Donne, destre e fondamentalismo
postato il 1 Apr 2015
Condivido il report dell’inziativa a cui hanno partecipato
Maryam Namazie iraniana, Nadia el Fani tunisina, Marieme Helie Lucas algerina, Inna Shevchenko ucraina, riunite a Torino dalla Consulta per la laicità, grazie a Monica Lanfranco, neo portavoce. Il pomeriggio assistiamo alla proiezione del documentario, girato da Nadia poco tempo prima della rivoluzione che ha cacciato il dittatore Ben Ali, una primavera araba guidata da donne e giovani laici che avevano chiara la necessità di abbattere il fondamentalismo islamico insieme alla dittatura che l’aveva utilizzato per rimanere al potere. ”Laicité inch’Allah” e’ del 2011 ma dopo l’attentato di Tunisi è tornato purtroppo di attualità.
La secolarizzazione, separazione giuridica dello Stato da qualunque religione e conseguente neutralità delle istituzioni pubbliche, libertá religiosa, e quindi di ateismo e di laicismo, abolizione delle leggi su blasfemia, sono le rivendicazioni delle donne arabe che vogliono una Costituzione laica, anche in un paese musulmano, perché sanno che movimenti politici di estrema destra utilizzano la religione per affermarsi e togliere loro, e a tutto il popolo, la libertá.
Il fondamentalismo islamico sceglie le pratiche più oppressive e violente come le mutilazioni genitali e la lapidazione, i matrimoni temporanei e le spose bambine, e le importa in Tunisia, in Srilanka e in Serbia come in Algeria che era laica. Monica Lanfranco ricorda che Marea, di cui si festeggiano i 20 anni, ha trattato dal 2001 la globalizzazione che cambia le nostre vite perché l’alleanza patriarcale contro la libertà delle donne ridisegna il mondo e le civiltá a suo vantaggio, ha denunciato come il multiculturalismo fa male alle donne perché viene confuso con l’accoglienza ma legittima pratiche violente. Come abbassare la soglia di violenza nel mondo? Marieme ci ricorda che il fondamentalismo di destra ha raggiunto in Ue il 30 % con forme xenofobe, che la destra religiosa in India ha coinvolto induismo e buddismo come in Birmania, come Boko Haram in Africa e questo significa destra politica perché si sostengono una con l altra. Il fronte islamico per la salvezza in Algeria ricorda Le Pen e Haider. Contro democrazia e laicità, contro le donne ( il loro posto é cucina e culla).Dalla conferenza del Cairo e quella di Pechino il fondamentalismo islamico ha trovato anche spazio a sinistra, nel femminismo, e nelle organizzazioni per diritti umani in nome dell’antirazzismo: problemi sociali e sindacali vengono affrontati dall’Islam, che propone una soluzione religiosa a problemi politici fondamentali, creando confusione mentre nega la libertá di pensiero e da vita a governi di destra estrema. Non si puó etichettare musulmano chiunque provenga da paesi arabi: in Francia é vietato dalla legge. In realtá non é credente in una religione il 25%, il 5% è osservante a natale e pasqua, il resto spesso è ipocritamente osservante come ha mostrato il documentario di Nadia in Tunisia. Siamo fuggite da situazioni che ora si riproducono qui adesso: molte sono uccise e perseguitate, sono il primo obiettivo dei fondamentalismi e solo la destra ha spazio sui media. Pensiamo in Italia quanto Salvini è accolto dalle TV. Il velo saudita non e’ mai esistito non e’ il loro abito tradizionale. Le berbere coltivano la terra e vestono colorato senza veli. Non esiste un mondo musulmano omogeneo. Anche in UE la democrazia e’ a rischio e le leggi divine sostituiscono quelle parlamentari. In Gran Bretagna sono state approvate leggi diverse per categorie diverse di cittadini: ai cittadini musulmani si applica un codice religioso. In Belgio un partito dell’ Islam ha 2 eletti che vogliono la sharia.
Maryam ricorda la giovane di 27 anni di Kabul, lapidata per aver strappato pagine del corano. Le minacce dei religiosi alla famiglia li hanno fatti parlare di salute mentale instabile per paura. La protesta di molte donne ha impedito che la famiglia fosse cacciata e le donne hanno portato il feretro e impedito al mullah di parlare rompendo i confini della tradizione afgana. In Iran hanno protestato contro l’acido buttato alle donne poco velate. La teocrazia in Iran prevede la pena di morte e in Turchia è punita la diffamazione religiosa,
Il terrore non e’ contro l’ occidente ma contro l’opposizione democratica: con la teocrazia impongono il silenzio, eliminano i dissidenti, i gay, i disabili e perseguitano le donne. Non possiamo ignorare gli scontri all’interno. Non si tratta di scontro di civiltá ma di democratici e laici contro i fascisti per affermare le libertá universali. Attenzione che la religione puó uccidere quando é nello stato teocratico.
Responsabilitá di tutti nel pretendere che il governo crei un sistema di separazione tra stato e chiesa. Ogni persona che accetta di non offendere i religiosi, non fare vignette, non scrivere libri per non provocare è responsabile. Se sono atea o non credente devo poter esprimere il mio pensiero. Dopo il massacro di Charlie, dice Inna, tutti i giornali hanno rifiutato di pubblicare le vignette e a Copenhagen dove discuteva in un convegno della libertá di espressione due uomini con kalashnikov hanno sparato e due partecipanti sono 2 morti. Le cose laiche sono trattate come provocazioni. Ridere di una religione diventa amoralità.
Costituzione e leggi dovrebbero garantire le opportunità: leggi specifiche aiutano ma non bastano, occorre diffondere la cultura repubblicana e non aver paura di offendere i sentimenti religiosi, superare la paura per affermare la laicitá. Non infedele ma laica. Leggi e kalashnikov contro i laici.
Nadia dice che non esiste l’Islam moderato. In Tunisia nel 2011 la costituzione è stata riformata e Tunisia e Turchia sono considerati esempi di paesi musulmani moderati. Ció non ha significato perché l’ obiettivo sono califfato e teocrazia. Chi ha votato per questo governo oggi si rende conto che chi é progressista non ha spazio mentre gli islamici invece si. Fanno credere alla gente che il laicismo sia religione. Che senso ha dire che sono estremista laica? Non significa nulla e essere musulmano moderato neppure in uno stato non laico. Le teocrazie sono contro democrazia,imponiamo la laicità in tutto il mondo.