza, già Garante dei diritti dei minori Puglia), Gabriella Genisi (scrittrice), Luisa Giorgio (pensionata Uniba – Puglia), Rossana Ruscelli (impiegata – coordinatrice di Convochiamociperbari), Monica Mc Britton (docente Unisalento e presidente Cug Unisalento), Alba Russo (assistente sociale, componente dell’associazione Donne in Corriera), Teresa Masciopinto (funzionaria Banca Etica), Marilu’ Mastrogiovanni (direttora Forum of mediterranean women journalist, docente di Giornalismo Uniba), Rosanna Nicastri (architetta), Laura Cima (referente Iniziativa femminista, scrittrice, già consigliera di parità Piemonte) Associazione “Un desiderio in comune” (Bari), Casa delle donne – Lecce, Associazione Alveare – Lecce, Associazione Donne giuriste Italia – Catanzaro, Alessia Bausone (giurista, esperta in pari opportunità – Calabria) Gianna Pentenero (educatrice ed assessore uscente della Regione Piemonte) Amelia Andreasi (componente cda Istituto Gramsci – Piemonte)

La contrattazione con il governo è aperta anche sui soldi che arrivano dalla UE, come ho già spiegato nel post precedente con la petizione che vi prego di firmare e far firmare se non l’avete ancora fatto

Stasera vi invito a seguire il collegamento dell’Associazione Laudato Si’ con Extinction Rebellion a questo link che sará attivo dalle 21.

Pubblicato in: Donne, Europa, Istituzioni, Lavoro, politica, salute,
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